Nanuks
Descrizione
Maestra d’asilo, appassionata della buona cucina specialmente quella tradizionale.
Amo viaggiare e scoprire nuove culture culinarie
Articoli
In Sardegna per spiegare il lievito naturale
Nono solo corsi, ma anche convegni e seminari. L'attività formativa del Gruppo Giovani non si esaurisce mai e utilizza sempre nuovi strumenti. Prova ne è il seminario di approfondimento sulle tecniche di lavorazione e lievitazione tradizionale del pane, che si è svolto lo scorso 3 dicembre presso la sede algherese del Parco tecnologico della Sardegna. L'incontro, organizzato da Porto Conte ricerche nell'ambito del progetto "Innovazione e valorizzazione dei pani tradizionali della Sardegna", è stato caratterizzato da una vera e propria lezione sul lievito naturale a cura di una docente d'eccezione: Simona Lauri, tecnologia alimentare del Gruppo e stimata firma dell'Arte Bianca.
Fin dalle prime battute la Lauri è entrata nel vivo dell'argomento spiegando come nel comparto della panificazione artigianale, la mancanza di una nomenclatura e di metodiche standard di produzione porta la maggior parte delle volte a notevole confusione di teminologia e alla non sempre corretta scelta dei paramentri tecnologici, microbiologici e fisici delle differenti fasi di lavorazione. In alcuni casi tale scelta improvvisata si riassume nella semplice ripetizione meccanica dello stesso modus operandi tramandato da generazioni senza però conoscere le reali motivazioni. L'intervento è stato pertanto mirato alla descrizione delle standard e più comuni metodiche di lavoro con particolare attenzione alle differenze che intercorrono tra: metodica diretta corta, autolisi, doppio impasto, diretta lunga, indiretta con biga, indiretta con poolish, indiretta con riporto ed indiretta con lievito naturale. In quest'ottica, la poca per non dire in alcuni casi scarsa conoscenza microbiologica porta la maggior parte delle volte a non essere in grado di risolvere e/o gestire a livello artigianale i rinfreschi, il mantenimento, l'utilizzo e la conservazione del lievito naturale. A livello artigianale ci si affida quindi alla sola e semplice esperienza pratica che, seppur di estrema ed insostituibile importanza, molto spesso manca di corrette e fondamentali nozioni teoriche creando gravissime inesattezze microbiologiche. A ciò si deve aggiungere il fatto concreto che nel contesto della panificazione artigianale, la standardizzazione della madre risulta assai difficile sia per l'estrema variabilità dei parametri di processo implicati sia per l'impossibilità e la scarsa verifica analitica degli stessi, dovuta all'assenza di strumentazione adeguata, sia per fattori endogeni naturali.
In virtù di queste reali ed oggettive difficoltà, il seminario ha pertanto affrontato le tematiche pratiche di gestione artigianale del lievito naturale. Presentando le differenze tra la realtà artigianale ed industriale, la lezione ha consigliato e insegnato i concetti fondamentali che permettono di aiutare, di comprendere e di risolvere le problematiche quotidiane di gestione senza perdere di vista quelli che sono i corretti concetti microbiologici e l'esatta nomenclatura scientifica del settore.
Diego Landi: ANCORAGGI Volti e luoghi di una città che cambia
Diego Landi: ANCORAGGI Volti e luoghi di una città che cambia
Diego Landi descrive i suoi scatti: “…sono fotografie da ascoltare con il cuore, vivamente sconsigliate a coloro i quali ricercano il tecnicismo e non l’emozione…” (…) “l’alienazione dello spettatore a beneficio dell’oggetto contemplato (che è il risultato della sua attività incosciente) si esprime così: più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua esistenza e il suo desiderio” Guy Debord “La società dello spettacolo”
Per informazioni:
Etam-Animazione di Comunità e Territorio
Tel. 041/936018
etam@comune.venezia.it
Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani 7, 30174 Mestre
Tel. 041/2386126 – fax 041/2386112
www.centroculturalecandiani.it
candiani@comune.venezia.it
La mostra fotografica “Ancoraggi” realizzata da Diego Landi e curata dal servizio Etam - Animazione di Comunità e Territorio, in collaborazione con il Centro Culturale Candiani, vuole essere una delle piccole tessere di quel mosaico che tenta di affrontare una situazione sociale fatta di conflitti, confronti e di relazioni, colta nelle sue molteplici dimensioni umane, (culturali, religiose e politiche) e nelle differenti articolazioni territoriali. Si tratta di un progetto comunicativo che vuole superare le barriere dell’oblio e delle diffidenze, molto spesso frutto di chiusure e di conflitti conseguenti ai disagi della vita urbana cui sono sottoposte sempre più vaste fasce della società. La realtà articolata nelle differenti dimensioni di Venezia, di Mestre e di Marghera e caratterizzata da processi diversificati di sviluppo urbano e sociale, viene rappresentata attraverso una visione soggettiva dei forti cambiamenti avvenuti in questi ultimi anni, ponendo in particolare l’accento sulle trasformazioni che fanno di Venezia una città sempre più multiculturale. Il fronteggiarsi di identità multiple rappresenta una vera e propria sfida per la crescita e la civiltà, e in questo senso è necessaria la valorizzazione della cultura e delle culture.
Le immagini che compongono questo percorso fotografico restituiscono la mescolanza di volti, di luoghi, di costumi e di relazioni umane che sempre più caratterizzano, anche a livello internazionale, le città e le metropoli. Le manifestazioni culturali e artistiche, come questo evento fotografico, possono divenire dei momenti strategici e creativi per l’espressione di idee e per la formazione di percorsi necessari per una convivenza sociale orientata ad accettare le differenze.
La mescolanza tra il lavoro sociale e artistico produce nuove e diverse forme di progettualità, segno visibile e tangibile di un’opera collettiva e pubblica.
Gabriele Vesco
Resp. Etam - Animazione di Comunità e Territorio
ANCORAGGI
venerdì 24 ottobre 2008
Inaugurazione
sala Paolo Costantini
Esibizione del coro “Voci del mondo”
diretto da Giuseppina Casarin
A seguire sala seminariale
Conversazioni e testimonianze sui cambiamenti e le convivenze nella città
Narrazioni sui luoghi e sulle esperienze a cura di Ijoma Koffi, Nadia Ostap e Italo Trentin
Interverranno:
Massimo Cacciari, Sindaco del Comune di Venezia
Luana Zanella, Assessora Attività e Produzioni Culturali,
Spettacolo, Sistema Bibliotecario
Sandro Simionato, Assessore Politiche Sociali e Rapporti con il
Volontariato del Comune di Venezia
Riccardo Caldura, Direttore Galleria Contemporaneo, Mestre
Coordina gli interventi
Diana Cesarin, M.C.E. Movimento di Cooperazione Educativa
IL NUOVO RINASCIMENTO DEL CIBO ITALIANO
PARTE DAI TRAVELLING AROUND ITALY HOTELS
IL NUOVO RINASCIMENTO DEL CIBO ITALIANO
Nord Italia
Partiamo dal Veneto, per esempio, per parlare della straordinaria ricchezza di prodotti e di ricette regionali italiane. Indimenticabile, tra le pietanze, è senza dubbio il famoso radicchio di Treviso. Nel suggestivo borgo medievale di Follina (in provincia di Treviso) il ristorante La Corte del Relais & Châteaux Villa Abbazia propone sofisticate semplicità: lo chef Massimo Busin ha elaborato un piatto particolare, “Guancetta di vitello brasata, purè di patate e funghi di stagione”, accompagnato da un vino della Marca Trevigiana, il Manzoni Bianco Avitus 2006 Villa Sandi. L’Hotel Villa Michelangelo ad Arcugnano, sui colli Berici nei dintorni di Vicenza, dispone del ristorante La Loggia, dove lo chef Paolo Lecconi riscuote successo con la sua “Tagliata di scamone di manzo con radicchio rosso e salsa béarnaise” a cui ha abbinato il nuovo Tai Rosso DOC Colli Berici. Lo chef Bruno Barbieri guida il Ristorante Arquade del Relais & Châteaux Villa del Quar a San Pietro in Cariano-Pedemonte, in provincia di Verona, 2 stelle Michelin e 3 forchette Gambero Rosso. Sue sono le “Tagliatelle con ragoût di piccione, glassa al Porto e fegato ingrassato al pepe nero”, da servire con un pregiatissimo rosso, l’Amarone Quintarelli Riserva 88/90. La Locanda dei Mai Intees è uno degli alberghi romantici più accoglienti della Lombardia. Il suo nome ha una storia molto singolare: ricorda un gruppo di grandi amici del tempo passato che non erano però mai d’accordo tra di loro. Anche loro però sarebbero stati d’accordo sulla bontà del “Riso con filetti di pesce persico” proposto dalla Locanda insieme ad un Franciacorta bianco Ca’ del Bosco.
Campania
Nel cuore di Positano si trova l’Hotel Poseidon, un’elegante villa mediterranea, incorniciata da un profumato giardino, con vista mozzafiato sul pittoresco paese sospeso sul mare. Il ristorante dell’Hotel rispetta in pieno la tradizione culinaria napoletana, privilegiando i prodotti locali. I limoni della Costiera Amalfitana danno tutto il loro profumo ai “Tagliolini al limone” preparati dallo chef Gennaro Esposito. Non può mancare come vino la tipica Falanghina dei Campi Flegrei. Più a sud, circondata dalla natura rigogliosa della costa di Maratea, l’Hotel Villa Cheta è una delle dimore storiche lucane che porta da sempre la vocazione all’ospitalità. Lo chef Maria Attanasio fa in casa “con il ferretto” la pasta tipica del luogo, i “Ferruzzelli Dea Maris con spigola marinata, porcini, basilico e peperoncini”. Il tutto accompagnato dal potente vino rosso della zona, l’Aglianico del Vulture. Infine non può mancare in questo tour ideale la Sicilia. La gastronomia dell’isola trova negli hotel Villa Ducale e Villa Carlotta di Taormina un ottimo esempio dei principali prodotti tipici del posto, sia dolci che salati, tutti realizzati dalle donne di casa e serviti per il breakfast nella splendida terrazza panoramica, dalla parmigiana alla caponata, dagli arancini alle polpette col finocchetto. E per completare, un bicchiere di Nero d’Avola Planeta, il vino rosso siciliano più famoso al mondo.
Travelling around Italy Hotels
Via della Purificazione 4, 00187 Roma
Tel. 06/4872001 – Fax 06/485994 – info@travellingarounditaly.com
Internet www.travellingarounditaly.com
Presidente Franco Caruso
Ufficio Stampa Marina Tavolato, Travel Marketing, Roma
Tel. 06/822940, Cell. 333/1299646, E-mail martav@rmnet.it
www.travelmarketing.it
LO CHEF ANDREA MATTEI PREMIATO DALLA GUIDA IDENTITÀ GOLOSE 2009
LO CHEF ANDREA MATTEI PREMIATO DALLA GUIDA IDENTITÀ GOLOSE 2009
La “giovane stella” conduce il Ristorante La Magnolia dell’Hotel Byron a Forte dei Marmi
Il famoso giornalista enogastronomico Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose, congresso italiano annuale di cucina d’autore, lo definisce un nome nuovo nella cucina che conta e lo include tra i premiati nella sua guida ai Ristoranti d’autore di Italia, Europa e Mondo, già in vendita online e in libreria, e distribuita inoltre in tutti gli Autogrill e Aeroporti.
Mattei è uno chef dalla cucina armoniosa, misurata ed essenziale. “I miei piatti sono sobri, saporiti, eleganti, provati e riprovati per cercare l’equilibrio del buono e poi anche quello del bello”, commenta. La base della sua cucina è tradizionale, personalizzata dalla sua creatività, dalla sua esperienza e anche in base al luogo in cui si trova, nel rispetto della clientela. In confronto all’inizio della sua esperienza al ristorante La Magnolia dell’Hotel Byron, cinque anni fa, la sua cucina è più attuale e ricercata, ma anche più spontanea, leggera e disinvolta, frutto di maturazione e di una maggiore sicurezza di se stesso. “È un momento importante questo per me, sospira Mattei, cucinare è un mestiere in cui non si arriva mai”.
Rimane inalterato il suo obiettivo prioritario: i sapori non devono essere intaccati né aggrediti. Poi si può “giocare”, cercare nuovi abbinamenti, forme, consistenze, mantenendo sempre però la pulizia e l’essenzialità del piatto. Anche un piatto non troppo carico, con pochi ingredienti, può essere buonissimo, senza usare tecniche estreme, solo con un’esecuzione perfetta e materie prime di altissima qualità.
L’ingrediente nuovo molto selezionato nel piatto premiato nel contesto di Identità Golose è la birra di farro, prodotta da un piccolo birrificio artigianale della Garfagnana, che viene abbinato ad un prodotto classico di pregio come il foie gras, in un gioco di sapori dolce-amaro. Il foie gras viene marinato con sale e pepe, cognac, marsala, cotto sotto vuoto a vapore a 60 gradi poi raffreddato. Ottenuta la terrina, la si taglia a fette e si alterna con cialde al farro, con l’accompagnamento di confettura di birra al farro con chicchi di farro soffiato.
Andrea Mattei, 29 anni, nativo di Pietrasanta (Lucca), ha maturato importanti esperienze all’Enoteca Pinchiorri, al San Domenico di Imola, e al Ristorante “Carpaccio” di Paracucchi e poi tra i migliori fornelli francesi. A Parigi ha lavorato all’Hotel Royal Monceau e poi in due ristoranti a 3 stelle Michelin: il “Taillevent” e il ristorante dell’Hotel Plaza Athénée con il grande maestro Alain Ducasse.
Il ristorante “La Magnolia” è il ristorante dell’Hotel Byron, 5 stelle di Forte dei Marmi. Situato in una dépendance a due livelli, affaccia sul giardino e sulla piscina dell’albergo. Il Ristorante La Magnolia ha 40 coperti (90 d’estate con lo spazio a bordo piscina).
Giorno di chiusura settimanale il lunedì (solo d’inverno). Chiusura annuale per ferie dal 1° novembre al 6 dicembre. Prezzo medio di tre portate senza bevande 50/55 euro.
Menù degustazione (7 portate) 75 euro
Menù “La Magnolia” (5 portate) 60 euro
Hotel Byron, Viale Morin 46, 55042 Forte dei Marmi (Lucca)
Tel. 0584/787052 – Fax 0584/787152
E-mail s.madonna@hotelbyron.net – Internet www.hotelbyron.net
Ufficio Stampa c/o Marina Tavolato, Travel Marketing, Roma
Tel. 06/822940, Cellulare, 333/1299646, E-Mail martav@rmnet.it
www.travelmarketing.it
MOUSSE, CRUNCHY O CAKE? LE NOVITÀ DELLO CHEF ALESSANDRO COLLAVOLI
Collavoli è giovane, serio e misurato. Dotato di grande creatività, non ama però l’esagerazione né nelle tecniche né negli abbinamenti. Segue l’ispirazione, ma rispetta la tipicità, la tradizione e il cliente.
Nel filone della rivisitazione dei piatti tradizionali, suo è l’agnolotto farcito di pappa al pomodoro, crema di baccalà e polvere di cappero, tutti ingredienti presenti anche nella cucina della nonna ma destrutturati e ricostruiti con consistenze diverse dall’originale. Anche se la pasta ripiena fatta in casa è la preferita dello chef in materia di primi, chi ama il risotto troverà al Ristorante La Terrazza dell’Hotel Plaza e de Russie un risotto molto particolare alle lumachine di mare con salsa all’aglio dolce e prezzemolo.
Siamo a Viareggio (il ristorante si trova sul roof e guarda direttamente il mare) e naturalmente il pesce predomina. Tra i vari tipi di pescato disponibili forniti dai pescatori locali, la tracina – un pesce povero dalle carni bianche, sode, di sapore delicato – è molto apprezzata dagli ospiti del ristorante. Collavoli la serve accompagnata da verdurine grigliate (zucchine, baby carote, mais e piccole rape o altra verdura di stagione). Un altro pesce diffuso nel mare Tirreno è lo sgombro, caratterizzato da carni morbide, bianche, dal sapore forte, abbastanza grasse, ma importante per la dieta per l’alto contenuto di vitamine, sali minerali e acidi grassi Omega 3. Mattei lo rivaluta con attenzione preparandolo in varie maniere, accanto a pesci più “nobili” come la sogliola e il rombo.
Due degli antipasti a base di pesce proposti quest’anno sono le capesante grigliate con passatino di mais e bocconcini del prete al sugo d’arrosto e la millefoglie di tonno con riso al curry e salsa agrodolce. Non mancano degli abbinamenti leggermente esotici, ad esempio il tonno grigliato e tagliato a fettine, alternate con platano fritto, accompagnato da salsa agrodolce. Il platano fritto è stato inserito per dare croccantezza al piatto.
Tra i secondi proposti da Collavoli quest’anno segnaliamo i filetti di sogliola e fiori di zucca in tempura con marmellata di melanzane e calamaretti; la trilogia del pesce di fondale con verdure baby; la tracina in tre versioni (in carpione, cotta nella zuppa con pomodoro e fritta nella farina di mais). Anche in questo caso, l’uso della farina di mais per la panatura anziché della semplice farina rende il fritto più croccante.
Non manca in carta la carne, come il maialino da latte croccante con scalogni in agrodolce o il filetto di manzo gratinato al lardo, la sua salsa e tortino di patate.
Tra i dessert segnaliamo il biscuit al pompelmo accompagnato da salsa alle mandorle, gelatina di frutto della passione e spuma di bollicine.
Segno della creatività di Collavoli sono le variazioni. Deliziosa la piña colada rivisitata in forma di gelato, in cui l’ananas e il cocco vengono presentati in tre consistenze diverse: gelato semifreddo, salsa e gelatina. Oppure la variazione sul cioccolato (mousse, crunchy e cake).
La carta dei vini del Ristorante è stata ampliata ed è stata migliorata la varietà e qualità delle etichette.
Alessandro Collavoli ha 27 anni ed è nativo di Carrara. La sua esperienza è maturata precedentemente in ristoranti e alberghi in Versilia, alla Locanda Solarola (2 stelle Michelin) e al Lotti di Parigi (2 stelle Michelin).
Il ristorante La Terrazza ha 60 coperti. Chiusura annuale per ferie tre settimane tra novembre a dicembre. Prezzo medio per un pasto di tre portate 40 euro bevande escluse.
Hotel Plaza e de Russie, piazza d’Azeglio 1, 55049 Viareggio
Tel. 0584/44449, fax 0584/44031
E-mail info@plazaederussie.com; Internet www.plazaederussie.com
Ufficio Stampa c/o Marina Tavolato, Travel Marketing, Roma
Tel. 06/822940, Cellulare, 333/1299646 E-mail martav@rmnet.it
www.travelmarketing.it
Sapere & Sapori Litorale Flegreo
Sapere & Sapori
Litorale Flegreo
Territorio di antiche tradizioni il litorale Flegreo, girato in lungo e
largo da poeti e letterati, affascinati dalla storia e dall'archeologia,
promuove un concorso internazionale di enogastronomia coinvolgendo quaranta
chef provenienti da quattro continenti.
La rassegna, Sapere & Sapori internazionali, giunta alla quarta
edizione, prevede cinque incontri con rappresentanti di Egitto e Tunisia;
Indonesia, Stati Uniti e rappresentanti di Albania, Bulgaria, Croazia e
Bielorussia che parteciperanno al festival accompagnati da ambasciatori e
consoli dei rispettivi Paesi. Dall'Italia arriveranno esperti in culinaria
dalle province di Ascoli Piceno, Campobasso, Crotone, Matera, Parma, Pesaro,
Urbino, Arezzo, Bra, Nuoro e Pisa.
L'evento, inserito nelle rassegne "Napoli in Riviera" della Holding
Studio di Aldo Foggia, è stato presentato nella sala del consiglio della
Camera di Commercio di Napoli da Maurizio Maddaloni vice Presidente Camera
Commercio Industria e Artigianato; Giovanna Martano assessore Commercio e
Artigianato Provincia di Napoli; Valeria Valente assessore Turismo e Grandi
eventi del Comune di Napoli, Alberto Caronte, in rappresentanza dell'assessore
Cozzolino.
L'overture degli incontri, venerdì 17 ottobre al Ristorante Gli Dei di
Pozzuoli, dove si sfideranno ai fornelli Vip e Stampa. Da una parte, Luisa
Fusco, Maurizio Maddaloni, Giovanna Martano, Maria Grazia Pagano, Giacomo
Rizzo e Monica Sarnelli; dall'altra i giornalisti Maria Chiara Aulisio,
Gabriella Calò, Ettore de Lorenzo, Enzo Esposito, Lucia Licciardi, Annapaola
Merone e Carlo Nicotera.
Martedì 21 all'Hotel Cala Moresca di Capo Misero, sarà di scena la
cucina internazionale con la partecipazione degli chef di Albania, Brasile,
Bulgaria, Indonesia, Messico, Stati Uniti e Tunisia.
La manifestazione mira a far conoscere oltre alle eccellenze
eno-gastronomiche, le bellezze dell'intera zona flegrea con una visita
guidata, sotto le stelle, sabato 25 ottobre all'Oasi di Montenuovo.
Martedì 28 ottobre al Ristorante Il Castello di Arco Felice, Chef to
Chef. La cucina Flegrea con la partecipazione di sei cuochi delle maggiori
strutture alberghiere e della ristorazione di territorio.
Venerdì 31 ottobre a Villa Eubea di Bacoli, La cucina Etnica con la
partecipazione degli chef di Bielorussia, Croazia ed Egitto, in gemellaggio
con i tre chef di ristoranti del territorio flegreo.
Mercoledì 5 novembre Hotel Il Gabbiano di Baia, La cucina italiana con
la partecipazione degli chef di 10 comuni e province italiane.
Una giuria tecnica assegnerà il premio "L'Impero dei Sapori." e durante
le competizioni verranno consegnati due premi "Gradimento" e "Vedi & Vota".
Il primo e secondo classificato di ogni serata accederanno alla finale Dell'Impero
dei Sapori Intercontinentale 2009 che si terrà il prossimo anno.
La manifestazione è sostenuta dall'Assessorato all'Agricoltura ed alle
attività Produttive della Regione Campania, dall'Assessorato al turismo,
Commercio ed Artigiano della Provincia di Napoli, dall'assessorato al
turismo e grandi eventi del comune di Napoli, dai Comuni di Pozzuoli,
Bacoli, Monte di Procida, dalla Camera di Commercio di Napoli e dall'Unione
regionale confcommercio Campania.
Ossibuchi di Vitello all'arancia
INGREDIENTI
- sei ossibuchi di vitello
- 60 g di burro
- un cuhcchiaio di concentrato di pomodoro
- due cucchiai di prezzemolo tritato
- una cipolla
- uno spicchio di aglio
- una arancia
- 1,5 dl di vino bianco
- spezie
- sale pepe
ESECUZIONE
- Mondate e tritate la cipolla, pelate e tritate l'aglio.
- Fate sciogliere 50 g di burro in una casseruola, aggiungete la cipolla e l'aglio e soffriggeteli a fuoco moderato, aggiungete gli ossibuchi, salate, pepate e insaporite con le spezie, lasciateli dorare sui due lati.
- Stemperate il concentrato di pomodoro in una tazza di acqua calda e versate sugli ossibuchi, irrorate con il vino bianco e portate a ebollizione lasciando cuocere a fuoco lento e coperto per 15 minuti.
- Lavate l'arancia e grattugiate la scorza, mescolatela con il prezzemolo e cospargete gli ossibuchi.
- Servite
FONTE ICEWINE
| Ingredienti | Quantità |
|---|
Soufflè di Arance gialle di Sicilia
INGREDIENTI
- 2,5 gl di latte
- 150 g di zucchero
- 30 g di farina
- due arance gialle di sicilia
- tre uova intere
- due albumi
- otto cucchiai di grand marnier
- burro
- zucchero a velo
ESECUZIONE
- Rompete le tre uova intere separando i tuorli dagli albumi; tenete da parte i tre albumi. Versate il latte in una casseruola e portatelo a ebollizione. Abbassate la fiamma e lasciatelo sbollire per dieci minuti. Montate i tre tuorli con 100 g di zucchero e poi amalgamatevi la farina. Unite il latte caldo a filo, mescolando con una frusta.
- Rimettete il composto ottenuto sul fuoco e lasciatelo cuocere, continuando a mescolare, fino a quando la crema si sarà addensata. Profumate la crema con la scorza grattugiata di un'arancia e cinque cucchiai di liquore.
- Pelate il resto delle arance al vivo e dividetele in spicchi. Eliminate a ogni spicchio la pellicina che li ricopre e irrorateli con il resto del Grand Marnier.
- Scaldate il forno a 220°. Imburrate uno stampo per soufflé di mezzo litro di capacità. Montate a neve ferma i cinque albumi con il resto dello zucchero. Incorporate quindi gli albumi montati alla crema e trasferite la metà del composto ottenuto all'interno dello stampo.
- Disponetevi sopra gli spicchi di arancia e coprite il tutto con il resto della crema. Livellate la superficie e infornate. Lasciate cuocere il soufflé per quindici minuti circa. Toglietelo infine dal forno, spolverizzatelo con lo zucchero a velo e portatelo in tavola .
FONTEICEWINE
| Ingredienti | Quantità |
|---|
PanPerduto al Brandy con Ribes
INGREDIENTI
- quattro tranci di pan brioche
- cinque dl di panna fresca
- cinque cucchiai di zucchero
- quattro cucchiai di zucchero a velo
- due uova
- due bicchierini di brandy
- qualche grappolo di ribes rosso
ESECUZIONE
- Rompete le uova separando i tuorli dagli albumi. Mettete i tuorli in una terrina e sbatteteli con lo zucchero. Aggiungete la metà della panna e con tinuate a sbattere.
- Tagliate a metà le fette di pan brioche e immergetele nel composto di uova e panna; sgocciolateli.
- Scaldate il forno a 2000 e fatevi tostare le fette per cinque minuti per lato, fino a quando saranno dorate.
- Montate il resto della panna con due cucchiai di zucchero a velo. Disponete le fette tostate su quattro piatti di servizio e spolverizzatele con lo zucchero a velo rimanente. Guarnitele con la panna montata, decoratele con i grappolini di ribes e servitele .
FONTE ICEWINE
| Ingredienti | Quantità |
|---|
Gelatina di Uva Pistacchi e Fragole di bosco
INGREDIENTI
- PER LA GELATINA DI UVA ALLE FRAGOLINE DI BOSCO
- 400 g di uva fragola
- un cestino di fragoline di bosco
- succo di mezzo limone
- 40 g di zucchero
- due fogli e mezzo di gelatina
- PER LA GELATINA DI UVA AI PISTACCHI
- 100 g di uva bianca
- 40 g di pistacchi sgusciati
- 15 g ci zucchero
- due fogli di gelatina
- due bicchieri di vino bianco dolce
ESECUZIONE
- Preparate le gelatine di uva alle fragoline di bosco: fate ammorbidire i fogli di gelatina in acqua fredda per quindici minuti, poi scolateli e strizzateli. Pulite l'uva, sgranatela, lavate gli acini, asciugateli e frullateli. Filtrate la purea ottenuta e mettete il liquido in una ciotola. Aggiungete lo zucchero e tanta acqua quanto basta per ottenere 4 di di liquido. Pulite le fragoline di bosco. Mettete la gelatina in un pentolino, unite mezzo bicchiere del succo di uva e fatela sciogliere. Versate il composto gelatinoso nella ciotola con il resto del succo di uva e mescolate. Versate sul fondo di due stampini un po' di gelatina e unitevi una cucchiaia ta di fragoline. Mettete gli stampini in frigorifero fino a quando la gelatina comincia a rapprendersi. Aggiungete quindi altra gelatina e altre fragoline e fate rassodare in frigorifero per almeno sei ore.
- Preparate le gelatine di uva ai pistacchi: fate ammorbidire i fogli di gelatina in una ciotola con acqua fredda, poi scolateli e strizzateli. Lavate gli acini dell'uva, divideteli a metà ed eliminate i semi. Rivestite due stampini con gli acini di uva e i pistacchi. In una piccola casseruola mettete il vino, aggiungete lo zucchero e portatelo a ebollizione; unite i fogli di gelatina e fatela sciogliere. Togliete la casseruola dal fuoco e fate raffreddare la gelatina, mescolandola spesso. Versatela negli stampini e riponeteli in frigorifero per almeno due ore. Immergete i quattro stampini per un istante in acqua bollente e sformateli su un piatto.
FONTE: ICEWINE
| Ingredienti | Quantità |
|---|
Tartare di Tonno Fichi e Mandarini Tardivi
INGREDIENTI
- 400 G DI TONNO FRESCHISSIMO
- UN CUCCHIAIO DI OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE
- QUATTRO FICHI BIANCHI MATURI
- QUATTRO MANDARINI TARDIVI MATURI
- UNA PRESINA DI SALE
PREPARAZIONE
TAGLIARE IL TONNO A COLTELLO MOLTO SOTTILE
AGGIUNGERE L'OLIO E LA PRESINA DI SALE
PELARE I FICHI E TAGLIATELI A DADINI
PELARE DUE MANDARINI PRIVARLI DEI SEMI E TAGLIATELI A DADINI
SPREMETE I DUE MADARINI RIMASTI
METTETE IN UN RECIPIENTE I MANDARINI E I FICHI E VERATEVI IL SUCCO
AGGIUNGETE IL TONNO MESCOLATE BENE E RIPONETELI NEGLI STAMPINI
CAPOVOLGERE IL TUTTO NEL PIATTO
DECORATE CON FETTE DI FICO E SERVITE
Fonte; ICEWINES
| Ingredienti | Quantità |
|---|
Località Turistiche Caorle
LA STORIAL’identità storica e culturale di Caorle sono senza dubbio rappresentate dal millenario duomo e dal maestoso campanile cilindrico che da sempre simboleggia l’immagine della città e da sempre accoglie ammiccando agli ospiti che giungono fin qua dall’Italia e dall’estero.
Poco lontano, nelle vie del centro, i turisti si possono godere una piacevole e rilassante passeggiata, magari dopo una giornata di sole e mare, scoprendo l’ospitalità di una cittadina dalle inconfondibili origini veneziane.
Caorle, un tempo città del Dogado e fedele suddito della Serenissima Repubblica di Venezia, di cui ricorda la popolana atmosfera nei campielli e nelle calli del centro storico, è oggi una località balneare tra le più belle d’Italia. Pur essendo oggi, con Porto Santa Margherita e Duna Verde, un moderno centro turistico conosciuto in tutta Europa, ha mantenuta intatta la caratteristica di borgo di pescatori profondamente legato alle sue antiche tradizioni.
LE ORIGINI
Le origini di Caorle sono riconducibili all’epoca romana quando l’attuale porto di Falconera era il Portus Reatinium per i marinai delle navi che risalivano il corso del fiume Lemene verso le città romane di Julia Concordia e Opitergium.
Ma già da molto prima questa zona c’erano degli insediamenti, lo testimonia la scoperta di un villaggio protostorico risalente all’età del bronzo (almeno 1500 anni prima di Cristo) nelle campagne di San Gaetano.Le origini romane di Caorle sono confermate dal clamoroso rinvenimento archeologico di una nave romana del I sec. d.C. ritrovata al largo del mare di Caorle, completamente intatta col suo prezioso carico di anfore.
La storia di Caorle ci è stata solo in minima parte svelata, così come il significato del nome attuale.
Caprulae, forse perché isola abitata da capre oppure per il culto della dea pagana Capris. Bella Petronia, forse in onore dello scrittore latino Petronio Arbitrio I sec. d.C.) che qualcuno vuole essere il primo turista di questi lidi, dato che a ridosso della laguna è stata effettivamente rinvenuta una casa romana antica.
Con la caduta dell’Impero Romano, caorle diventa una delle città più importanti del litorale, tanto da contribuire in modo decisivo alla fondazione di Venezia quando le genti della terraferma nelle remote isole delle lagune trovarono scampo alla devastazione delle orde barbariche che misero a ferro e fuoco Aquileia, Concordia, Oderzo, Altino e Padova.
Caorle ospitò i profughi Concordiesi e fu eretta sede vescovile, nell’anno 876 la cattedra era retta dal vescovo Leone e nel Mille si completa l’edificazione delle sue chiese.
Nei secoli successivi la città cresce e diventa "ricca de zente e de possenza", fornisce navi e marinai alla flotta veneziana, ma il suo declino coincide con la caduta della Repubblica Serenissima.
Dopo il dominio asburgico nell’’800, dopo le due guerre mondiali, negli anni ’50 ricomincia un’altra rinascita, legata all’economia turistica che in pochi decenni ha portato benessere e sviluppo.
Terme di Sirmione Lago di Garda
Una realtà molteplice
Terme di Sirmione unisce due centri termali all’avanguardia, tre alberghi, centri benessere, prodotti termali, qualità certificata, storia e bellezza naturale.
.In origine, c’era solo l’acqua
L’acqua termale è l’elemento principale delle terme. Ma non è il solo: per costruire la realtà di Terme di Sirmione ci sono voluti la volontà e l’ingegno di uomini capaci, l’amore per la salute collettiva e il desiderio di integrarsi armonicamente con la natura. Ecco perché a Sirmione, non solo l’acqua termale è speciale.
La storia
Le prime notizie sulla fonte Boiola si trovano nel Benacus, poemetto del monaco Jodoco di Bergamo edito nel 1546.
La penisola, per molto tempo, fu prevalentemente un luogo di villeggiatura, grazie alla sua splendida posizione, la suggestiva bellezza e il particolare clima. Molti poeti e scrittori hanno tratto ispirazione da Sirmione per comporre odi e poesie: da Catullo a Joyce, passando per Carducci, Fogazzaro e Pound.
Il 24 agosto 1889 la vita della penisola è destinata a cambiare: un palombaro veneziano di nome Procopio, attrezzato di scafandro e pompe speciali giunte appositamente dall’Inghilterra, si immerge nel lago di Garda a venti metri di profondità. Nei pressi delle Grotte di Catullo raggiunge la fonte di acqua calda Boiola: e dopo vari tentativi riesce a infiggere nella falda rocciosa una lunga condotta da cui sgorgò un caldo getto di acqua sulfurea tra gli applausi dei presenti. Era solo l’inizio di un lungo e delicato lavoro di incanalamento di oltre trecento metri di tubi di metallo protetti da borre in legno di pino.
Le Terme di Sirmione crebbero per merito di tre persone in particolare: Angelo Piatti, professore di matematica di Desenzano, che eseguì le ricerche chimico-fisiche; Giuseppe Piana, che risolse il problema della captazione e dell’incanalamento dell’acqua sorgiva; Angelo Gennari, albergatore, che inaugurò le terapie termali tramite balneoterapia sulfurea trasportando l’acqua con barche e tinozze fino a Piazza Castello.
Nel 1900 si inaugurò il primo centro termale e nel 1921 nacque la Società Terme e Grandi Alberghi di Sirmione che estese e perfezionò gli impianti termali. Nel 1946, sotto la presidenza del Conte Rambaldo di Collalto e con la collaborazione del professor Luigi Pietrantoni, primario di otorinolaringoiatria a Brescia e direttore della Clinica di otorinolaringoiatria dell’Università di Milano, venne introdotto per la prima volta in Italia un mezzo terapeutico di grande valore: l’insufflazione endotubarica. Nel 1948 nascono le Terme Catullo, attive tutt’ora, nel centro storico di Sirmione. Superati i tempi difficili delle due guerre mondiali, le Terme rinascono a nuova vita: vengono aggiunte due sorgenti di un’acqua termo-minerale con le stesse proprietà chimico-fisiche e terapeutiche della sorgente Boiola. Lo stesso anno nacque il primo centro in Italia per la cura della Sordità Rinogena.
Nel 1975 la stazione termale venne potenziata con il Centro specialistico per la diagnosi e la cura delle malattie broncopneumologiche e con la costruzione di una piscina termale. Nel 1986 è sorto il Centro Termale Virgilio per far fronte all’affluenza di utenti. Nel 1989 viene inventata la doccia micronizzata, attualmente in uso in tutte le strutture termali. Nel 2003 Terme di Sirmione ha realizzato un importante investimento nel Centro di Benessere Termale Aquaria, sito presso le Terme Catullo.
Nel 1987 il Principe Manfredo di Collalto succede al Conte Rambaldo di Collalto nella presidenza di Terme di Sirmione. Dal 2004 la carica di presidente è affidata a Filippo Fernè.
Località Turistiche Verbania Pallanza Lago Maggiore
VERBANIA. CENNI STORICI, STEMMA E GONFALONE
Formata nel 1939 dall’unione dell’industriosa Intra, di Pallanza, una delle più belle e famose località turistiche del lago Maggiore; e di altre frazioni, Verbania è oggi capoluogo della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, istituita nel 1992.
Già anima industriale della città e dell’intero Verbano, Intra conserva un bel centro storico dotato di pregevoli edifici. L’anello tra le pedonali piazza Ranzoni, via San Fabiano, via San Vittore e il veicolato corso Garibaldi costituisce il cuore dello shopping e del passeggio intrese, con caffè, ristoranti, negozi a profusione. L’altura ove ora sorge la basilica di San Vittore fu probabilmente abitata in epoca romana come depongono vari ritrovamenti del secolo scorso che consentono di pensare ad un insediamento dell’età imperiale. La prima menzione medievale, del 1031, rammenta la chiesa di San Vittore “in loco et fundo Intri”, capo di pieve: l’abitato si estendeva sul poggio intorno alla basilica. Nel secolo XII il borgo sottostava ai conti di Castello, feudatari imperiali con larga giurisdizione in Ossola, Valle Intasca e Vergante. Tra il 1218 e il 1223, durante le ostilità tra Novara e Vercelli, a quest’ultima città, poi sconfitta, si allearono i conti di Castello che con la pace del 1259 persero Intra; in quell’anno è attestata la presenza di un podestà probabilmente di nomina novarese. Nel 1270 i Novaresi fondarono il borgo fortificato di Sant’ Ambrogio, forse riutilizzando l’antico castello già descritto come “castrum ruptum” nel 1129. Fù così favorito l’afflusso di residenti delle valli, costituendo uno dei borghi franchi che servirono per consolidare il dominio sui territori conquistati. Ai nuovi borghigiani fu concessa la condivisione delle terre comunali di Intra sollevando l’opposizione dei “vicini”, i quali dopo lunghe controversie ottennero nel 1447 che gli intrusi ne venissero esclusi. Dopo che nel 1342 i Visconti si erano insignoriti di Intra, statuti della comunità di Intra, Pallanza e Vallintrasca furono approvati nel 1939 da Gian Galeazzo; oltre alle due località principali rientravano nella giurisdizione le quattro degagne di San Martino (Vignone), San Maurizio (Ghiffa e Oggebbio), San Pietro (Trobaso) e Suna. Gli statuti viscontei consentono di apprezzare lo sviluppo delle attività artigianali e commerciali del borgo. Tra il 1411 e il 1447 parte delle degagne vennero vendute ai Morigia e quando nel 1466 gli Sforza infeudarono Intra ai Borromeo ne derivarono contese che si protrassero per secoli, sino al 1773 quando i Borromeo acquistarono anche i diritti dei Morigia.
Dopo l’apertura della strada del Sempione (1806), si sviluppò grandemente l’attività, già preesistente, delle sbianche; a parte le liscive di segreta composizione si ritennero particolarmente idonee le acque del torrente San Giovanni. Assai antiche erano anche le attività manifatturiere legate all’energia idrica. Nel 1808 gli svizzeri fratelli Muller aprirono un cotonificio, fra i primi in Italia in cui sia stata introdotta la filatura meccanica. Seguirono diverse altre iniziative industriali che fecero Intra il polo dello sviluppo economico del Verbano. Cooperarono altri imprenditori elvetici e alcuni locali; Pietro Cobianchi diede vita a un cotonificio; il figlio Lorenzo fondò anche una cartiera e si rese benemerito della città con un cospicuo lascito mediante il quale ebbe origine la scuola professionale ed istituto tecnico industriale che porta il suo nome. Del 1874 è la Banca Popolare di Intra, fondata dagli imprenditori locali.
Rispetto alla affaccendata Intra, Pallanza e Suna privilegiano l’aspetto turistico, incentrando il loro fascino sull’articolato lungolago. Di grande interesse la chiesa della Madonna di Campagna, nel retroterra, al confine tra le due antiche comunità. L’area di Pallanza fu frequentata sin dal neolitico come testimoniano vari ritrovamenti. Numerosi sono i segni della presenza romana anche se non sono emerse tracce dell’abitato, probabilmente sottostante al borgo medievale. A Suna sono state rinvenute anfore e monete in necropoli databili dalla fine dell’età repubblicana alla tarda età imperiale, mentre di Pallanza sono note una epigrafe tombale del I sec. d.C. e numerose are votive dedicate fra l’altro alle Matrone, ai Nati e a Diana. La prima menzione di Pallanza è in un documento dell’anno 885. Pallanza era allora probabilmente una corte regia; il castello di Sant’ Angelo, posto sull’isolino detto di San Giovanni, è citato in un diploma imperiale dell’anno 999. Il castello appartenne poi alla potente famiglia dei Da Castello, fedele a Federico Barbarossa che le confermava nel 1152 possessi e prerogative sul lago Maggiore, tra cui Pallanza e il suo mercato. Coeva alla chiesa dell’Angelo, è la cappella di San Remigio sulle pendici della Castagnola. Le due cappelle, di pertinenza signorile, non dipendevano dalla giurisdizione plebana; ciò sino al 1339 quando il vescovo di Novara Giovanni Visconti le aggregò, unitamente alla parrocchiale di San Leonardo, alla pieve di Intra. Quando Intra venne infeudata ai Borromeo, Pallanza, forte delle ricchezze accumulate dai suoi mercanti, riscattò a peso d’oro la propria giurisdizione, restando soggetta solo al maggior magistrato milanese. Due ordini religiosi si insediarono nel territorio di Pallanza: i Francescani a San Bernardino, e un secolo dopo, i Cappuccini. Separata dalla Lombardia nel 1744, Pallanza fu a capo di Provincia per l’Alto Novarese. Nel 1762 fu confermato il mercato del sabato, importante per lo smercio dei grani in tutta l’area verbanese, in alternanza quindicinale con Intra, mentre gli Austriaci cercavano di dirottare su Laveno gli scambi commerciali.
Durante la Repubblica Cisalpina l’Alto Novarese venne incluso nel dipartimento dell’Agogna: Pallanza appartenne al xv distretto facente capo ad Intra. Al ritorno dei Savoia, Pallanza recuperò il suo ruolo fino al 1861, quando furono istituiti i circondari di Pallanza e dell’Ossola nell’ambito della provincia di Novara.
Nel 1840 venne costruita la strada costiera che collega Pallanza con Intra, destinata poi ad essere prolungata fino a Cannobio. Sviluppatasi nella seconda metà del secolo, i flussi turistici sul lago Maggiore, a Pallanza, apprezzata per la dolcezza del clima e la bellezza della posizione, fu costruito nel 1870 il lussuoso Grand Hotel (oggi Majestic) a cui seguirono l’Hotel Eden e poi Métropole (oggi Europalace) , San Gottardo e Bellevue che ne fecero una delle principali località turistiche del lago Maggiore, visitata da illustri viaggiatori.
(tratto dal libro: "Verbania Lago Maggiore" di Claudio Fogli - Alberti Libraio Editore)
Località Turistiche Stresa Lago Maggiore
Stresa compare nei documenti già prima dell’anno mille con il nome di Strixia (piccola striscia di terra), nel XV secolo si trasformò da villaggio di pescatori a feudo della famiglia dei Visconti e, in seguito, passò alla famiglia dei Borromeo. La sua fama turistica è data dai racconti di viaggiatori eccellenti che, fin dall’Ottocento, scelsero Stresa come una delle tappe del loro Grand Tour, tra i tanti: Stendhal, Charles Dickens e Lord Byron. Ernest Hemingway ambientò a Stresa alcuni capitoli del suo famoso romanzo “Addio alle Armi”. Nota per le sue ville signorili, tra cui vanno ricordate Villa Vignolo (che appartenne a Italo Balbo), Villa Niobe e la celebre Villa Pallavicino, fatta costruire nel 1855 dallo statista Ruggero Bonghi e, in seguito, passata in proprietà del marchese Pallavicino che risistemò il parco in puro stile inglese, Stresa possiede inoltre uno splendido lungolago dove si ergono prestigiosi alberghi in stile liberty, circondati da parchi e giardini.
Nel centro storico sono da visitare la chiesa di S. Ambrogio (con tele secentesche) e Villa Ducale (1770) che appartenne alla duchessa di Genova prima e successivamente al filosofo Antonio Rosmini; dal 1966 è sede di un museo, del Centro Internazionale Studi Rosminiani e di una ricchissima biblioteca con importanti testi di medicina. La villa è circondata da un giardino all’italiana con un monumentale cedro del Libano risalente al 1860. spicca Il Palazzo dei Congressi, all’interno del paese, è sede di numerosi convegni ed eventi di richiamo internazionale, come le famose "Settimane musicali di Stresa" Stresa è anche il punto di partenza per splendide escursioni verso l’entroterra: salendo per la strada che conduce al Mottarone si incontra, a 800 metri di altezza, il giardino “Alpinia”, ideato negli anni ‘30 di questo secolo per salvaguardare un’incantevole zona panoramica e formare una raccolta di tipiche piante montane. Nel parco si contano oggi circa 700 specie di piante prevalentemente alpine e officinali. Proseguendo si sale fino ai 1491 metri del Mottarone, conosciuta stazione sciistica (si svolse qui il primo slalom della storia) e privilegiato osservatorio panoramico sul Lago, da cui si può godere, nelle terse giornate estive ed invernali, della suggestiva vista su sette laghi.
Località Turistiche Lago di Garda
Benevenuti sul Lago di Garda ...
Il Lago di Garda è il più grande dei laghi italiani, situato ai piedi delle Alpi, in una posizione privilegiata del sud Europa, a soli 30 km da Verona, 100 km da Milano e 130 km da Venezia. Ben collegato alle principali vie di comunicazione del nord Italia è servito da numerosi collegamenti aerei e ferroviari. Il Lago di Garda offre al visitatore uno splendido paesaggio naturale, ricco di colori, delimitato a nord dal maestoso scenario delle Dolomiti del Brenta e a sud dai dolci pendii delle colline moreniche.
Favorito da un clima mediterraneo vi fioriscono limoni, oleandri, bouganville; sono inoltre coltivati viti ed olivi che producono un’ottima qualità di vino e olio d’oliva. Passeggiare nei centri storici delle caratteristiche località, fare un giro in battello, esplorare i dintorni scegliendo uno tra i molti itinerari possibili, sono tra i modi migliori per godere l’atmosfera del lago e la bellezza del paesaggio. Il Lago di Garda è l’ideale punto di partenza per escursioni alle città d’arte di Verona, Brescia, Mantova, Trento e Venezia, alle Dolomiti, senza trascurare una serata all’Arena di Verona durante la stagione operistica. Numerose sono le opportunità per svolgere un’attività sportiva; gli appassionati di vela e windsurf trovano qui le condizioni ideali, negli ultimi anni il Lago di Garda è stato scelto anche dagli amanti della mountain-bike ed è diventato famoso nel mondo per la qualità dei suoi campi da golf. Anche il tennis, il parapendio, il free-climbing, lo scuba-diving, il tiro a volo ed il karting trovano nel Garda un’ottima meta. Per una giornata all’insegna del relax ampia è la scelta di parchi naturali e parchi divertimento. Per chi predilige lo shopping numerose sono le opportunità, dai caratteristici mercatini all’aperto alle più eleganti boutiques. Il Lago di Garda è anche conosciuto per la sua dolce vita, per la frizzante atmosfera notturna, la varietà dei ristoranti, cafè, discoteche e locali alla moda. A tutti coloro che desiderano soggiornare in questa privilegiata regione d’Italia, Garda Vacanze è lieta di presentare i migliori albeghi, residence, agriturismi e campeggi del Lago di Garda, selezionati per l’elevato livello dei servizi, l’ottima posizione ed il miglior rapporto qualità-prezzo. Il Lago di Garda è inoltre tra le destinazioni italiane di maggior prestigio dove organizzare una riunione d’affari o un incentive di lavoro; Garda Vacanze propone alberghi a 4 e 3 stelle ottimamente attrezzati e in grado di soddisfare ogni esigenza.
Lonato del Garda
Mantova
Moniga del Garda
Monte Baldo
Monzambano
Padenghe sul Garda
Peschiera del Garda
Puegnago del Garda
Riva del Garda
Salò
San Felice del Benaco
Soiano del Lago
Tignale
Torbole
Torri del Benaco
Toscolano Maderno
Tremosine
Trento
Valeggio sul Mincio
Valpolicella
Valvestino
Verona
Volta Mantovana
Località Turistiche Lago di Viverone Biella
Il lago di Viverone è una perla naturale prealpina incastonata tra le Alpi e il grande anfiteatro morenico di Ivrea, che nelle ultime glaciazioni quaternarie segnava la parte terminale del ghiacciaio Baltea. E’ una perla che sprizza vivacità nelle limpide giornate e culla gli occhi con la sua serenità nelle giornate piu nebbiose.
Compreso tra le province di Biella, Torino e Vercelli, si estende su una superficie di 56 Kmq, ha un perimetro di 10 chilometri e una profondità media di 20 metri che in alcuni tratti raggiunge gli 80. Sorge in una posizione centrale rispetto alle principali vie di comunicazioni nazionali e internazionali: l’Aeroporto di Malpensa, di Caselle, e i principali collegamenti autostradali e ferroviari del nord Italia sono facilmente raggiungibili.
E’ un rifugio ideale per gli anziani che amano la tranquillità e le comode passeggiate, per le famiglie con bambini piccoli e per i ragazzi amanti dello sport e del divertimento. Chi ama le escursioni e le passeggiate può fare percorsi mozzafiato di ogni difficoltà lungo le sponde del lago, gustando il canto di anatre o germani reali che fanno capolino sulle boe, o in mezzo ai vigneti da cui ammirare un panorama fiabesco. Una meta da non perdere.
Strade panoramiche in mezzo al verde, paesini tranquilli, borghi medioevali, antiche miniere d’oro.... La Serra offre tutto questo e molto altro. Viverone e la sua conca regalano momenti di relax, ed ai più golosi vini D.O.C. di prim’ordine.
1° giorno: ritrovo con la guida a Biella e partenza per la zona collinare della Serra, una delle più lunghe colline moreniche d’Europa; si tratta della parte più avanzata del ghiacciaio che scendeva dal Monte Bianco, attraversando tutta la Valle d’Aosta. Lungo il percorso si effettueranno alcune soste panoramiche per ammirare il biellese e le sue montagne. Arrivo a Magnano e visita del suo Ricetto medioevale, posto in cima ad una collina. Breve trasferimento alla chiesa di San Secondo uno dei migliori esempi di romanico biellese. Arrivo a Viverone e pranzo. Pomeriggio libero per dedicarsi ad attività sportive sul lago o per visitare una delle numerose cantine che sorgono nei dintorni. Nel tardo pomeriggio visita del Castello di Roppolo e dell’enoteca Regionale della Serra ospitata al suo interno. Cena e pernottamento a Viverone.
2° giorno: trasferimento a Vergogno e visita del museo etnografico dedicato all’oro; al termine escursione a piedi nel Parco della Bessa dove si possono ammirare immense distese di pietre accumulate durante l’attività delle Aurifodinae, le miniere d’oro a cielo aperto dei tempi degli antichi Romani. Pranzo in un ristorante della zona e nel pomeriggio rientro a Biella con breve visita della città.
Località Turistiche Oasi Zegna Biella
UN OASI PER TUTTO L’ANNO
In ogni stagione dell’anno, l’Oasi Zegna offre motivi di interesse e di benessere per tutti.
Gli amanti della natura, gli ambientalisti, gli esperti di montagna, possono intraprendere un percorso di conoscenza del territorio dell’Oasi attraverso la fitta rete di sentieri e itinerari e cogliere per ogni stagione le particolarità che rendono queste esperienze sempre uniche e emozionanti.
Gli sportivi hanno a loro disposizione aree attrezzate, con infrastrutture progettate eco-compatibili, e possono così svolgere durante tutto l’anno diverse attività sportive, dallo sci alla mountain bike, dallo snowboard alle passeggiate a cavallo, sempre a contatto con la natura e immersi in paesaggi di rara bellezza.
Gli studenti di ogni livello possono accedere a un vasto materiale didattico e informativo. Accompagnati da esperte guide naturalistiche, sono in grado di effettuare sperimentazioni e studi legati all’ambiente, in esterno o presso l’attrezzata Aula Verde, oppure di far volare nei cieli dell’Oasi gli aquiloni.
L’Oasi si scopre anche attraverso la cultura delle sue genti e le loro tradizioni. Nel corso delle stagioni vengono organizzate delle gite, agli alpeggi e ai luoghi storici, volte a riscoprire e conoscere.
NORDIC WALKING, CAMMINANDO CON I BASTONI
Località Turistiche Santuario di Oropa Biella
Meta ideale per chi desidera unire momenti di serenità interiore a occasioni di approfondimento culturale, Oropa si colloca in uno scenario unico e incontaminato a soli 15 minuti dal centro di Biella
Il Santuario di Oropa sorge a 1200 m di altitudine ed è il più importante Santuario mariano delle Alpi: inserito in una cornice naturale di assoluta bellezza, è un luogo di incontro, di dialogo, di ascolto, di contemplazione e di preghiera. Come una gemma incastonata tra il velluto dei verdi prati circostanti, il Santuario appare oggi come una reggia, il cui grandioso insieme di edifici viene quasi stemperato dalle montagne circostanti.
Secondo la tradizione l’origine del Santuario è da collocarsi nel IV secolo, ad opera di S. Eusebio, primo vescovo di Vercelli. I primi documenti scritti che parlano di Oropa, risalenti all’inizio del XIII secolo, riportano l’esistenza delle primitive Chiese di Santa Maria e di San Bartolomeo, di carattere eremitico, che costituivano un punto di riferimento fondamentale per i viatores (viaggiatori) che transitavano da est verso la Valle d’Aosta.
Lo sviluppo del Santuario subì diverse trasformazioni nel tempo, fino a raggiungere le monumentali dimensioni odierne tramutandosi da luogo di passaggio a luogo di destinazione per i pellegrini animati da un forte spirito devozionale.
Il maestoso complesso è frutto dei disegni dei più grandi architetti sabaudi: Arduzzi, Gallo, Beltramo, Juvarra, Guarini, Galletti, Bonora hanno contribuito a progettare e a realizzare l’insieme degli edifici che si svilupparono tra la metà del XVII e del XVIII secolo.
Dal primitivo sacello all’imponente Basilica Superiore, consacrata nel 1960, lo sviluppo edilizio ed architettonico è stato grandioso.
Articolato su tre piazzali a terrazza, il complesso è imperniato su due grandi luoghi di culto: la Basilica Antica, realizzata all’inizio del XVII secolo e in cui si venera la Madonna Nera, per tradizione portata e nascosta da S. Eusebio ad Oropa, e la Chiesa Nuova. Completano la struttura monumentali edifici, chiostri e la solenne scalinata che conduce alla Porta Regia.
Basilica Antica
Cuore spirituale del Santuario, la Basilica Antica è stata realizzata nel Seicento: innalzata sul luogo dove sorgeva l’antica Chiesa di Santa Maria, conserva al suo interno il sacello eusebiano, edificato nel IX secolo. Nella calotta e nelle pareti interne del Sacello sono visibili preziosi affreschi risalenti al Trecento, opera di un ignoto pittore, detto il Maestro di Oropa. All’interno del Sacello è custodita la statua della Madonna Nera, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo.
Basilica SuperioreLa Basilica Superiore venne costruita sul finire dell’Ottocento su progetto dell’architetto Ignazio Amedeo Galletti (1726-1791), elaborato un secolo prima; proseguendo lo sviluppo del Santuario verso Nord, venne deviato il torrente Oropa per disporre dello spazio necessario. Posata la prima pietra nel 1885, i lavori proseguirono con molta difficoltà attraverso le due guerre mondiali: la cupola, che si eleva per oltre 80 m dal pavimento, fa da corona all’imponente monumento, che venne consacrato nel 1960.
Camere:
Turistica >>Più di 300 posti letto dedicati in primo luogo a gruppi, giovani e scuole, ma particolarmente adatti anche a chi desidera vivere un’esperienza vicina a quella di un monastero, in camere austere ma arredate con mobili d’epoca e rigorisamente in stile, che il Santuario di Oropa ha recentemente fatto restaurare.
Sono camere che contengono da 1 a 4 posti letto, dotati di acqua corrente. I servizi sono in comune.
Una soluzione particolarmente economica, che, grazie all’atmosfera che riesce a creare, è anche ricca di fascino.
Comfort >> La soluzione che offre il miglior rapporto fra qualità e prezzo: tutte le comodità di una camera d’albergo ad un costo particolarmente contenuto. Infatti il Santuario di Oropa può mettere a disposizione di pellegrini e turisti numerose camere ristrutturate di recente e complete di servizi privati. Sono disponibili camere singole, doppie e triple, tutte arredate con mobili d’epoca e letti in ferro battuto in stile.
Un salto nel passato per vivere intensamente la magica atmosfera del Santuario montano.
Junior Suite >>
Situate nei maestosi padiglioni frontali che si affacciano sulla pianura, le Junior Suite offrono la possibilità di pernottare in un ambiente accogliente e suggestivo: sono dotate di servizi interni, televisione, telefono e arredamento d’epoca, con antichi letti in ferro battuto e mobili di antiquariato recentemente restaurati che renderanno indimenticabile il vostro soggiorno
Suite >> Per soggiornare in un ambiente raffinato anche a 1200 m. sul livello del mare, ecco le nostre camere più pregiate. Si tratta di ambienti arredati con pregiati mobili d’epoca, di cui alcuni dotati di un’elegante zona salotto. Ogni "suite" dispone di moderni servizi privati. Tutti i particolari, dai lampadari ai quadri, dalle stampe ai mobili sono rigorosamente d’epoca e restaurati di recente.
Telefono e TV in tutte le camere.
SALVA CREMASCO
SALVA CREMASCO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, scremato, crudo o
pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale
Pasta: pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 30 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 30% MGSS
Peso: 2-2,5 kg
Dimensioni: b. 20x20 cm, h. 10
Produttori: caseifici del cremonese
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta avorio,
compatta, asciutta, con rara occhiatura
Sapore: fresco, asprigno, con maggiore
note aromatiche se molto stagionato
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi, birra.
Mostarda di pomodori verdi, confettura di
melanzane. Frutta fresca (pere William).
Pane morbido o michette
Storia e curiosità
Della stessa famiglia del Quartirolo, viene però stagionato per periodi molto più lunghi, fino a un
anno, e in genere viene prodotto con latte più scremato. Il nome deriva dal fatto che un tempo
veniva prodotto per “salvare” le eccedenze di latte – specie di quello da cui si era già ricavata la
panna per il burro – dei ricchi pascoli a marcita del sud della Lombardia.
ITALICO
ITALICO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: artigianale o industriale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 30 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 1,5-2 kg
Dimensioni: diametro 15-20 cm, h 5-10
Produttori: caseifici del Nord Italia
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta
colorpaglierino chiaro, morbida, con
scarsa occhiatura
Sapore: dolce, con sentori di latte fresco
Abbinamenti suggeriti: Vini bianche, birre
chiare, frutta fresca, pane tipo michetta
Storia e curiosità
“Italico” è un nome generico che designa una categoria di formaggi talvolta messi in commercio
con nomi di fantasia: si tratta di prodotti poco stagionati, a pasta morbida e dal sapore fresco, in
origine ispirati dai formaggi francesi cosiddetti “delle abbazie”, perché nati in alcuni monasteri
d’oltralpe.
BRANZI
BRANZI
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo o pastorizz.
Lavorazione: artigianale, d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco e in salamoia
Stagionatura: minimo 20 giorni
Produzione: tutto l’anno (alpeggio estiva)
Grassi: 45% MGSS
Peso: 10 kg
Dimensioni: diametro 40-45 cm, h. 8-10
Produttori: casari della Val Brembana
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color giallo
paglierino più o meno intenso, compatta,
con fitta occhiatura ad occhio di pernice
Sapore: intenso, con note di fieno e di
erba
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi.
Miele aromatico. Frutta fresca (pera
Passacrassana). Pane nero di segale,
polenta
Storia e curiosità
Branzi è il paese della Val Brembana dove il 21 settembre, festa di S. Matteo, alla fine del periodo
dell’alpeggio, si teneva una fiera per la vendita della produzione estiva locale di questo formaggio.
Oggi la produzione di alpeggio del Branzi è molto limitata, ed è riconoscibile attraverso la
marchiatura delle forme con inchiostro di colore blu.
PANERONE LODIGIANO
PANERONE LODIGIANO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda
Salatura: assente
Stagionatura: 30 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 50% MGSS
Peso: 10 kg
Dimensioni: diametro 30 cm, h 20
Produttori: caseifici delle province di
Lodi e Cremona
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
chiara, morbida e con occhiatura media
diffusissima. Crosta giallastra
Sapore: burroso, amarognolo
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi. Miele
di castagno. Mostarda piccante di frutta,
confettura di zucca. Pane ferrarese
Storia e curiosità
Il Panerone (da pànera, “panna” in dialetto lombardo) ha come nota principale all’assaggio un
sapore amaro, dovuto all’assenza di sale e alla presenza di siero nelle forme, comunque attenuato
da altre note di panna e di burro. Un gusto molto particolare, che può anche non piacere: importanti
per questo gli abbinamenti in grado di esaltare tutte le caratteristiche.
PROVOLONE VALPADANA DOP
PROVOLONE VALPADANA DOP
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale
Pasta: filata
Salatura: in salamoia
Stagionatura: minimo un mese
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 44% MGSS
Peso: da 0,5 a 100 kg
Dimensioni: variabili
Produttori: caseifici aderenti al Consorzio
di produzione del Provolone Valpadana
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: nelle forme
stagionate pasta dura ed elastica, di colore
paglierino intenso
Sapore: nelle forme stagionate molto
sapido, piccante, con aromi sviluppati
nell’affinamento
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati. Mostarda piccante di frutta,
confettura piccante di mele cotogne. Pane
casereccio, schiacciate
Storia e curiosità
Il provolone, formaggio a pasta filata tipico dell’Italia del Sud, fu introdotto in Lombardia nella
prima metà dell’Ottocento da casari napoletani. Oggi è considerato produzione tradizionale in
Lombardia, Emilia, Veneto e Trentino, tanto da aver ottenuto la DOC nel 1993 come “Provolone
Valpadana”. Si tratta di un formaggio prodotto in formati molto variabili: i più grandi e adatti alla
stagionatura sono il “mandarone” (che ha appunto la forma di un grosso mandarino) e il
“pancettone”, che con il suo quintale e oltre di peso è il più grande formaggio d’Italia e forse del
mondo. Si consuma anche fresco, ma le sue caratteristiche più interessanti si sviluppano dopo una
lunga stagionatura in ambienti speciali, che può raggiungere e superare anche l’anno.
ERBORINATO DI ARTAVAGGIO
ERBORINATO DI ARTAVAGGIO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale e d’alpeggio
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 90 giorni
Produzione: tutto l’anno, alpeggio estiva
Grassi: 48% MGSS
Peso: 4-5 kg
Dimensioni: diametro 20 cm, h. 10-12
Produttori: casari della Val Taleggio
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina e
compatta, con erborinatura bluastra
irregolare
Sapore: forte, intenso, con leggere note di
stalla e di penicillo
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati, vini dolci e liquorosi
Mostarda piccante di frutta, confettura di
cipolle rosse. Pane di segale, polenta
“taragna”
Storia e curiosità
Nella sua ristretta zona di produzione, rinomata patria di specialità casearie, è denominato
dialettalmente anche “Strachìtund”, ossia “Stracchino tondo” (lo stracchino quadrato è il Taleggio).
Si tratta di un formaggio molto raro, prodotto in alpeggio da un solo casaro, che conserva
caratteristiche arcaiche altrove perdute a causa della produzione industrializzata, come la
lavorazione “a doppia pasta”, la foratura a mano con un ago, l’erborinatura naturale in appositi
locali.
LATTERIA STAGIONATO IN CROTTO
LATTERIA STAGIONATO IN CROTTO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, scremato, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco e in salamoia
Stagionatura: min. 120 gg.
Produzione: annuale
Grassi: 35% MGSS
Peso: 5-7 kg
Dimensioni: diametro 25-35 cm, h. 5-8
Produttori: casari della Valtellina
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina,
con occhiatura finissima, morbida ed
elastica.
Sapore: intenso, piccante, asciutto, con
note di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi.
Marmellata di mirtilli. Pane di segale,
“pizzoccheri” valtellinesi
Storia e curiosità
Tipologie di formaggi di latteria delle Alpi centrali, stagionati da quattro mesi a un anno nei
“crotti” scavati nella roccia.
VALTELLINA CASERA DOP
VALTELLINA CASERA DOP
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, scremato, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco e in salamoia
Stagionatura: min. 70 gg.
Produzione: annuale
Grassi: 45% MGSS
Peso: 7-12 kg
Dimensioni: diametro 30-45 cm, h. 8-10
Produttori: casari della Valtellina
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina,
con occhiatura finissima, morbida ed
elastica.
Sapore: intenso, piccante, asciutto, con
note di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi.
Marmellata di mirtilli. Pane di segale,
“pizzoccheri” e “sciatt” (frittelle di grano
saraceno ripiene) valtellinesi
Storia e curiosità
L’alter ego, prodotto soprattutto nei mesi autunno-invernali-primaverili, del Bitto, formaggio
unicamente di alpeggio. Come il Bitto ha ottenuto la denominazione di origine nel 1995. Può
essere stagionato con ottimi risultati, ma spesso si preferisce consumarlo fresco da solo o nelle
preparazioni gastronomiche tradizionali della Valtellina.
BAGÒS
BAGÒS
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, scremato, crudo
Lavorazione: artigianale e d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo un anno
Produzione: tutto l’anno (alpeggio estiva)
Grassi: 30% MGSS
Peso: 14-17 kg
Dimensioni: diametro 35-40 cm, h. 10-15
Produttori: casari e alpigiani della Val
Caffaro, in provincia di Brescia
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta dura, con fitta
occhiatura finissima, di colore giallo
molto intenso
Sapore: armonico, asciutto e intenso, con
note di frutta fresca e di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati, ma anche vini bianchi
frizzanti se giovane. Frutta fresca (pere
Kaiser), mostarda di zucca. Pane
casereccio, polenta (da accompagnare con
le croste grigliate)
Storia e curiosità
Della famiglia dei Grana, di cui è l’unico membro con produzione di alpeggio. “Bagòs” significa
nel dialetto locale “bagolinese”, da Bagolino, paese della Val Caffaro che è il centro di produzione
principale di questo formaggio (di cui negli ultimi anni si sono diffuse purtroppo anche imitazioni
di pianura). Alla cagliata viene tradizionalmente aggiunto dello zafferano, che gli conferisce il
caratteristico colore giallo intenso: le forme vengono stagionate a lungo, anche oltre i due anni,
ungendole periodicamente con olio di lino. Durante il taglio della forma la fuoriuscita di aria dai
piccoli alveoli all’interno della pasta produce un leggero crepitio continuato che assomiglia a un
lamento, per cui un tempo si diceva scherzosamente che il formaggio “piangeva”.
Con. Da 1000, 750 ml.
La Cipolla di Certaldo visita la Cipolla di Isernia
Il Comune di Certaldo incontra la comunità di Isernia (Molise), in occasione della 4^ edizione della Festa della Cipolla di Isernia, promossa dalla Pro Loco.A Certaldo si produce infatti una cipolla assai famosa. "Questo ortaggio è fortemente legato all'immagine del territorio del comune e ha un particolare di riferimento anche nei confronti degli abitanti, tanto che nelle dispute di campanile che caratterizzano la nostra regione, i certaldesi sono definiti "cipolloni". La cipolla è inserita nello stemma comunale (uno scudo bipartito bianco e rosso, sormontato dalla cipolla in campo bianco con il motto Per natura sono forte e dolce ancora / e piaccio a chi sta e a chi lavora), probabilmente già dai tempi dei Conti Alberti che dominavano la zona nel XII secolo, ma la citazione più famosa dell'ortaggio locale si ritrova nell'opera di Giovanni Boccaccio, nato a Certaldo, che ne parla nel VI libro del Decameron. L'area di produzione è prevalentemente incentrata sul territorio comunale di Certaldo, con qualche zona delimitata anche nei comuni limitrofi di Montespertoli, Barberino Val d'Elsa, San Gimignano, Gambassi Terme e Castelfiorentino. La cipolla si distingue in due tipologie principali, legate al periodo di produzione: la statina, raccolta in estate, di colore viola chiaro, succosa, di sapore relativamente dolce, e la vernina, raccolta in autunno, di colore rosso intenso, leggermente schiacciata ai poli e di sapore pungente tipico. E' possibile trovare in vendita nei negozi della provincia la vernina, mentra l'altro tipo è disponibile presso i produttori locali o nelle sagre e feste paesane della zona. Proprio in occasione delle sagre o anche in alcune pubblicazioni specifiche, è possibile imparare alcune ricette a base di cipolla che dimostrano come questo ortaggio sia molto versatile. Oltre alle marmellate da abbinare ai formaggi, la preparazione più classica è farla appassire in olio caldo, passarla al setaccio, allungare con il brodo e qualche patata per farne una crema da insaporire con olio extra-vergine di oliva e da abbinare a fettine di pane toscano leggermente tostate. Un'altra specialità locale è il lesso rifatto con le cipolle, in genere fatto utilizzando con il bollito avanzato, che tagliato in pezzi, viene passato in padella con soffritto di abbondante cipolla e pomodoro, e ammorbidito con brodo di carne durante la cottura" (dal sito dell'Apt).
LA CONDOTTA SLOW FOOD VALLE TELESINA
LA CONDOTTA SLOW FOOD VALLE TELESINA
PER TERRA MADRE 2008
Un’iniziativa per finanziare il viaggio delle delegazioni
dal Sud del mondo
L’appuntamento è fissato per il prossimo 18 luglio, alle ore 20, presso il Ristorante "Le Fonti" del Parco Termale di Telese. La Condotta Slow Food Valle Telesina organizza una cena-incontro, in collaborazione con l’Osteria "La locanda della Pacchiana", per presentare e promuovere la prossima edizione di Terra Madre.
Grazie alla generosità dei soci, infatti, ed al lavoro organizzativo della Condotta e alla sensibilità dei gestori dell’osteria, si raccoglieranno fondi per finanziare il viaggio di una o più comunità del cibo del Sud del mondo. Con quest’iniziativa, in particolare, si darà l’opportunità ai delegati provenienti dall’Argentina e dall’Etiopia, di partecipare al meeting internazionale, in calendario dal 23 al 27 ottobre a Torino.
"La nostra - ha affermato Gianna De Lucia, fiduciario della condotta slow food valle telesina - è un esempio di solidarietà verso i protagonisti di una manifestazione che in pochi anni si è imposta per la grande validità. Terra Madre, non va dimenticato, è il punto d’arrivo di un percorso di consapevolezza gastronomica, ecologica e sociale. Il neo-gastronomo non può accontentarsi dell’analisi sensoriale di un piatto, ma deve andare più a fondo nella conoscenza di quanto può dare piacere al palato, iniziare a sentirsi co-produttore e non più semplice consumatore".
Terra Madre, giunta alla terza edizione, si svolgerà in concomitanza con il Salone del Gusto. L’incontro mondiale delle comunità del cibo riunisce in quei giorni contadini, cuochi, docenti e giovani impegnati a realizzare le condizioni per un cibo buono, pulito e giusto, per discutere il presente e il futuro dell’agricoltura, della pastorizia, della pesca, della trasformazione, dei mercati, della gastronomia, della ricerca scientifica, della cucina.
Per informazioni e prenotazioni telefonare a Maria Giovanna De Lucia (328 9724341), oppure scrivere un’ e-mail a: gianna_dlc@libero.it
ufficio stampa: Slow Food
Condotta Valle Telesina
Biobar Centro Botanico di Milano
Biobar Centro Botanico di Milano è la new entry della - ormai grande – famiglia dei Ristoranti Verdi, la catena di locali dove si mangia anche vegetariano, che ad oggi conta 37 affiliati in tutta Italia e uno anche in Germania. Per la Lombardia si tratta del quarto aderente in tutta la regione, il terzo nella sola città di Milano: un trend in costante crescita che segna la volontà di tenersi al passo con l’evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani, e dei vegetariani in particolare, che hanno raggiunto quota 6 milioni.
Biobar Centro Botanico, nello specifico, opera in questa direzione già da diverso tempo, con una proposta culinaria interamente dedicata a chi non consuma alcun derivato animale: il locale di piazza San Marco è già molto conosciuto in città per la sua offerta vegetariana al 100% - in gran parte vegana – che contempla sia preparazioni crudiste che della corrente “botanica” (una cucina tendenzialmente crudista a base di verdura e frutta, ma meno rigida), ma anche per i piatti vegetariani più classici a base di seitan, tofu, cereali, spezie e tanta fantasia. Completa il tutto una vasta gamma di succhi e preparazioni squisiti frutti tropicali, oltre alle centrifughe preparate con frutta e verdure fresche di giornata, scelte al momento.
Da sottolineare, inoltre, che Biobar si inserisce all’interno di un negozio che vanta oltre 60 mila prodotti biologici sia alimentari che non (erboristeria, cosmesi, tessuti, artigianato, ecc.) e che è anche servizio catering, ovviamente vegetariano, in linea con la filosofia dei Ristoranti Verdi. Biobar Centro Botanico è a Milano in piazza San Marco 1 – tel. 02 29013254 - prodottinaturali@centrobotanico.it - www.centrobotanico.it http://www.ristorantiverdi.it
Eventi e Manifestazioni a Biella
Biella è una delle province della regione Piemonte; si trova ai piedi del monte Mucrone (Prealpi) nella valle del torrente Cervo. Il suo territorio è quasi prevalentemente collinare e comprende più di 80 comuni.
L’origine di questa città è molto antica: dai ritrovamenti archeologici si fa risalire ad insediamento dell’età del ferro. Nel periodo romano fu un importante centro e vi si formarono i primi nuclei cristiani.
Nel XII Biella si divise in due borghi: il Piano e Biella Piazzo, a causa della fondazione di un nuovo borgo sull’altura Piazzo da parte del vescovo di Vercelli. Nel XVI secolo Biella venne dominata dai Francesi
e dagli Spagnoli (come tutto il Piemonte). Nel 1772 divenne sede vescovile e poi di nuovo occupata dai Francesi: solo nel 1798 divenne finalmente libera.
In evidenza: Eventi e Manifestazioni a Biella
Da Vedere: Duomo: la cattedrale di Biella è una chiesa quattrocentesca ritoccata però alla fine del 1700. Al suo interno vi sono molti affreschi importanti (tra cui molto belli sono quelli della Cappella di S. Eligio) che raffigurano i patroni dei collegi artigianali di Biella tra cui il bellissimo Cristo degli Artigiani del
XVI secolo.
Battistero: si tratta di un piccolo edifico con struttura in mattoni che risale all’epoca romana. Fu edificato intorno al IX secolo sui resti di un piccolo sepolcro romano: ha una pianta quadrata con quattro absidi a semicerchio mentre la cripta è a crice greca e venne usata per seppellire i vescovi biellesi.
Campanile romanico: si tratta del campanile della Chiesa di Santo Stefano (distrutta nel 1872) ed è uno splendido esempio di architettura romanica. Fu costruito nel XIII secolo sui resti una torre di un vecchio
castello. E’ formato da otto piani separati da cornici di archetti ed è alto 53 metri.
Chiesa di San Sebastiano: chiesa cinquecentesca che rappresenta uno dei più begli edifici dell’architettura rinescimentale in Piemonte. La facciata risale però al 1800 quando la chiesa ne subì il rifacimento.
All’interno vi è un bellissimo coro realizzato in legno del XVI secolo ornato in oro e smalto blu.
Gastronomia e Vini: piatti tipici di questa città sono la "polenta cunscia" polenta cotta con formaggi e burro,
Vi è inoltre una gran varietà di formaggi tra cui il "toma", il "maccagno", il "tumin" che uniti al peperoncino e all’aglio diventano "sancàrlin", con aceto, olio e aromi diventano "franchèt". Un atro piatto è il "ris an cagnùn".
Tra i vini vi segnaliamo il Bramaterra ed il Lessona entrambi rossi D.O.C.
Come Arrivare: In Auto:
Autostrada A4: Torino - Milano. Vi sono due uscite, Santhià o Carisio .
Strada statale n°143: Biella - Santhià.
Strada Statale n°230 verso Vercelli;
Strada Statale n°338 verso Ivrea;
In Treno:
La linea ferroviaria collegata direttamente con Biella è quella Biella- Vercelli o Biella - Torino
In Aereo:
L’aeroporto più vicino alla città è quello di Torino a Caselle.
Telefono:
Soggiornare a Biella: per prenotare un hotel a Biella puoi utilizzare i nostri servizi di prenotazione online e con call center di InItalia S.r.l. la quale opera nel settore delle prenotazioni alberghiere sin dal 1997 – puoi da subito effettuare in tutta sicurezza e gratuitamente la prenotazione di un albergo a Biella anche con il numero verde 800.008.777.
Ecco le prossime manifestazioni che si svolgono nella provincia di Biella:
Sul filo della lana dal 20/04/2008 al 24/07/2008 a Biella (BI)
Rappresentazione teatrale: "La Passione" dal 18/06/2008 al 25/09/2008 a Sordevolo (BI)
Al Cavallino Bianco - Piemonte in Operetta il 30 giugno 2008 a Vigliano Biellese (BI)
Donato show food dal 07 al 09 luglio 2008 a Donato (BI)
Concorso "la più bella del mondo" il 08 luglio 2008 a Viverone (BI)
Degustazione Vini del Piemonte il 08 luglio 2008 a Candelo (BI)
La Belle Helene - Piemonte in Operetta il 14 luglio 2008 a Verrone (BI)
GRAN FONDO PREALPI BIELLESI dal 15 al 16 luglio 2008 a Biella (BI)
Veja en piasa dal 30 al 31 luglio 2008 a Donato (BI)
Processione al Santuario di Oropa il 28 agosto 2008 a Biella (BI)
Vedi tutti gli eventi a Biella e in particolare gli eventi a Biella a giugno e gli eventi a Biella a luglio - Archivio Manifestazioni a Biella
Collegamenti alle attività della provincia di Biella: Ristoranti a Biella
Ecco gli eventi e manifestazioni che abbiamo presenti nella provincia di Biella: Altre Manifestazioni, Cultura e Spettacolo, Raduni, Sfilate e Moda, Eventi Sportivi, Eventi Folkloristici, Eventi Religiosi, Congressi, Fiere, Sagre, Mostre, Eventi Artistici, Cortei Storici, Antiquariato e Collezionismo
Gastronomia delle isole
La cucina polinesiana risulta essere
leggera e gustosissima: nasce da un
incrocio fra la tradizione culinaria francese,
quella cinese e, anche se in minima parte,
quella italiana.
Degustazione di diversi germogli dall'Olanda presso l'Ortomercato di Milano
I metodi di cottura ed ovviamente le materie prime sono esclusivamente di origine polinesiana.
Tra le specialità da non perdere troviamo pesce crudo alla tahitiana e il po'e, una composta di frutta servita con cremoso latte di cocco.
Nelle isole polinesiane sicuramente la frutta non manca; possiamo infatti gustare, oltre alla varietà di frutti esotici, una serie di prodotti locali quasi introvabili ad occidente, quali i leggendari frutti dell'albero del pane, e i tuberi di taro, di tarna e di ufi.
Per coloro che amano la pesca è possibile organizzare pic nic sulle spiagge gustando pesci appena presi ed arrostiti su falò, godendosi così una cena gustosa in un atmosfera incantata
Degustazione di diversi germogli dall'Olanda presso l'Ortomercato di Milano
Germogli nella cucina italiana I germogli di soia, aglio, ceci, lenticchie, ravanello, rosabi etc. sono pieni di vitamine e proteine e perciò utilissimi alla nostra salute. L'azienda TG-team, in collaborazione con SOGEMI, offrirà degli ottimi spuntini e delle curiosità culinarie da degustare, presentate da www.cooxy.it, il catering del savoir faire, nei giorni di martedi 26 e mercoledi 27 giugno (dalle 6 alle 9 del mattino) vicino al bar Autogrill (hall B/C).
ll mercato italiano TGteam lavora con Evers Specials, che già rifornisce tutta Europa, esclusa al momento l'Italia. Questo produttore olandese è il più grande in Europa e produce tutto l'anno germogli di qualità eccellente, grazie ad un'esperienza trentennale. Le aziende agricole e le industrie alimentari saranno invitate all'evento. Il primo cliente Italiano, Casiraghi Erbe Aromatiche, contribuirà alle degustazioni e TGteam sarà pronto per accogliervi.
Paste di Meliga Biellesi
Paste di meliga
La dolce leggerezza a forma di S
Prendere tre ettogrammi di farina di meliga, un ettogrammo di farina bianca, due ettogrammi di zucchero, tre ettogrammi di burro, la scorza grattugiata di un limone, due uova e un pizzico di sale. Amalgamare tutti gli ingredienti fino a ottenere una pasta; tagliarla in bastoncini alti un dito e lunghi sei centimetri.
Piegare i bastoncini a forma di S, metterli in una teglia imburrata, bagnarli con il rosso di un uovo, bucarli (in modo che l’impasto possa cuocere bene) e metterli in forno (non troppo caldo) fino a quando non avranno un bel colore dorato. Toglierli dal forno, staccarli dalla teglia, lasciarli raffreddare e servire.
CANESTRELLI BIELLESI
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI:
Il nome “Canestrello” deriva, probabilmente, dai tipici recipienti di vimini intrecciati, detti appunto
“canestri”, nei quali si deponevano i dolci dopo la cottura. Con la stessa denominazione “Canestrello” vengono prodotti, in Piemonte, dolci che presentano ingredienti, metodiche di produzione e caratteristiche organolettiche-sensoriali nettamente differenti tra di loro. I Canestrelli Biellesi sono prodotti di pasticceria composti di due cialde farcite con una crema a base di cioccolato. I principali ingredienti della cialda sono: farina di grano e mais, zucchero, burro, uova, sale e polveri lievitanti; alcuni pasticceri aggiungono anche vaniglia, spezie e un bicchierino di rhum.
La farcitura, a base di cioccolato, può anche contenere nocciole e mandorle. La lavorazione comporta diverse fasi. In una sbattitrice (detta planetaria) vengono miscelati tutti gli ingredienti necessari per la cialda. La pastella ottenuta viene, poi, cotta fra due piastre roventi piuttosto grandi (specie di tostiere). Una volta tolta e lasciata raffreddare la cialda viene farcita con una crema di cioccolato, nocciole e mandorle, finemente preparata e lavorata nella temperatrice (macchina usata esclusivamente per la lavorazione del cioccolato) e poi ricoperta con un’altra cialda.
Infine, si ritagliano, mediante apposita taglierina, le cialde in piccoli rettangoli di cm 9x4,5, che vengono confezionati in vassoi o scatole.
La conservazione del prodotto avviene a temperatura ambiente, comunque non superiore a 25°C.
ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione dei Canestrelli Biellesi comprende i comuni dell’intera Provincia di Biella.
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA
PRESENTE SCHEDA: Le attrezzature specifiche utilizzate per la preparazione del prodotto risultano essere composte da piastre di cottura, farcitrice, taglierina e confezionatrice.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: La lavorazione viene eseguita, mantenendo le caratteristiche artigianali tradizionali, in laboratori di pasticceria in regola con le attuali normative igienico-sanitarie.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI
VENTICINQUE ANNI: L’origine dei Canestrelli Biellesi risale intorno al 1600. Nella Biblioteca Reale di Torino è conservato un manoscritto risalente al 1805, “Notice sur l’arrondissement de Biella, département de la Sesia”, in
cui vengono citati i Canestrelli come “eccellente pasticceria a base di cioccolato, stimata ed inviata in diverse città”.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
Località Turistiche Giulianova
Località Turistiche Giulianova Teramo
Giulianova è una ridente e florida cittadina, situata ai piedi dell’Appennino e affacciata sul Mare Adriatico. Giulianova si propone come un’ideale stazione balneare per la sua ampia spiaggia di sabbia fine e dorata, ma anche come città d’arte ricca di tesori da scoprire soprattutto nella parte alta.
Facilmente raggiungibile da tutte le località è dotata di moderne attrezzature e infrastrutture turistiche oltre alla presenza di un’impiantistica sportiva per tennis, nuoto, vela, windsurf, bocce, minigolf, pallacanestro, calcio a 5, pattinaggio inoltre vi è possibile praticare la pesca d’altura e la subacquea.
Caratteristiche sono le manifestazioni folkloristiche e gastronomiche di rilevanza regionale e nazionale. Di particolare interesse la Pinacoteca Civica "V. Bindi", che raccoglie molte opere della "Scuola di Posillipo".
Giulianova offre al turista la bellezza di una vacanza al mare e in montagna contemporaneamente, data la vicinanza del Gran Sasso infatti è possibile in poco tempo visitare il Parco Nazionale della Majella, il Parco Nazionale del Gran Sasso- Monti della Laga, il Parco Regionale Sirente-Velino, il Parco Nazionale d’Abruzzo e nel periodo invernale praticare lo sci.
Per chi ama la natura le grotte che si aprono nelle montagne calcaree abruzzesi, facilmente percorribili, offrono spettacoli di grandissimo interesse; quali le grotte del Cavallone decantate da D’Annunzio, le grotte di Stiffe ancora percorse dall’acqua, le grotte di Beatrice Cenci dove vi si sono trovati importanti manufatti dell’età della pietra.
Le origini di Giulianova risalgono al terzo secolo a.C. quando i romani crearono una nuova colonia marittima chiamata Castrum Novum che divenne un importante nodo stradale e porto commerciale.
Nel medioevo la città fu rinominata Castel S. Flaviano, in onore del Santo Patriarca di Costantinopoli, le cui spoglie secondo una leggenda giunsero sulle coste giuliesi miracolosamente. La città medioevale passò agli Acquaviva che ne fecero residenza principale fino alla distruzione avvenuta intorno al 1460 durante la battaglia del Tordino combattuta fra le truppe di Federico da Montefeltro e Alessandro Sforza contro quelle di Jacopo Piccinino e Bosio Santofiore. Una decina d’anni dopo il duca Giuliantonio Acquaviva, invece di ricostruire Castel S. Flaviano sulle sue rovine, fondò una nuova città che chiamò Giulia sulla collina adiacente. Giulianova per la peculiarità progettuale con cui è stata edificata rimase invariata fino agli anni settanta - ottanta dell’ottocento quando un incremento demografico ed economico portò i suoi abitanti a debordare fuori dalle mura e ad espandersi sul litoraneo grazie anche alla presenza della ferrovia entrata in funzione nel 1863.
CENTRO STORICO
L’itinerario che vi suggeriamo parte da Via Gramsci fino a Corso Garibaldi , percorrendo tutto il centro storico.
1 Sulla ss 16 che porta da Giulianova verso Teramo, superato il semaforo, voltare a destra per Giulianova Paese sulla sinistra si possono ammirare i resti archeologici di una villa romana.
2 Continuando per Via Gramsci fino a raggiungere l’ospedale sulla sinistra si trova la Piccola Opera Caritas dove è possibile visitare la sala espositiva G. Trevisan.
3 Giunti alla fine di Via Gramsci si arriva a Piazza della Libertà, centro storico, qui si può godere la vista panoramica dal belvedere, ammirare il monumento a Vittorio Emanuele II e Casa Cermignani , visitare la Cappella de’ Bartolomei e la sala che raccoglie i gessi dello scultore Pagliaccetti.
4 Proseguendo per Corso Garibaldi sulla destra si incontra la biblioteca e la pinacoteca "V. Bindi", dopo il Municipio sulla sinistra si trova la casa del musicista Gaetano Braga.
5 Giunti al semaforo si può scegliere se deviare sulla sinistra per visitare il torrione "Il Bianco", ove si trova il museo archeologico, o proseguire in Viale dello Splendore per raggiungere la Villa ex - De Santis e la Villa Montano in stile Liberty.
LE CHIESE
L’itinerario che vi suggeriamo parte da San Pietro e Paolo fino alla Natività di Maria Vergine.
1 Partendo dal lungomare all’altezza dello stabilimento balneare Caprice, percorrere tutta via Gasbarrini fino ad imboccare a sinistra Viale Orsini, dopo 200 mt sulla destra si può ammirare la chiesa di S. Pietro e Paolo di recente costruzione.
2 Percorrere tutto Viale Orsini, tutta Via Trieste per arrivare a Via di Vittorio sulla sinistra si può visitare la chiesa dell’Annunziata anch’essa di recente costruzione.
3 Proseguire per Via di Vittorio fino ad imboccare a destra Via Simoncini percorrendola tutta poi girare a sinistra in via dell’Annunziata sul cavalcavia a destra si trova la chiesa di Santa Maria a Mare la più antica di Giulianova più volte trasformata e rifatta.
4 Passato il semaforo girare a destra per Giulianova Paese percorrere Via Gramsci; prima dell’ospedale sulla destra si può visitare il convento dei Benedettini, proseguire fino a Piazza della Libertà dove sulla destra è ubicata la chiesa di Sant’ Antonio precedentemente S. Francesco di Paola ricca di ornamenti barocchi e bassorilievi a stucco.
5 Dalla Piazza proseguendo per il Corso Garibaldi prima del municipio sulla destra è situato il duomo di San Flaviano originariamente chiamato S. Maria in Platea, primo esempio di chiesa a base ottagonale concepita sul litorale abruzzese. Nelle vicinanze in Piazza Dante si affaccia la chiesa della Misericordia, più in là all’incrocio di Via della Rocca con Via Cavour si erge la chiesa rinascimentale di S. Anna con altare barocco.
6 Terminato Corso Garibaldi, proseguire per il Viale dello Splendore fino ad arrivare al Santuario di Maria SS dello Splendore costruito in seguito a un’apparizione miracolosa della Madonna. Di particolare suggestione la Via Crucis Monumentale con gruppi bronzei realizzati dallo scultore Ubaldo Ferretti.
7 Tornando indietro sul Viale dello Splendore al semaforo girare a sinistra per Via Montello, giunti alla ss 16 girare a destra; all’icrocio con Via Thaon de Revel sulla sinistra c’é la bellissima chiesa della Natività di Maria Vergine.
STABILIMENTI BALNEARI
Cristallo Mare - Lungomare Zara - Tel. 085.8007884
Dino’s - Lungomare Zara - Tel. 085.8000115
La Bussola - Lungomare Zara - Tel. 085.8003722
La Conchiglia - Lungomare Zara - Tel. 085.8000018
La Rotonda - Lungomare Zara - Tel. 085.8008318
La Tellina - Lungomare Zara - Tel. 085.8007037
L’Arcobaleno - Lungomare Spalato - Tel. 085.8006184
Lido Blu - Lungomare Zara - Tel. 085.8000055
Lido Paola - Lungomare Spalato - Tel. 085.8004661
Lido Sandro - Lungomare Zara - Tel. 085.8008120
Lido Serenella - Lungomare Spalato
Portofino - Lungomare Zara - Tel. 085.8000095
Stella Marina - Lungomare Zara - Tel. 085.8000054
Venere - Lungomare Zara - Tel. 085.8003026
Località Turistiche Francavilla al mare
"E il mare di Francavilla è il regno del colore.
Luce, ombre, riflessi altrove come qui non offron all’arte ispirazione.
Né c’è, infatti oggi mare italiano che, come questo, abbia attirato e incatenato un pittore che del colore, come Michetti abbia scoperto i misteri.
Dal balcone del vecchio Convento, le tinte di una tavolozza ineasauribile fantasticano allo sguardo di un’iride che s’avvolge, si svolge, si trasforma.
Davvero che senza colore non vi è vita avvertibile ed è qua colore la vita"
(da "abruzzo forte e gentil" di Primo Levi)
Emozioni: terra e mare si incontrano a Camaiore
Rassegna dei sapori tosco-liguri-emiliani, il 16-17-18 Maggio 2008, nel centro storico di Camaiore.
La storia e l'evoluzione di un area geografica sono sempre condizionate da quelle dei territori circostanti subendone l'influenza, come accade anche per i più semplici usi e costumi. Nell'ambito eno-gastronomico le tradizioni della provincia di Lucca sono strettamente legate a quelle delle vicine province di Parma e Massa avendone subito l'influsso e, a sua volta, avendole condizionate.
Nonostante questa osmosi culturale, si sono venute a creare delle identità differenti, distintesi e rafforzatesi all'interno dei microcosmi locali ma, in effetti, appartenenti ad un’area geografica che, essendo stata teatro di scambi e contaminazioni culturali, può essere considerata come un'unica entità.
Nasce da questo l’idea di una manifestazione all’insegna della riscoperta degli antichi e caratteristici sapori della zona geografica che si estende fra Toscana ed Emilia.
Questo evento ha lo scopo di portare all'interno di un unico insieme ambientale il più vasto numero di prodotti tipici e prodotti artigianali originari delle “nostre” zone geografiche, di porli a confronto, per riscoprirne le antiche origini e le affinità reciproche, e di metterli a disposizione di un folto e curioso pubblico, che possa gustarne i sapori e godere della loro genuinità e tipicità.
Grande novità della manifestazione, costituita dal ristorante di pesce allestito sotto la tensostruttura dove i pescatori della Cooperativa Maestrale cucineranno tutte le sere il pescato locale, con intrattenimenti e musica dal vivo.
Parte dell’incasso verrà devoluto a Telethon per la ricerca sul malattie genetiche e la distrofia muscolare.
Master in Store Management della Ristorazione di Marca a Parma
Master in Store Management della Ristorazione di Marca a Parma: edizione 2008/2009
Perché un Master in Ristorazione
di Davide Pellegrini, Direttore Scientifico
Il mondo della ristorazione sta attraversando momenti turbolenti. Il rallentamento dei consumi alimentari non ha risparmiato i consumi fuori casa imponendo una riflessione competitiva al settore. La frammentazione dell’offerta si è tradotta in grande sofferenza finanziaria per il canale tradizionale, mettendo in difficoltà il canale lungo – grossisti beverage, catering e dolciario alle prese con gestori improvvisati e finanziariamente deboli. La grande distribuzione ha potenziato le iniziative sulla ristorazione, aprendo locali, accettando i buoni pasto, tollerando gli acquisti dei locali se non addirittura stimolandoli con iniziative mirate. I cash & carry hanno affinato le proprie armi e in qualche caso sperimentato le consegne al cliente. La distribuzione automatica tramite vending machine è cresciuta rapidamente, con organizzazioni in catena e con politiche di prezzo aggressive. I bar multifunzionali hanno tolto spazio alla ristorazione di fascia media. La ristorazione collettiva ha colto le difficoltà del settore pubblico e ha diversificato nella ristorazione commerciale. Le opportunità del consumo on the go sono state colte in tutti i luoghi ad elevato traffico: stazioni, benzinai, scuole… L’industria ha temuto la perdita del controllo del canale e ha potenziato i promoter per presidiare i luoghi di consumo e investito pesantemente in frigovetrine e in formati speciali per la ristorazione.
In tutto questo scenario gli specialisti della ristorazione non sono stati a guardare. L’idea del fast food si è rimodellata sui nuovi bisogni. Il prezzo è stato calmierato con i pacchetti offerta, la qualità è cresciuta. Il posizionamento dei locali è cambiato. Sono nate anche catene minori, alcune di ispirazione internazionale. Cucine etnica in catena, cafetterie in catena risto-pizzerie in catena. Il consumatore italiano ha accolto gli elementi di socializzazione che spesso rafforzano le politiche di marca di queste insegne. Anche in Italia sta prendendo finalmente campo una ristorazione di marca capace di coniugare un giusto mix di qualità, modernità e prezzo.
In questo scenario le sfide sono tre e tutte di tipo culturale. La prima riguarda il superamento di una categorizzazione rigida tra fast food e ristorazione di alta gamma: basta allo snobismo dei gourmet. La seconda riguarda l’operatore pubblico che deve guardare con occhio nuovo al potenziale di queste catene agevolandone lo sviluppo, facendo tesoro dell’esperienza negativa in materia di protezionismo del dettaglio alimentare, l’ultima riguarda le aziende e la formazione: il successo di queste aziende passa dagli uomini. Le persone, in quanto le uniche a poter cogliere i segnali del mercato, a fare previsioni, ad ipotizzare segnali futuri diventano “fattore strategico di successo”. Le organizzazioni apprendono e si modificano grazie alle persone che ne fanno parte e quindi la competenza, intesa come la capacità di attivare risorse differenti a seconda delle situazioni che si presentano, diviene risorsa strategica.
La formazione, in questa logica, oltre a trasmettere conoscenze e informazioni specifiche stimola la riflessione, l’analisi, il confronto e quindi agisce non solo sui saperi ma anche sul saper fare, attraverso le esperienze dirette sul campo e sul saper essere in termini di potenziamento delle abilità di pensiero sistemico e strategico, di abilità personali e relazionali. I supporti teorici divengono aiuti concettuali per dare risposte a domande precise, alle quali l’organizzazione vuole dare risposta. In sintesi il miglioramento passa attraverso l’evoluzione delle persone che imparano mediante l’acquisizione di nuove conoscenze, dall’esperienza sul campo ma anche dall’analisi e da ciò che altri, “the best in class”, hanno pensato e fatto.
Le opportunità dell’iniziativa
di Roberta Giorgetti, Resp. Organizzativo
Il Master in “Store Management della Ristorazione di Marca” risponde ad un fabbisogno reale espresso da 8 soci di Confimprese specializzati nella ristorazione. I partner i dell’iniziativa, in ordine alfabetico: Autogrill, Camst, Chef Express (gruppo Cremonini), Cibis ( gruppo PAM), Cir, Flunch ( Gruppo Auchan), Mc Donald, Vera Srl (gruppo Finiper)
Il fabbisogno rimanda ad un profilo professionale poco diffuso nel mercato italiano, cioè quello di un middle management che possa affrontare le complessità gestionali di una rete di vendita a partire da un esperienza maturata sul campo.
Al riguardo le esperienze straniere fanno scuola:, Mc Donald che sostiene l’esperienza diretta della Hamburger University , oltre ad avere formato internamente 65.000 manager, dichiara che il 70% dei suoi quadri e dirigenti è partito dall’esperienza di store manager.
Ma di fronte al potenziale espresso dal mercato italiano le singole aziende riconoscono l’opportunità di creare una scuola comune. Il posizionamento del prodotto culturale appare sfidante, si tratta infatti di convogliare l’interesse di laureati triennali e quadriennali verso un percorso di carriera che parta dalla gestione del punto vendita.
I requisiti del candidato vanno al di là della buona preparazione culturale, poiché richiedono spiccate capacità organizzative, buone doti relazionali e ovviamente un interesse per il mondo della ristorazione e del prodotto alimentare.
I punti di forza del progetto sono molteplici..
Il primo riguarda il nome e l’impegno degli sponsor. L’idea che aziende leader del settore sostengano in prima persona l’iniziativa con stage e didattica attiva fa chiarezza sugli obiettivi di inserimento aziendale e rinobilita un percorso aziendale che ad oggi vede prevalere l’esperienza sul campo
Il secondo riguarda il potenziale del settore. Al momento il mondo dei consumi fuori casa ha un potenziale non pienamente espresso ma le catene stanno crescendo e tutta la filiera dell’horeca è soggetta a pressioni competitive nuove. L’industria guarda con interesse al fenomeno della ristorazione di marca che su scala internazionale ha assunto dimensioni consistenti.
Il terzo è l’assenza sul panorama nazionale di iniziative qualificate e professionalizzanti che possano attrarre anche il laureato triennale. Il progetto Confimprese in parte va controcorrente e si sposa con iniziative culturali simili che l’Università degli Studi di Parma sta già collaudando in altri settori in collaborazione con Atenei Europei.
Il modello rimangono le scuole americane come la Cornel University che della Ristorazione ha fatto un proprio baluardo.
Il parere delle imprese
intervista a Valentino Fabbian, Dir. Generale Chef Express, Gruppo Cremonini
Come nasce l’esigenza di creare un master per la Ristorazione e qual è l’obiettivo dell’iniziativa?
In Italia, a differenza di altri paesi americani e del nord Europa, esistono catene di ristorazione di marca solamente da pochi anni ed in numero limitato.
Ragion per cui le catene italiane oggi esistenti sono costrette a formare il proprio management dall’interno o attingendo dal mercato dove l’offerta, peraltro, è molto scarsa.
Da qui l’esigenza di avere un centro di formazione specifico per il “middle management”, che possa permettere di trovare giovani interessati al nostro tipo di ristorazione, formarli e qualificarli per migliorare l’organizzazione e l’efficienza delle nostre aziende.
Quali sono a suo parere le caratteristiche vincenti del progetto?
La metodologia usata, e cioè 6 mesi di studio e 6 mesi di applicazione pratica nei punti vendita.
La parte teorica, frutto di tutte le migliori tecniche adottate dalle aziende “partner” del progetto, unita ad uno stage molto operativo, permetterà al manager di prendere coscienza delle attività che quotidianamente devono essere svolte in un ristorante, fino a simulare nella seconda parte dello stage la guida di un locale in prima persona, assistito dal “senior store manager”.
Questa tecnica viene tra l’altro adottata nelle più famose Hamburger University americane con grande successo.
Quali i possibili rischi?
Non vedo rischi particolari se non quello della assoluta novità delle tecniche adottate per la prima volta in Italia.
Come sta cambiando il mercato della ristorazione oggi?
Il mercato della ristorazione italiana è molto polverizzato (sono oltre 200 mila i locali suddivisi fra ristoranti, pizzerie e bar che forniscono piatti prelibati ai loro clienti) ed è caratterizzato in prevalenza dalla presenza dell’imprenditore “owner operator” che guida personalmente tutte le attività, mentre le catene di ristorazione nazionali rappresentano solo il 5% del fatturato totale.
Le catene di ristorazione di marca richiedono una organizzazione diversa rispetto all’imprenditore privato, dal quale si differenziano soprattutto per dimensione e complessità, ed esigono competenze particolari nelle “operations”, nel marketing, nella finanza, necessari a supportare il rapido sviluppo previsto nei prossimi anni.
Sito del Master:
http://www.masterinristorazione.com/
Heineken Jammin' Festival 2008
Dal 20 giugno 2008 al 22 giugno 2008
Heineken Jammin' Festival 2008
Tre giorni di grande rock al Parco San Giuliano di Mestre, Venezia il 20, 21 e 22 giugno 2008. Il raduno rock è stato spostato dalla storica location dell'Autodromo di Imola al Parco San Giuliano di Mestre, quest'anno per la seconda volta, un'area verde di 700 ettari affacciata sulla laguna di Venezia.
Il 2008 propone due famose re-union The Police e i Sex Pistols, passando per nomi celebri come Vasco Rossi ed i Linking Park. Il programma dettagliato dell'intera manifestazione sarà disponibile a breve.
venerdì 20 giugno 2008 Sex Pistols - Linkin Park Nella stessa giornata si esibiranno i vincitori dell'Heineken Jammin' Festival Contest 2008, Iggy & The Stooges, Chris Cornell.
sabato 21 giugno 2008 Vasco Rossi Nella stessa giornata si esibiranno i vincitori Heineken Jammin' Festival Contest 2008, i No Conventional Sound, i Mattata, i Mab, i Marlene Kuntz.
domenica 22 giugno 2008 The Police Nella stessa giornata si esibiranno i vincitori Heineken Jammin' Festival Contest 2008, i Counting Crows, i Baustelle e Alanis Morissette
Biglietti: sono in vendita sul circuito Ticketone Call Center 892 101 (lun-ven 9.00-20.00 e sab 9.00-17.30) www.ticketone.it
Dove: Venezia Mestre, Parco di San Giuliano.
I Macchiaioli in mostra a Venezia
Eventi a Venezia e dintorni
I Macchiaioli in mostra a Venezia
Dal 08 marzo 2008 al 27 luglio 2008
A Venezia, l'istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, a Palazzo Cavalli Franchetti, dall' 8 marzo al 27 luglio 2008 presenta I Macchiaioli, Capolavori della Collezione Mario Taragoni. La mostra espone parte della collezione di Mario Taragoni di opere d'arte dell'ottocento toscano, il quale è stato un grande collezionista d'arte, uomo di cultura e sostenitore del Risorgimento italiano.
La collezione dei macchiaioli è stata formata nel tempo seguendo la passione e l'amore per l'arte. Taragoni non si è lasciato contaminare dalle mode del momento ma ha seguito i critici, i mercanti d'arte, gli autori della letteratura artistica, per questo la mostra si presenta eccezionale. Per l'occasione la famiglia del collezionista ha affiancato il curatore, Antonio Paolucci, presidente del comitato scientifico composto da Silvestra Bietoletti, Josie Taragoni e Stefano Cecchetto,nella ricerca delle opere per ricostruire la non facile situazione sociale e culturale di quei tempi segnata da drastici mutamenti ed eventi drammatici. Tra gli autori delle opere presenti Giuseppe Abbati, Giovanni Boldini, Odoardo Borrani, il Piccio, Adriano Cecioni, Serafino da Tivoli, Giovanni Fattori, Egisto Ferroni, Silvestro Lega, Mario Puccini, Antonio Mancini, Raffaello Sernesi, Telemaco Signorini, Armando Spadini.
Questa mostra da la possibilità di poter ammirare la collezione riunita grazie allo spirito intellettuale di Mario Paragoni, uno dei primi cultori della modernità dei macchiaioli. La mostra è prodotta da Arthemisia, reduce dal successo di "Autoritratti. I volti dell'arte dalla collezione degli Uffizi" ed è alla sua terza esposizione allestita a Palazzo Franchetti.
Informazioni
I Macchiaioli
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Venezia, Palazzo Cavalli Franchetti
Tel: 02. 54919macchiaioli@arthemisia.it
Eventi a Venezia e dintorni
Eventi a Venezia e dintorni: dettaglio
Dal 28 giugno 2008 al 12 ottobre 2008
Coming of Age: l'arte americana dal 1850 al 1950 a Venezia
La mostra, che sarà allestita dal 28 giugno al 12 ottobre 2008 al Peggy Guggenheim di Venezia, s'ispira alla maturazione e sviluppo dell'arte americana dalla seconda metà dell'Ottocento al primo cinquantennio del Novecento, evidenziando il processo di sviluppo della cultura americana nell'arco di un secolo.
Nell'esposizione si passa dall'ambito provinciale a quello internazionale, descrivendo la trasposizione letterale del particolare fino all'interpretazione astratta degli ideali. Importanti sono gli sviluppi del modernismo e i cambiamenti fisici e sociali di quegli anni.
Tra i curatori della mostra William Agee, Professor of Art History al Hunter College, New York, e Susan Faxon, Associate Director and Curator alla Addison Gallery. Da quest'ultima arriva una rassegna di opere che illustra un'approfondita sintesi dal sorgere del modernismo ai drammatici cambiamenti del panorama fisico e sociale.
Informazioni
Peggy Guggenheim Collection
Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701
30123 Venezia
tel. (+39) 041 2405411
info@guggenheim-venice.it
Corso Breve in Marketing per la Ristorazione
Durata: 40 ore
Periodo: da lunedì 7 luglio 2008 a venerdì 25 luglio 2008
Scadenza iscrizione: venerdì 4 luglio 2008
Prossima Edizione: da a
Costo: 480,00 € + iva
OBIETTIVI
Il mondo della ristorazione è un mondo in piena evoluzione, costituito da tante realtà tra loro differenti e da diverse tipologie di clienti e prodotti offerti. Il corso ha come obiettivo quello di fornire un’impostazione teorica affiancata da un’adeguata applicazione pratica, per una crescita professionale altamente qualificata, per accrescere le proprie competenze nel mondo della ristorazione e nell’ambito della valorizzazione e della promozione delle tradizioni enogastronimiche e del territorio.
ORARI E SEDI
Da lunedì a venerdì, il pomeriggio (dalle 14,30 alle 18,30) - 20 ore settimanali
Il Corso si terrà presso Villa Cavour, V.le Machiavelli, 31/33 a Firenze.
ATTESTATI DI FREQUENZA
Al termine del corso verrà rilasciato a tutti i partecipanti un attestato di frequenza di Palazzo Spinelli in collaborazione con ISTUR CHT.
PROGRAMMA
Area propedeutica
L’evoluzione della ristorazione
La comunicazione d’impresa
Area specialistica
Il mercato dell’enogastronomia
Il marketing alimentare ed enologico
Il marketing della ristorazione
Il marketing del gusto
Il marketing dell’ospitalità
L'organizzazione degli eventi
Le pubblicazioni e le iniziative editoriali
Web marketing per la ristorazione
Area operativa
Laboratorio:
- comunicare di un’attività di ristorazione
- comunicare di un evento fieristico
- comunicare di un’azienda vinicola
- come si redige un menù
MODALITA' DI PARTECIPAZIONE
Per iscriversi al corso lo studente deve presentare alla Segreteria di Palazzo Spinelli, Associazione no profit:
1. la scheda di iscrizione
2. il Regolamento Amministrativo
3. la copia della ricevuta di versamento dell'intera quota di partecipazione al corso
4. la fotocopia di un documento di identità
5. due fotografie formato tessera + una fotografia in digitale
Lo studente può inviare il modulo di iscrizione via Internet, oppure per fax (+39 055 240.172) o per posta.
Si suggerisce agli studenti di iscriversi al massimo entro due settimane prima dell'inizio dei corsi. Le iscrizioni sono accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili.
ll versamento della quota può essere effettuato direttamente presso la Segreteria Amministrativa oppure inviando un assegno o un vaglia postale a:
Palazzo Spinelli Associazione No Profit
Borgo Santa Croce, 10
50122 Firenze
Soggiorno marino Rimini
Sede: Auser provinciale Cuneo
News: soggiorno marino RiminiL'Assoc.Auser Provinciale Cuneo e Spi Cuneo in collaborazione con l'Agenzia Geronimo Viaggi -
Organizzano un Soggiorno Marino a RIMINI
- Hotel RADAR *** sup.
Dal 21 giugno al 5 luglio 2008
Pensione completa con bevande ai pasti Euro 730,00
(Supplemento singola Euro 135,00)
La quota comprende:
• Soggiorno completo dal 21 giugno al 5 luglio 2008
• Pensione completa con bevande ai pasti
• Pullman gran turismo andata e ritorno dalle principali città della Provincia
• Assicurazione Medico No-Stop per tutto il periodo del soggiorno
• Accompagnatore AUSER Cuneo
• Simpatico gadget a tutti i partecipanti
• Drink di Benvenuto
• Festa di arrivederci con serata musicale e ballo
ACCOMPAGNATORI AUSER E ANIMAZIONE
PROGRAMMA
1° GIORNO: Ritrovo dei partecipanti a CUNEO e altre località della provincia; partenza in pullman G.T. per Rimini: soste lungo il percorso con pranzo libero; arrivo, trattamento in hotel, sistemazione nelle camere, cena e pernottamento.
2°/ 14° GIORNO: Trattamento di pensione completa in hotel, bevande incluse. Giornate a disposizione con possibilità di effettuare escursioni facoltative.
15° GIORNO: Dopo il pranzo, partenza per il rientro a CUNEO e altre città con pullman riservato. Cena libera lungo il percorso ed arrivo previsto in tarda serata.
PRENOTATE SUBITO
I POSTI IN PULLMAN
SARANNO ASSEGNATI
IN BASE ALLE PRENOTAZIONI
Minimo 40 partecipanti
Iscrizioni entro il 1° maggio 2008 con versamento acconto di 300 euro
saldo entro il 30 maggio 2008.
Info e prenotazioni
AGENZIA VIAGGI GERONIMO -Via Bruni 3 Cuneo -0171/69.94.31
AUSER – SPI Rif. ARMANDO ORESTE - cell. 3355961844 – tel. 0171-452545
o sedi SPI della Provincia : Cuneo,Alba, Bra, Saluzzo, Savigliano,Fossano, Mondovì, Garessio Val Tanaro,
Circolo Verzuolo.
Sede: Auser Cuneo
News: Soggiorno marino Spotorno
OFFERTA SOGGIORNO ANZIANI 2008 Hotel delle Palme - Spotorno
Periodo 03/05/2008 – 17/05/2008
Il costo in trattamento di pensione completa è di € 34,00 giornaliera a persona, supplemento singola € 11,00 giornaliera.
Il costo è comprensivo di un quarto di vino e un quarto di acqua minerale a persona,
Il trattamento riservato ai nostri ospiti consta di un menù a scelta composto da 3 primi piatti e 3 secondi piatti (carne, pesce, uova) e dessert.
L’albergo offre servizio di reception e portineria 24 su 24 ore, ed è situato in centro del paese sulla passeggiata mare, vicino a tutti i servizi: farmacia, chiesa, ufficio postale, giardini.
Dispone di spiaggia privata.
Le camere sono tutte dotate di servizi, televisione e telefono.
L’albergo è dotato di ascensore, dispone di n. 29camere, n. 2 sale per usi diversi (lettura, giochi).
Il servizio bar è curato e sempre funzionante.
Una volta a settimana viene offerta agli ospiti una serata danzante con animatore e musica dal vivo.
Per informazioni e prenotazioni:
Auser Cuneo: tel. 0171-452545 – fax 0171-452555- e-mail: auserprov.cuneo@yahoo.it
Sede: Auser Provinciale Cuneo
News: Programma 2008
PIANO TURISMO 2008
Gennaio 2008 – Soggiorno marino (15 gg.) a Diano Marina
29 Marzo 2008 – Visita ai Borghi Antichi di Finale Ligure e alla Città di Alassio
- Pranzo a base di pesce al ristorante “il Faro” di Ceriale
15 Aprile 2008 - Visita a Eze (Francia) La Città d’arte medioevale nota per la sua produzione di
profumi e cristalli
7 / 21 maggio 2008 – Soggiorno marino a Spotorno
Maggio 2008 – Gita a Nizza e Montecarlo
Luglio – Visita ai castelli in Val d’Aosta
21 giugno -5 luglio 2008 – Soggiorno a Rimini Hotel Radar
Agosto 2008 - Cure termali (con eventuali soggiorni) – 12 giorni – alle Terme di Vinadio
12 agosto 2008 – “Ferragosto per Anziani” Gita in montagna con pranzo al Real Park di Entracque
Settembre 2008 - Gita al Lag o di Ser Porçon
Ottobre 2008 – Gita alle Cinque Terre (La Spezia) con pranzo a base di pesce a Fezzano
6/7 dicembre 2008 – Visita alla Fiera delle Lumache di Borgo S.D. con pranzo tipico
Questo è un INVITO
a visitare i “TESORI DELLA GRANDA”
città d’arte, Borghi e Centri Storici, Santuari, Cappelle e affreschi, Valli Occitane, Monumenti alla Resistenza, Castelli e ancora Fiere e Momenti enogastronomici….
L’AUSER di Cuneo è preparata con accompagnatori e Guide turistiche volontari Auser per accompagnarvi nei maggiori centri della Provincia oltre alla città di Cuneo per tutto il tempo della vostra visita, dall’arrivo alla partenza.
Vi ricordiamo la rinomata gastronomia della nostra terra ed una serie di Ristoranti e Hotels convenzionati con la nostra Associazione a prezzi concordati.
Siamo a vostra disposizione per richiesta di depliants di località che vi possano interessare, Menù con prezzi di Ristoranti e Trattorie o per proporvi itinerari e visite
Nel nostro programma di incoming l’Auser e lo Spi, in collaborazione con l’Ente Provincia di Cuneo e Slow Food, ha pubblicato una Guida turistica dal titolo “Visite ai Tesori della Granda” che, a richiesta, vi invieremo volentieri.
Siamo organizzati e pronti a ricevere delegazioni in qualunque momento dell'anno, giorni festivi o infrasettimanali, mentre abbiamo in calendario alcuni appuntamenti particolari che di seguito riportiamo:
8 marzo 2008 – Grande festa regionale in onore delle donne presso l’Hotel La Ruota di Pianfei con visita in mattinata alla città storica di Mondovì ed al Santuario di Vicoforte, alla città di Cuneo ed altri siti della zona.
Aprile 2008 – in occasione della Festa della Liberazione, visita alla città di Boves, ai luoghi della Resistenza, alla Scuola di Pace e ai siti artistici della città e alla Città di Cuneo
Maggio – Giugno - Luglio 2008 – Visita alle città d'arte più famose della provincia: Cuneo, Alba, Mondovì, Garessio, Fossano, Savigliano, Saluzzo, Cherasco, Racconigi ecc..
Luglio – Agosto 2008 – Visite e soggiorni, cure e bagni, alle splendide strutture termali di Vinadio Terme e Sant'Anna di Valdieri, Soggiorni a Vernante, Limone P.te , Pradleves ecc…
Ottobre – visita alla città di Cuneo (alla famosa “Fiera del Marrone”) e paesi vicini
Ottobre - in Langa con visite alla città di Alba, Castelli e cantine, ecc…..
Dicembre – Visita ai padiglioni della storica “Fera freida”, Fiera enogastronomica della lumaca a Borgo S. Dalmazzo e pranzo speciale a base di lumache (o alternativo).
Al di là di questi appuntamenti particolari noi siamo disponibili, tutto l’anno, a qualunque altra vostra esigenza.
Telefonateci al 0171.452545 – Cell. 335.5961844 – e-mail: auserprov.cuneo@yahoo.it
Vi aspettiamo!
Omaggio a Francesco Baracca
LUGO - Omaggio a Francesco Baracca - 6 luglio 2008
Sei ore di esibizioni aere mozzafiato ed infine lo show acrobatico delle Frecce Tricolori sono l'omaggio che l'Aeronautica Militare, Esercito Italiano, di concerto con l'Aero Club Francesco Baracca ed il Comune di Lugo tributeranno il 6 luglio 2008 alla memoria dell'Asso degli Assi dell'Aviazione italiana.
Saranno gli F16, il C27J, il MB339, il Tornado, il Typhoon, l'AB212, il HH3F gli A129, il NH90, lo SPAD XIII e tanti altri gli aeromobili che solcheranno i cieli di Lugo. Vi sarà un collegamento con i nostri amici e gemelli della Brigata Aeromobile Friuli che saranno in Afganistan ad Herat. Il personale della Stazione Radioastronomica di Medicina vi condurrà fra le meraviglie del cielo, potrete toccare ed ammirare i satelliti concessi dalla Thales Alenia Spazio Italia.
É così che vogliamo ricordare l'Asso degli Assi dell'Aviazione Italiana e M.O.V.M. della prima guerra mondiale Francesco Baracca, l'Eroe del Cavallino Rampante simbolo di valori puri ed assoluti, di coraggio, nobiltà, tecnologia ed avanguardia, di eleganza, purezza, rispetto ed amore per la competizione. Ed è per questo che saranno presenti tutti gli enti civili e militari che hanno avuto come simbolo il Cavallino Rampante, fra i quali da ricordare anche Ducati.
Per informazioni clicca sul link sottostante.
Redazione RavennaBlu
AL VIA IL PROGETTO “DIVERTIAMOCI RAGAZZI 2008”
Castel Morrone
20 Giugno - 28 Luglio
La prossima chiusura delle scuole, per il periodo estivo, coincide difatti con l’inizio delle tanto desiderate vacanze da parte dei bambini, ed è proprio a loro che ha pensato l’Amministrazione Comunale di Castel Morrone retta dal primo cittadino Pietro Riello. Infatti, come riportato da una nota dell’ufficio stampa, con la delibera di Giunta Comunale n. 42 del 19/05/2008 l’Ente di Piazza Bronzetti ha concesso un patrocinio gratuito alla cooperativa Orione, la quale nel periodo che va dal 20 Giugno al 28 Luglio organizzerà, presso il plesso elementare unico di Via Taverna, il progetto “Divertiamoci Ragazzi 2008”. Per illustrare meglio questo progetto interviene proprio il primo cittadino di Castel Morrone Pietro Riello il quale ci dice “il progetto “Divertiamoci Ragazzi 2008” organizzato dalla Cooperativa Orione vedrà impegnati i ragazzi di età compresa tra i 5 ed i 12 anni, i quali nel periodo che va dal 20 Giugno al 28 Luglio presso gli spazi interni ed esterni dell’edificio scolastico elementare unico di Via Taverna praticheranno una serie di iniziative, che andranno da quelle sportive a quelle culturali con lo scopo di far aggregare e socializzare meglio i partecipanti a tale progetto”. In effetti le parole del Sindaco colgono in pieno lo scopo del progetto, infatti, come gia successo per lo scorso anno, i locali del plesso elementare diventeranno una grande ludoteca dove i bambini partecipanti a questo progetto saranno impegnati in una serie di attività sia educative che ricreative. Quindi un’estate di sport e cultura quella che si prospetta per i bambini morronesi.
Il Portavoce ed Addetto Stampa Comunale
Giuseppe Di Fonzo
Venezia - Roma & i Barbari
26 gennaio 2008 - 20 luglio 2008
Venezia
L'espansione sulle sponde del Mediterraneo ha costituito la prima occasione di incontro tra il mondo romano conquistatore e i Barbari. Roma, spesso vittoriosa affrontò tuttavia numerose sconfitte che la constrinsero a riportare il proprio confine in Europa lungo la linea Reno-Danubio.
L'arrivo dei Barbari constrinse l'arresto dell'avanzata dell'esercito romano.
Ma è proprio per causa loro che l'Impero Romano si sia distrutto?
Riportando alla memoria alcuni eventi quali i primi scontri tra romani e germani, evocando il sacro romano impero di Carlo Magno e i sacchi di Roma dei re Alarico e Genserico, il passaggio di Attila attraverso l'impero, la conversione di Clodoveo... La mostra 'Roma e i Barbari' ripercorre i secoli della conflittuale coesistenza dei due popoli.
Presentata sui tre piani di Palazzo Grassi, l'esposizione testimonierà ed evidenzierà la ricchezza artistica della tarda antichità e del primo Medioevo in Occidente in relazione con l'eredità classica romana.
Raccogliendo un gran numero di tesori archeologici provenienti dai più importanti musei d'Europa, Asia e America, alcuni dei quali saranno mostrati al pubblico per la prima volta, Roma e i Barbari illustrerà la grandiosità e l'abilità tecnica di quei popoli che hanno forgiato la cultura europea.
Info:
Palazzo Grassi
Venezia
tel.
Menta
NOME SCIENTIFICO:
Mentha species
FAMIGLIA:
Labiate
DESCRIZIONE:
Esistono più di 600 varietà di questa erbacea perenne rustica vigorosa a tal punto che si incrocia spontaneamente e dà vita a sempre nuove varietà. La vitalità della menta è tale da renderla addirittura una pianta infestante, per cui, se si ha poco spazio a disposizione, conviene interrarla con il vaso o comunque contenerne le radici con pietre profondamente infisse nel terreno. A seconda della specie a cui appartiene una pianta di menta può essere alta da qualche decina di centimetri a quasi un metro, o avere portamento strisciante. Le varietà erette vanno potate spesso per mantenere compatti i cespi e rinnovare la crescita, quelle striscianti sono perfettamente adatte alla formazione di profumati tappeti erbosi.
FOGLIE: Le foglie della menta sono ovali, più raramente rotonde, verdi, ma anche variegate con bordi crema o viola, sempre profondamente nervate.
FIORI:I piccoli fiori della menta, di color malva o lilla, sono riuniti in spighe apicali e sbocciano in estate.
HABITAT:
Tutte le mente prediligono terreni freschi, ma ben drenati e piuttosto ricchi di sostanze nutritive. COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE:
La menta cresce bene sia a mezz'ombra che in pieno sole. RIPRODUZIONE: Il metodo più semplice di moltiplicazione consiste nel dividere i cespi in primavera o in autunno, ma anche il metodo della talea dà solitamente buoni risultati; se si desidera seminare qualche varietà particolare è necessario farlo in primavera.
RACCOLTA:
Le foglie vanno raccolte poco tempo prima che appaiano i fiori.
CONSERVAZIONE:Solitamente i rametti di menta vengono essiccati, ma possono anche venir congelati.
PROPRIETA':
IN CUCINA: L'aroma della menta, inconfondibile e penetrante, è apprezzato soprattutto in estate quando diviene principale componente di sciroppi e tè ribfrescanti; le foglie vengono usate anche per insaporire le verdure o nei dolci al cioccolato.
SALUTE:
La ben nota Menta piperita ha proprietà digestive, antispasmodiche e antisettiche: l'infuso che si ottiene ponendo in una tazzina d'acqua pochi grammi di foglie secche o fresche, anche mischiate con altre di limoncina, tiglio o camomilla, è un buon digestivo.
Chi soffre di emicranie potrà trarre giovamento dalla menta in due modi: ponendo sulla parte dolente un impacco tiepido di foglie bollite in pochissima acqua e poste in una pezzuola, o bevendo la solita tisana ben calda. Sciacqui a base di menta alleviano anche il mal di gola. CURIOSITA':
Questa profumatissaima erba è, da sempre, simbolo dell'ospitalità, e il poeta latino Ovidio racconta come due modesti contadini, ricchi di antica cultura, strofinassero con foglie di menta il tavolo della cucina per renderlo profumato prima di servirvi il pranzo agli ospiti.
Era uso comune, nei tempi passati, spargere erbe profumate negli armadi e nelle stanze della casa, come oggi si fa con i deodoranti, e la menta era molto usata per questo scopo.
Pare infine che il forte liquore a base di menta piperita, ancora diffuso in tutta Europa e distillato in molti conventi, abbia avuto origine nel Medioevo, quando fu prodotto allo scopo di purificare l'acqua diluendovene alcune gocce.
Maggiorana
NOME SCIENTIFICO:Origanum majorana o Majorana hortensis
FAMIGLIA:
Labiate
DESCRIZIONE:La maggiorana appartiene alla famiglia dell'origano, è una perenne semi rustica che spesso viene coltivata come annuale. Questa pianta dal portamento eretto, apprezzata per il suo aroma speziato, può essere erbacea o suffruticosa e raggiungere anche mezzo metro di altezza.
FUSTO:
I fusti hanno colore verde screziato di rosso, assumono verso la base aspetto legnoso e radicano facilmente se toccano terra.
FOGLIE: Le foglie sono ovali, oblunghe, arrotondate all'apice e dotate di un corto picciolo. Il loro colore è verde pallido.
FIORI: I fiori della maggiorana possono essere bianchi o violetti, compaiono in estate e sono riuniti in pannocchie.
HABITAT:
I luoghi d'origine dell'Origanum majorana sono le terre dell'Africa settentrionale e dell'Asia occidentale; nei paesi dove cresce spontanea la maggiorana è perenne, mentre altrove viene generalmente coltivata come annuale o biennale.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE:
La maggiorana ama essere coltivata in pieno sole e in posizione riparata.
RIPRODUZIONE: Per ottenere nuove piante si può procedere in primavera alla semina, ma si deve tener presente che la germinazione è lenta; si può effettuare la divisione dei cespi sempre in primavera o in autunno; oppure si possono staccare delle talee all'inizio dell'estate.
CRESCITA:
Questa pianta aromatica predilige un terreno ricco, piuttosto secco e ben drenato. Tra cespo e cespo è bene lasciare una trentina di centimetri, in autunno si devono accorciare i rami di due terzi e, nelle zone molto fredde, proteggere i cespi. La maggiorana si può coltivare anche in vaso.
RACCOLTA:
Le giovano foglie si raccolgono in ogni periodo dell'anno, mentre le sommità fiorite vanno recise poco prima che sboccino, solitamente tra luglio e settembre.
CONSERVAZIONE:
Le foglie della maggiorana possono essere essiccate, congelate o poste a macerare in olio e aceto. Le infiorescenze si fanno essiccare all'ombra, come di consueto.
PROPRIETA':
IN CUCINA:
Quest'erba è strettamente affine all'origano. Perché mantenga intatte le sue proprietà va consumata cruda, dopo averla ben tritata, o va aggiunta alle pietanze negli ultimi momenti della cottura: è ottima per le carni, nei ripieni e negli umidi.
BELLEZZA:
Il decotto di infiorescenze di maggiorana profuma soavemente l'acqua del bagno; poche gocce di olio essenziale sparse sul cuscino facilitano il sonno, grande alleato della bellezza.
SALUTE:
L'infuso di quest'erba è ottimo nei casi di digestione difficile, contro i dolori addominali e le nevralgie. Per curare tossi e raffreddori si usa per inalazione o nei suffumigi.
CURIOSITA':
I Greci ritenevano la maggiorana un dono di Afrodite e quindi la associavano all'idea di felicità.
Dal Medio Evo essa fu sempre coltivata negli orti europei; pare che le sue foglie strofinate sui mobili e sui pavimenti di legno li rendano particolarmente lucenti; foglie e fiori racchiusi in sacchetti odorosi profumano delicatamente la biancheria.
Erba Cipollina
NOME SCIENTIFICO:
Allium schoenoprasum
FAMIGLIA: Gigliacee
DESCRIZIONE:Questa pianta perenne, appartenente al genere Allium, è una bulbosa rustica che forma cespi molto fitti, alti anche una trentina di centimetri.
FOGLIE:
Le foglie di queste piante sono fini, cilindriche, erette, di un bel colore glauco
FIORI: A fine primavera o in estate appaiono i piccoli e graziosi fiori sferici, comunemente di un bel color malva, più raramente bianco-rosati. Per avere steli più aromatici e non esaurire le piante è consigliabile recidere però i fiori non appena sono sbocciati; in ogni caso ne appariranno altri dopo poche settimane.
HABITAT:
Il paese d'origine dell'erba cipollina sembra essere la Cina, ove quest'erba, che predilige come substrato un terreno fresco e ricco, era apprezzata già quattromila anni or sono ed è comunemente usata in cucina.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE: L'erba cipollina ama il sole, ma tollera anche una posizione a mezz'ombra, in quanto gradisce una certa umidità nel terreno.
RIPRODUZIONE:
Il metodo più semplice per moltiplicare l'erba cipollina consiste nel dividere i cespi, in questo caso naturalmente i fiori saranno identici per colore a quelli della pianta madre. Se invece si procede alla moltiplicazione seguendo il metodo della semina si possono ottenere fiori di vari colori: dal bianco rosato fino al viola.
CRESCITA:
Le cure da seguire per ottenere un buon risultato nella coltivazione dell'Allium schoenoprasum sono molto semplici e consistono nello sfoltire i cespi troppo compatti, nel mantenere al terreno un giusto grado di umidità e nel concimarlo regolarmente all'incirca una volta al mese. L'erba cipollina si coltiva senza problemi anche in vaso.
RACCOLTA: Si tagliano le foglie a seconda delle proprie necessità, avendo l'accortezza di non reciderle alla base, ma di lasciarne qualche centimetro in modo da favorire la ricrescita.
CONSERVAZIONE:Le foglie si essiccano o si congelano. Quelle essiccate si bagnano con del succo di limone quando si desidera reidratarle.
PROPRIETA':
IN CUCINA: Chi gradisce il sapore della cipolla, ma non la digerisce quando la aggiunge cruda alle insalate, può sostituirla con qualche foglia di erba cipollina ben affettata. La digestione è assicurata, anzi facilitata, e inoltre l'alito non darà problemi.
Dragoncello
NOME SCIENTIFICO:Artemisia dracunculus
FAMIGLIA:
Composite
DESCRIZIONE:
Il dragoncello è un'erba perenne che forma un cespuglio alto più di mezzo metro. Si adatta bene alla coltivazione in vaso.
FUSTO:
I gambi sono eretti, di colore verde marrone, molto fragili alla base.
FOGLIE:
Le foglie del dragoncello sono allungate, strette e di un bel colore verde brillante. Nella loro pagina inferiore sono cosparse di ghiandole oleose contenenti un aroma gradevole, caldo, pepato.
FIORI: I fiori del dragoncello sono piccoli, sferici, bianco verdastri e piuttosto insignificanti dal punto di vista estetico, ma vengono usati anch'essi per aromatizzare insalate e conserve.
HABITAT:
Il terreno di coltivazione deve preferibilmente essere ben concimato, leggero e non umido.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE:
Anche il dragoncello predilige una posizione soleggiata e riparata. Sopporta temperature di qualche grado superiori allo zero, ma dove gli inverni sono molto rigidi le radici e i cespi, dopo una leggera potatura autunnale, vanno protetti con uno spesso strato di paglia o foglie.
RIPRODUZIONE:
Il dragoncello si puo seminare in primavera, ma è molto semplice anche moltiplicarlo dividendo i cespi, sempre in primavera, o facendo talee, in estate.
CRESCITA: La coltivazione di quest'erbacea non presenta particolari difficoltà: tra cespo e cespo è necessario lasciare circa una quarantina di centimetri e come unico accorgimento colturale, quando si raccolgono le foglie, non si devono asportare più di due terzi dei rami, altrimenti si blocca la crescita.
RACCOLTA:
Le foglie possono venir raccolte quando si desidera, ma il periodo migliore è l'estate.
CONSERVAZIONE:
E' difficile far mantenere l'aroma alle foglie che, una volta essiccate, acquistano facilmente odore di fieno; si può comunque tentare di conservarlo con la congelazione.
PROPRIETA':
IN CUCINA: Questa erba ha un'importanza notevole nella cucina francese per il largo uso che ne viene fatto come aromatizzante. Si impiega nelle salse, nelle insalate, nei piatti di pesce e di pollame, nelle frittate.
SALUTE:
L'infuso di dragoncello stimola l'appetito ed esercita un'azione tonica e digestiva.
CURIOSITA':
Il nome latino significa "piccolo drago" e ci si chiede se derivi dal suo sapore pungente o dalle radici che hanno forma di serpente. Il nome francese con il quale è molto nota è "estragon".
Crescione
NOME SCIENTIFICO:
Nasturtium officinale, detto anche crescione d'acqua
FAMIGLIA:
Crocifere
DESCRIZIONE:Il crescione d'acqua è un'erba perenne, d'aspetto liscio e lucente, conosciuta fin dall'antichità come "l'insalata che guarisce"; il consumo delle sue foglie è però consigliabile solo a coloro che godono buona salute e sempre in quantità moderata.
FUSTO: I fusti del crescione d'acqua sono cavi e angolosi, deboli e spesso striscianti, emettono facilmente radici nella parte inferiore; quando sono eretti la loro altezza può raggiungere il mezzo metro.
FOGLIE:
Le foglie, alternate lungo il fusto, sono indivise o tripartite nella parte inferiore dello stelo, mentre divengono imparipennate, cioè composte da foglioline di forma ovale e di consistenza leggermente cerosa, opposte lungo una nervatura centrale e da una foglia terminale più grande e quasi rotonda, nella parte superiore dello stesso. I margini delle foglie possono essere interi o dentati.
FIORI:
I piccoli fiori bianchi, riuniti in modesti corimbi, sono formati da quattro petali e fioriscono tra aprile ed agosto a seconda delle località.
HABITAT:
Il Nasturtium officinale è detto comunemente crescione d'acqua proprio perché cresce nei pressi di fossi e ruscelli o comunque nelle zone boschive umide. Un tempo questa erba si trovava con una certa frequenza, oggi a causa dell'inquinamento delle acque la sua diffusione è molto ridotta. Naturalmente, a tutela della salute, occorre accertarsi che il corso d'acqua da cui l'erba trae nutrimento non sia inquinato, altrimenti il suo consumo darebbe luogo a un'intossicazione simile a quella che si genera quando si ingeriscono cibi avariati. La cottura in acqua salata infatti, mentre uccide gli eventuali germi, attenua fortemente le proprietà della pianta. COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE:
Una esposizione ombrosa è prediletta dal crescione che ama l'umidità.
RIPRODUZIONE:
La moltiplicazione del crescione si effettua per semina primaverile o per divisione dei cespi.
CRESCITA:
Le piante del crescione crescono presso i fossi, e talora anche nelle acque stesse, purché limpide e poco mosse; i cespi di crescione d'acqua possono venire coltivate anche in un angolo ombroso del giardino ove il terreno venga sempre mantenuto umido.
RACCOLTA:
Si raccolgono le foglie tenere prima della fioritura, avendo cura di non estirpare le radici e le piante quando sono in fiore, cioè tra maggio e agosto.
CONSERVAZIONE:
Le piantine vanno conservate fresche, ponendole in sabbia umida, in quanto l'essiccazione determina la perdita delle proprietà.
PROPRIETA':
IN CUCINA:
Sia per il sapore piccante di quest'erba che non sempre riesce gradito, sia per le sue caratteristiche è consigliabile consumare il crescione d'acqua con moderazione, mischiandolo con altre erbe da insalata, quali il tarassaco, il piattello, l'aglio orsino e il radicchio selvatico.
BELLEZZA:
Pare che frizionando il succo di crescione, posto in un uguale quantitativo di alcool a 90°, sul cuoio capelluto si arresti, o comunque rallenti, la caduta del capelli.
SALUTE::
Le foglie di crescione d'acqua, mangiate fresche in insalata, arricchiscono l'organismo di vitamine e sali minerali e agiscono come depurativo, ma vanno consumate in quantità limitata e solo da chi gode buona salute.
CURIOSITA':Se viene cotta quest'erba perde quasi totalmente la sua efficacia medicinale, dunque è importante ricordarsi di consumarla cruda dopo essersi accertati che sia cresciuta presso acque pure.
Aglio
NOME SCIENTIFICO:Allium sativum
FAMIGLIA:
Gigliacee
DESCRIZIONE:
L'aglio comunemente coltivato nei paesi dell'Europa meridionale, dove il suo bulbo viene molto usato per insaporire i cibi, è l'Allium sativum, una perenne a radice bulbosa. In Italia crescono spontanee una trentina di specie di aglio, tra cui l'Allium ursinum, l'Allium vineale e l'Allium oleraceum; in tutto il mondo ne sono presenti più di trecento e le piante sono alte da una ventina di centimetri a oltre un metro.
BULBO: Generalmente il bulbo dell'aglio da cucina è composto da più spicchi arcuati avvolti da membrane dalla consistenza cartacea, più raramente si presenta formato da un unico spicchio.
FOGLIE: Le foglie dell'aglio, le cui dimensioni dipendono dall'età del cespo e dalla fertilità del suolo, sono cave, un po'appiattite, rivolte all'indietro, di un bel colore verde intenso e lucente, solitamente sono aromatiche.
FIORI: Quando fiorisce l'aglio emette un rigido stelo sulla sommità del quale appare l'infiorescenza. Normalmente si evita che vada a fiore l'aglio da cucina, ma altri tipi di aglio sono decisamente decorativi e vengono coltivati proprio per le interessanti infiorescenze a ombrella. I fiori appaiono in tarda primavera, o inizio estate, e possono essere bianchi, rosa, violetti, giallo, porpora o azzurri; durano a lungo anche dopo essere stati recisi. Per ottenere fiori particolarmente belli si consiglia di lasciare indisturbati i bulbi per alcuni anni.
HABITAT:Le regioni d'origine di questa specie sono le zone temperate dell'emisfero settentrionale.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE: L'Allium sativum ama una posizione soleggiata e un terreno ben drenato: i bulbi infatti temono i ristagni d'acqua che, oltre ad impedire il completo sviluppo dei bulbi, favoriscono i marciumi.
L'Allium ursinum invece predilige la mezz'ombra, i terreni boschivi torbosi e umidi.
RIPRODUZIONE:
I bulbilli, detti comunemente e impropriamente spicchi, si interrano in autunno o all'inizio della primavera avendo l'accortezza di non capovolgerli, ma di mantenere loro lo stesso orientamento che avevano nel bulbo. Si mettono a dimora in file parallele distanti una trentina di centimetri, mentre si lascia tra un bulbillo e il successivo circa una ventina di centimetri. Vanno infine ricoperti con circa cinque centimetri di terra ben sciolta.
CRESCITA: Per favorire la crescita delle piantine si deve arricchire il terreno con solfato potassico o con cenere di legna, che è ricca di questo elemento gradito a tutti i bulbi. In primavera è importante tener sarchiato il terreno, per mantenerlo smosso ed evitare la crescita delle malerbe. L'aglio non ha particolari esigenze riguardo alle temperature.
RACCOLTA:
L'Allium sativum si raccoglie quando le sue foglie sono seccate, solitamente verso la metà del mese di luglio.
CONSERVAZIONE:
Dopo la raccolta l'aglio va lasciato seccare per una decina di giorni in luogo asciutto e aereato. Si conserva quindi per diversi mesi perdendo solo in minima parte le sue caratteristiche.
PROPRIETA':
IN CUCINA:
L'aglio è presente come elemento base in infinite ricette della cucina mediterranea. Chi desidera attenuarne l'odore, che è tanto persistente quanto poco gradito, può masticare qualche foglia di prezzemolo crudo o un chicco di caffè.
SALUTE:
Le proprietà terapeutiche dell'aglio sono note fin dall'antichità: l'Allium sativum, ricco di vitamine, di ferro, di zolfo e di iodio disintossica l'organismo ed esercita un'azione antibiotica. Utile come vermifugo e come disinfettante intestinale depura il sangue, combatte l'ipertensione, previene i raffreddori e migliora la memoria.
Le foglie dell'Allium ursinum consumate fresche in primavera al posto del prezzemolo costituiscono un ottimo depurativo e migliorano decisamente l'aspetto della pelle. CURIOSITA':
Un bulbo d'aglio sotterrato presso ogni cespo di rose non danneggia il soave profumo dei fiori (anzi pare lo intensifichi), ed esercita il benefico effetto di tenere lontani gli afidi, in quanto le radici delle rose assorbono una sostanza, contenuta nell'aglio, che si rivela un insetticida efficacissimo. In caso di siccità è necessario ricordarsi di annaffiare il terreno per facilitare l'assorbimento delle sostanze attive e ottenere lo stupefacente e gradito risultato.
Prezzemolo
NOME SCIENTIFICO: Petroselinum sativum, prezzemolo comune, Petroselinum crispum, prezzemolo riccio
FAMIGLIA:
Ombrellifere
DESCRIZIONE:
Il prezzemolo è una pianta erbacea rustica che nel suo primo anno di vita produce un bel ciuffo di foglie decorative, profumate e commestibili, sorrette da robusti steli alti anche una quarantina di centimetri; quest'erba è perenne quando è spontanea, biennale se coltivata.
FUSTO:
Una robusta radice a fittone sostiene un fusto eretto, ramificato, di colore verde scuro, commestibile
FOGLIE:
Le belle foglie, sempre finemente incise, possono essere piatte o arricciate a seconda della varietà; sono molto ricche di vitamine A, B e C e di sali minerali.
FIORI:Sbocciano solo nel corso del secondo anno di coltivazione, sono riuniti in ombrelle e il loro colore è bianco tendente al verde.
FRUTTI: I piccoli semi del prezzemolo contengono sostanze che possono risultare tossiche.
HABITAT:
Questa erbacea originaria dell'Africa settentrionale e dell'Asia Minore, predilige i luoghi freschi e i terreni fertili e ben drenati; non vegeta bene nei terreni troppo compatti, che vanno quindi lavorati a fondo prima della semina.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE:
Si può coltivare sia in pieno sole che a mezz'ombra
RIPRODUZIONE:
Il prezzemolo si semina da primavera alla fine dell'estate; se la temperatura è bassa germina lentamente, in circa un mese, se è ideale (cioè attorno ai 18°) impiega una quindicina di giorni. Per favorire la germinazione risulta utile porre i semi per una notte in acqua calda prima della semina. E' indispensabile tener costantemente umido il terreno durante la germinazione.
CRESCITA: E' consigliabile evitare il trapianto delle piantine, e limitarsi a sfoltire quelle in eccesso lasciando una ventina di centimetri tra un cespo e il successivo. Dalla primavera all'autunno, dopo aver effettuato la raccolta dei gambi da usare freschi, si consiglia di annaffiare regolarmente i cespi per favorire l'emissione di nuove foglie. Per poter coltivare il prezzemolo nel periodo invernale, quando le temperature raggiungono lo zero, è necessario proteggerlo con teli di plastica.
RACCOLTA:
I gambi non vanno mai tagliati alla base, ma un po' in alto, in modo che si formino nuovi steli. Anche le radici contengono notevoli quantità di aroma, ma possono essere raccolte solo alla fine del ciclo vitale delle piante, cioè nell'autunno del secondo anno di coltivazione.
CONSERVAZIONE:
Le foglie quando non si possono consumare fresche, vanno essiccate o congelate.
PROPRIETA':
IN CUCINA:
Questa erba, tritata finemente, insaporisce gradevolmente quasi tutti i piatti della cucina mediterranea e possiede infinite qualità, va però consumata cruda perché non si perdano sapore e benefici, o comunque aggiunta sempre a fine cottura.
BELLEZZA: Per rinforzare i capelli e mantenerli sani è bene sciacquarli con un infuso di prezzemolo. SALUTE: Le foglie crude, se masticate, rinfrescano l'alito e migliorano lo stato di salute della pelle; mentre frullate e ridotte in unguento (con l'aggiunta di un poco di acqua di rose) sono un buon calmante per gli occhi arrossati. Un decotto di radici infine ha un blando effetto lassativo.
CURIOSITA':
Il prezzemolo era conosciuto e apprezzato già dai Greci e dai Romani che lo usavano per incoronare i vincitori dei giochi, per decorare tombe e aiuole e per i suoi poteri terapeutici.
Basilico
NOME SCIENTIFICO:
Ocinum Basilicum
FAMIGLIA:
Laminacee
DESCRIZIONE:
Pianta annuale,erbacea e talvolta arbustiva
FUSTO:
Eretto, ramificato in alto, cresce a cespugli frondosi alti 40 - 50 cm.
FOGLIE:Di colore verde brillante e piuttosto carnose, sono ovali con i margini dentellati; la superficie è glabra e lucida, talvolta bollosa.
FIORI:Piccoli, profumati con i boccioli biancastri, in mazzi circolari di sei, posti al di sopra di una coppia di piccole foglie; la corolla è di colore biancastro o rosa; fioriscono a tarda estate.
FRUTTI:I semi sono lunghi 1 mm, di colore marrone scuro contenuti a gruppi di quattro nelle corolle dei fiori. HABITAT:
Originaria di paesi tropicali come Asia ed Africa, la pianta fu importata dai Romani. Per la sua origine tropicale è sempre coltivata e non si naturalizza mai. E’ perenne nelle regioni sub-tropicali.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE: Soleggiata/ l’esposizione in piena luce, aumentando la traspirazione, aumenta la “forza” del suo profumo. Proteggere dal vento, gelo e sole meridiano bruciante.
RIPRODUZIONE:
Seminare preferibilmente da Febbraio - Marzo (quando la temperatura non scende più sotto i 10 - 12 °C) in luoghi riparati; passato il rischio del gelo, o comunque quando le piante hanno emesso 4 - 5 foglie, trapiantare in vasi o terreno a 30 cm di distanza l’una dall’altra.
CRESCITA:
La pianta ha esigenza continua di elementi fertilizzanti e umidità nel terreno, che però non va innaffiato troppo in quanto le piantine sono soggette a marciume: bagnare a mezzogiorno, non di sera: spruzzare le foglie con acqua calda. Si coltiva bene in casa.
RACCOLTA: Le foglie si raccolgono da Maggio a Settembre, mano a mano che raggiungono la loro massima dimensione, recidendole alla loro inserzione sul fusto. Le sommità fiorite si raccolgono in Luglio - Settembre, tagliando il fusto con le forbici, due o tre foglie al di sotto dell’inflorescenza; per prolungare la fase vegetativa della pianta sopprimere le inflorescenze mano a mano che si formano.
CONSERVAZIONE:Congelare o essiccare le foglie in luogo ben aerato e in ombra (da evitare accuratamente il sole). Prima di congelare, pennellare i due lati con olio d’oliva. Conservare le foglie intere in olio d’oliva con sale in vasi di vetro o porcellana al riparo da luce ed umidità. Conservare sott’olio o aceto.
PROPRIETA': Digestive, antispasmodiche, aromatiche, antinfiammatorie.
IN CUCINA: Indispensabile nei piatti mediterranei. Si addice molto bene a pomodori, zucche, zucchini, Fagioli, funghi, insalate di riso; il suo aroma è abbastanza forte da competere con l’aglio, e insieme formano la classica salsa genovese “al pesto”. La foglia fresca ha un profumo dolce ottima per esaltare il sapore dei pomodori freschi e dell’olio d’oliva. La cottura ne esalta il gusto forte; largamente usato anche nella preparazione di conserve e liquori.
BELLEZZA:L’infuso fresco di foglie e fiori di Basilico è ottimo per un bagno ristoratore.
SALUTE:
Usato nella pratica erboristica per stimolare i processi digestivi e per attenuare i crampi allo stomaco sottoforma di decotto. Se lasciato a macerare nel vino per qualche ora, risulta un ottimo tonico; l’olio essenziale di basilico alleggerisce la fatica mentale.
CURIOSITA':
Il Basilico è una pianta aromatica originaria delle zone calde dell’Asia e dell’Africa. Il nome deriva dal greco “Basilikòs”, che significa “regale”, ad indicare che questa era già considerata nell’antichità come la “regina delle erbe”. Racconti leggendari descrivono la tomba di Cristo Risorto arricchita da numerose piantine di Basilico, che ancora oggi vengono disposte ad ornare gli altari delle chiese ortodosse..Largamente utilizzata in cucina per aromatizzare pietanze o conserve, il Basilico si racconta abbia anche altri poteri: considerata un potente talismano, i contadini messicani portavano sempre qualche foglia con sé per “attirare” il denaro o ancora per attirare la persona amata: la pianta era sacra alla dea dell’amore. Altra proprietà particolare del Basilico è quella di tenere lontane le mosche: per questo motivo si usa collocare i vasi di questa pianta sui davanzali delle finestre.
Salvia
NOME SCIENTIFICO:Salvia officinalis
FAMIGLIA: Labiate
DESCRIZIONE:Al genere delle salvie appartengono circa 500 specie diverse, molte delle quali sono spontanee nel bacino mediterraneo. Esistono salvie perenni e altre annuali, molte vengono coltivate esclusivamente per il valore decorativo dei loro fiori imbutiformi, che si ergono su alti steli. Gli arbusti di Salvia officinalis, la comune erba salvia, sempreverdi e rustici, solitamente compatti ed eleganti, a pieno sviluppo possono raggiungere anche un metro di altezza.
FUSTO:
Dapprima verde e ricoperto da lanugine, il fusto diviene legnoso a partire dal secondo anno di coltivazione.
FOGLIE:Le foglie di salvia hanno forma ovale lanceolata, margini variamente dentellati e comunemente colore grigio verde con riflessi argentei, ma vi sono anche foglie variegate di rosa e di bianco-crema; la loro pagina superiore si presenta spessa e vellutata, quella inferiore ruvida e con nervature molto pronunciate. Se sulle foglie compaiono delle macchie ciò indica una sofferenza del cespo.
FIORI:
La Salvia officinalis è un’aromatica che non sfigura accostata alle piante da fiore: i boccioli di un bel azzurro-violaceo appaiono numerosi all’inizio dell’estate. Una delle varietà più apprezzate per la fioritura è la Salvia patens, detta "salvia genziana" per l’intenso colore delle sue tardive infiorescenze azzurre. Molto coltivata è pure la Salvia splendens, dai fiori solitamente di un bel rosso brillante, ma anche bianchi o rosa. Per ottenere una fioritura prolungata da maggio fino a settembre, è consigliabile recidere le infiorescenze appassite.
FRUTTI: Si formano alla base dei fiori e contengono i minuscoli semi ovoidali di colore marrone scuro.
HABITAT:La salvia è diffusa nelle zone temperate di tutto il mondo, preferisce un terreno soffice, ma si adatta anche a un substrato arido e sassoso; sopporta il gelo, ma dove le temperature scendono di molti gradi sotto lo zero è comunque opportuno proteggere il cespo. La salvia non teme la siccità, ma teme i ristagni d’acqua, in presenza dei quali le sue foglie anneriscono.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE: Tutte le varietà di salvia gradiscono una posizione soleggiata e calda.
RIPRODUZIONE:
Si possono ottenere nuove piante per semina, tramite talee semilegnose prelevate nella tarda primavera o per mezzo della divisione dei cespi da effettuarsi in autunno.
CRESCITA: I cespugli di Salvia officinalis, erba tanto usata in cucina quanto benefica per la salute, desiderano godere di un certo spazio per le loro radici, e se quest’ultime non hanno possibilità di espandersi le foglie si macchiano di giallo. Per ottenere arbusti compatti è bene potarli spesso, ma sempre in modo leggero, cioè senza mai toccare la parte legnosa. Potature esagerate portano al deperimento dei cespi che vanno in genere rinnovati ogni quattro o cinque anni. La salvia si può coltivare in vaso, purché il terriccio sia sabbioso, e anche in appartamento, purché in posizione molto luminosa .
RACCOLTA: Il momento migliore per procedere alla raccolta delle foglie è poco prima della fioritura: l’essiccazione deve avvenire lentamente e all’ombra. Le sommità fiorite vanno colte tagliando anche una porzione erbacea del fusto.
CONSERVAZIONE:
Le foglie e i fiori si conservano in barattoli a chiusura ermetica: manterranno così intatte le loro caratteristiche per circa tre anni.
PROPRIETA’:
IN CUCINA:
La Salvia officinalis è molto apprezzata dai cuochi perché aggiunge sapore a molte pietanze e digeribilità alle carni grasse. Di norma si ritiene inutile mischiarla ad altri aromi, in quanto il suo profumo fortemente predominante annulla gli altri. Quest’erba è ideale per aromatizzare il burro o l’aceto. Una ricetta semplice e stuzzicante a base di salvia è la seguente: Si raccolgono le foglie più grandi e, dopo averle lavate e asciugate, si immergono nella pastella per fritture (composta di farina, acqua, olio e un pizzico di sale e da un albume montato a neve) quindi si dorano, ponendole per pochi minuti nell’olio bollente, e si gustano ben calde.
BELLEZZA:
Le foglie fresche strofinate sui denti li rendono più bianchi e purificano l’alito. Il decotto di salvia si usa, in fase di risciacquo, per mantenere il colore ai capelli scuri, e picchiettato sulla pelle del viso esercita una funzione detergente e astringente.
SALUTE:
Una tisana di Salvia officinalis, ottenuta immergendo qualche foglia fresca in una tazza d’acqua bollente, favorisce la digestione, esercita una funzione antinfiammatoria sul cavo orale e calma gli accessi di tosse. Inoltre diminuisce la sudorazione dovuta a stanchezza, abbassa il livello della glicemia e agisce come antidepressivo.
CURIOSITA’: Il nome salvia deriva dall’aggettivo latino "salvus" che significa "salvo, sano" e ciò indica che già nell’antichità quest’erba era apprezzata per le sue proprietà medicamentose. Presso i Romani la salvia era ritenuta sacra, era simbolo di vita e anche nel Medioevo si riteneva avesse poteri magici come quello di dare all’uomo la longevità.
FONTINA DOP
FONTINA DOP
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale e industriale,
d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 90 giorni
Produzione: tutto l’anno (alpeggio estiva)
Grassi: 45% MGSS
Peso: 8-18 kg
Dimensioni: diametro 30-45 cm, h 7-10
Produttori: casari della Valle d’Aosta
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color giallo
paglierino, compatta, con fitta occhiatura
ad occhio di pernice o di dimensioni
maggiori
Sapore: intenso, con leggere note di fieno
e di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi.
Miele aromatico. Frutta fresca (mele e
pere). Pane nero di segale, polenta
Storia e curiosità
Il formaggio più noto e più tipico della Valle d’Aosta, alla base di ricette come la fondutavaldostana. Si produce con il latte di vacche delle razze autoctone pezzata nera e pezzata bruna: la
produzione di alpeggio, o comunque quella che salvaguarda le antiche tradizioni artigianali,
spiccano all’interno dell’offerta di questo prodotto, divenuta ormai qualitativamente assai
variegata.
Fontal
Fontal
Formaggio industriale, con buone caratteristiche organolettiche, il Fontal può essere comunque utilizzato in preparazioni e ricette che richiedano genericamente un formaggio a pasta semidura.
Latte vaccino, intero (45% MGSS), pastorizzato. 10-12 Kg.
SEIRASS DEL FIENO
SEIRASS DEL FIENO
Caratteristiche tecniche
Latte: siero di latte ovino e vaccino +
panna
Lavorazione: artigianale
Pasta: “ricotta”
Salatura: a secco
Stagionatura: alcune settimane
Produzione: mesi estivi
Grassi: 30% MGSS
Peso: 1-1,5 kg kg
Dimensioni: variabili
Produttori: casari della Val Pellice e delle
vallate adiacenti
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta avorio, con
leggera sfumatura paglierina all’esterno,
morbida, avvolta in fili di fieno verde
Sapore: delicato, ma con decise note di
frutta matura dovute al fieno in cui viene
stagionata
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi
amabili. Marmellata di mirtilli,
marmellata d’arancia, miele d’acacia.
Grissini piemontesi, “lingue di suocera”
Storia e curiosità
Antico metodo di conservazione del Seirass piemontese, che senza stravolgerne il sapore con la
salatura o l’affumicatura viene semplicemente avvolto nel fieno maggengo che lo protegge dagli
agenti esterni. Gusto molto più evoluto e aromatico rispetto a quello del prodotto fresco.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
RICOTTA OSSOLANA
RICOTTA OSSOLANA
Caratteristiche tecniche
Latte: siero di latte vaccino
Lavorazione: artigianale
Pasta: “ricotta”
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo un mese
Produzione: annuale
Grassi: 10% MGSS
Peso: 1,5 -2,5 kg
Dimensioni: variabili
Produttori: casari dell’Ossola
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta avorio,
morbida, che si fa compatta e dura con le
lunghe stagionature
Sapore: delicato, con le note
dell’affumicatura aromatica
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi.
Marmellata di mirtilli, miele d’acacia.
Pane nero di segale dell’Ossola
Storia e curiosità
La ricotta ossolana, prodotta nella caratteristica forma tondeggiante schiacciata sulla base di
appoggio, viene affumicata su braci di legno di ginepro. Se stagionata diversi mesi, o anche fino a
un anno, diventa un formaggio duro che, nella tradizione delle popolazioni Walser di lingua
tedesca che vivono in Ossola, si grattugia su un piatto di patate lesse calde cosparse di erba
cipollina tritata.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
SEIRASS
SEIRASS
Caratteristiche tecniche
Latte: siero di latte ovino e vaccino +
panna
Lavorazione: artigianale
Pasta: “ricotta”
Salatura: a secco
Stagionatura: assente
Produzione: mesi estivi
Grassi: 30% MGSS
Peso: 0,5 -1,5 kg kg
Dimensioni: variabili
Produttori: casari delle province
occidentali del Piemonte
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta avorio, molto
morbida, stillante siero
Sapore: delicato, con leggere note ovine e
il sapore della panna
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi
amabili. Marmellata di mirtilli,
marmellata d’arancia, miele d’acacia.
Grissini piemontesi
Storia e curiosità
“Seirass” (da “siero”) in dialetto piemontese significa “ricotta”. Rispetto alle ricotte del Centro
Italia il Seirass presenta una pasta molto più fine e omogenea, non granulare, e contiene una
generosa aggiunta di panna. Viene normalmente messo in commercio in sacchetti di garza di forma
conica, dei quali assume la forma: prodotto altamente deperibile, privo di conservanti, deve essere
consumato in tempi rapidi.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
RICOTTA PIEMONTESE DI PECORA
RICOTTA PIEMONTESE DI PECORA
Caratteristiche tecnicheLatte: siero di latte ovino + panna
Lavorazione: artigianale
Pasta: “ricotta”
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo un mese
Produzione: annuale
Grassi: 10% MGSS
Peso: 1,5 -2,5 kg
Dimensioni: variabili
Produttori: casari del basso Piemonte
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta avorio,
morbida, che si fa compatta e dura con le
lunghe stagionature, ricoprendosi
all’esterno di un leggero strato di muffe
Sapore: delicato, con le note del latte
ovino e della panna
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi.
Marmellata di mirtilli, miele d’acacia.
Pane integrale
Storia e curiosità
Si stagiona anche per diverse settimane in locali freschi e umidi: molto saporita anche per
l’aggiunta di panna.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
“MORTARÀT” MACCAGNETTA ALLE NOCI
“MORTARÀT” MACCAGNETTA ALLE NOCI
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: almeno un mese
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 0,5 – 1 kg ca
Dimensioni: diametro 10-20 cm
Produttori: casaro operante in provincia di
Biella
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta paglierina,
morbida e omogenea, lievemente occhiata,
insaporita con gherigli di noce. La crosta è
ricoperta di farina di mais macinata grossa
Sapore: Dolce e intenso
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi, corposi
e non troppo invecchiati. Mostarda d’uva.
Pane tipo baguette
Storia e curiosità
Appartiene a una numerosa famiglia di formaggi insaporiti con erbe aromatiche e spezie che nel
biellese sono tradizionalmente denominati “Mortaràt”. La forma schiacciata e scanalata, che
ricorda quella di un’ostrica, nasce dal telo in cui la cagliata viene strizzata a mano. La ricopertura
non aveva solo scopo decorativo o gastronomico, ma serviva in origine anche per agevolare la
conservazione del formaggio. La crosta non deve essere eliminata, ma piuttosto consumata insieme
al formaggio, che in questo modo viene degustato al meglio del suo sapore.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
MORTARÀT” MATTONELLA AL ROSMARINO
“MORTARÀT” MATTONELLA AL ROSMARINO
Caratteristiche tecnicheLatte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: almeno un mese
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 2-5 ca
Dimensioni: base 15x20-25 cm, h 10-15
Produttori: casaro operante in provincia di
Biella
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta avoriopaglierina,
semidura, lievemente occhiata.
La crosta è ricoperta di foglie di rosmarino
Sapore: delicato, con un lieve sentore di
rosmarino
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi, corposi
e non troppo invecchiati. Mostarda d’uva.
Pane tipo baguette
Storia e curiosità
Nella faccia superiore di questa varietà di “Mortaràt” vengono praticati dei tagli perpendicolari ai
lati, profondi 2-3 centimetri, nei quali vengono inserite le foglie di rosmarino che aromatizzeranno
la pasta.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
MORTARÀT” CIAMBELLA ALL’AGLIO
“MORTARÀT” CIAMBELLA ALL’AGLIO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: almeno un mese
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 2-4 kg ca
Dimensioni: diametro 20-25 cm
Produttori: casaro operante in provincia di
Biella
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta paglierina,
morbida e omogenea, lievemente occhiata,
aromatizzata all’aglio. La crosta è
ricoperta con un trito di aglio
Sapore: Intenso, ricco, ricorda quello dei
salumi aromatizzati all’aglio
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi, corposi
e non troppo invecchiati. Mostarda
piccante di frutta. Pane tipo baguette
Storia e curiosità
Sempre appartenente alla numerosa famiglia dei “Mortaràt”, all’interno della quale l’impiego
dell’aglio, raro nel mondo dei formaggi, rappresenta invece una tradizione.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
“MORTARÀT” CIAMBELLA ALLA PAPRIKA
“MORTARÀT” CIAMBELLA ALLA PAPRIKA
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: almeno un mese
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 0,5 – 1 kg ca
Dimensioni: diametro 10-20 cm
Produttori: casaro operante in provincia di
Biella
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta avoriopaglierina,
morbida e omogenea,
lievemente occhiata. La crosta è ricoperta
con un misto di erbe aromatiche, paprika e
fiocchi di cereali. Il tomino al centro è
aromatizzato all’aglio
Sapore: Intenso, ricco, con le note dei vari
aromi che la ricoprono
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi, corposi
e non troppo invecchiati. Mostarda d’uva.
Pane tipo baguette
Storia e curiosità
Altra varietà di “Mortaràt” biellese, con un bouquet di aromi alquanto variegato.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
MORTARÀT” MACCAGNETTA ALLE ERBE
“MORTARÀT” MACCAGNETTA ALLE ERBE
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: almeno un mese
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 0,5 – 1 kg ca
Dimensioni: diametro 10-20 cm
Produttori: casaro operante in provincia di
Biella
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta avoriopaglierina,
morbida e omogenea,
lievemente occhiata. La crosta è ricoperta
con un trito di erbe alpine e pepe nero
Sapore: Intenso, ricco, con le note delle
erbe che la ricoprono
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi, corposi
e non troppo invecchiati. Mostarda d’uva.
Pane tipo baguette
Storia e curiosità
Appartiene a una numerosa famiglia di formaggi insaporiti con erbe aromatiche e spezie che nel
biellese sono tradizionalmente denominati “Mortaràt” (dal “mortaio” in cui le spezie venivano
pestate). La forma schiacciata e scanalata, che ricorda quella di un’ostrica, nasce dal telo in cui la
cagliata viene strizzata a mano. La ricopertura non aveva solo scopo decorativo o gastronomico,
ma serviva in origine anche per agevolare la conservazione del formaggio. La crosta non deve
essere eliminata, ma piuttosto consumata insieme al formaggio, che in questo modo viene
degustato al meglio del suo sapore.
MACCAGNETTA UBRIACA: anziché sotto le erbe viene stagionata sotto le vinacce rosse del
Bramaterra, vitigno tipico del biellese.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
MORTARÀT
MORTARÀT
Vasta famiglia di formaggi biellesi, consistenti in cagliate di vari formati stagionate per breve periodo (la pasta rimane morbida) sotto aromi vegetali. Della nutrita gamma disponibile presentiamo solo le principali varianti.
Latte vaccino, intero (45% MGSS), crudo..
tiepida per favorire la maturazione.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMINO PIEMONTESE DA PADELLA
TOMINO PIEMONTESE DA PADELLA
Caratteristiche tecnicheLatte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: industriale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: in salamoia
Stagionatura: 20 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 0,1 kg
Dimensioni: diametro 4-5 cm, h 2
Produttori: caseifici piemontesi (province
di Torino e Cuneo)
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta avorio,
compatta, con rada occhiatura. Crosta
fiorita bianca
Sapore: dolce, latteo
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi e
birre. Confettura di pomodori rossi.
Grissini piemontesi
Storia e curiosità
Come dice il suo stesso nome, il Tomino da padella è particolarmente adatto alla cottura, che ne
esalta il sapore, non particolarmente accentuato, essendo prodotto con latte pastorizzato. La crosta
elastica e resistente impedisce che con il calore il prodotto si liquefaccia disperdendosi
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMINO PIEMONTESE FRESCO
TOMINO PIEMONTESE FRESCO
Caratteristiche tecnicheLatte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: industriale
Pasta: cruda
Salatura: in salamoia
Stagionatura: assente
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 0,1 kg
Dimensioni: diametro 4-5 cm, h 2
Produttori: caseifici piemontesi (province
di Torino e Cuneo)
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta bianca,
morbida, stillante siero
Sapore: latteo, acidulo
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi e
birre. Confettura di pomodori rossi.
Grissini piemontesi
Storia e curiosità
Questo tradizionale formaggio fresco piemontese, adatto per molte preparazioni a base per esempio
di erbe aromatiche tritate, viene venduto come le uova a dozzine, secondo l’antico sistema
sessagesimale: l’unità di misura più bassa è il quarto di dozzina, come il panetto mostrato nella
foto, che corrisponde appunto a circa tre tomini, da suddividere a cura del consumatore (un tomino
singolo, per le sue dimensioni troppo ridotte, non è vendibile). Due panetti costituiscono la mezza
dozzina e quattro panetti la dozzina.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
CAPRA PIEMONTE CLASSICA
CAPRA PIEMONTE CLASSICA
Caratteristiche tecnicheLatte: caprino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo venti giorni
Produzione: da febbraio-marzo a ottobre
Grassi: 40% MGSS
Peso: 500-600 g
Dimensioni: diametro 10-15 cm, h 4-5
Produttori: piccoli allevatori-casari del
cuneese
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta bianca,
morbida, con crosta fiorita grigiopaglierina
Sapore: con note ircine, leggermente
acidulo
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi
fruttati, birre chiare. Marmellata di
arancia, confettura di zucca e zenzero.
Frutta fresca, pane alle noci o all’uva
Storia e curiosità
Una robiola classica di capra di tradizione piemontese: poco stagionata, morbida, saporita, adatta
per essere gustata insieme al pane morbido e al vino giovane.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
FORMAGGIO DELLE LANGHE “TRIFULÌN”
FORMAGGIO DELLE LANGHE “TRIFULÌN”
Caratteristiche tecnicheLatte: vaccino-caprino, scremato, crudo o
pastorizzato
Lavorazione: artigianale
Pasta: pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 30 giorni
Produzione: luglio-novembre
Grassi: 35% MGSS
Peso: 0,5 kg
Dimensioni: diametro 8-10 cm, h 7-8
Produttori: caseifici della zona delle
Langhe
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina,
compatta, granulosa, con all’interno
piccoli pezzi di tartufo nero
Sapore: delicato, con sentori di castagna
bollita, note ircine e l’aroma del tartufo
nero
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi
fruttati, birre chiare. Marmellata di
arancia, confettura di zucca e zenzero.
Frutta fresca. Pane alle noci o all’uva,
pasta in bianco
Storia e curiosità
Si dice che anticamente l’aroma dei tartufi si trasmettesse attraverso il terreno ai formaggi messi a
stagionare in cantine scavate nei pressi dei boschi piemontesi: certamente questo prodotto (almeno
nella versione aromatizzata al prezioso tubero nero) è però nato di recente, nella scia della “moda”
del tartufo in tutte le sue manifestazioni.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
ROBIOLA D’ALBA
ROBIOLA D’ALBA
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: assente o facoltativa
Produzione: annuale
Grassi: 45% MGSS
Peso: 200-300 g
Dimensioni: diametro 10 cm, h 3
Produttori: caseifici del cuneese
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta avorio,
morbida ma abbastanza consistente
Sapore: dolce, leggermente acidulo, con
gli eventuali aromi aggiunti
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi
fruttati, birre chiare. Marmellata di
arancia, confettura di zucca e zenzero.
Frutta fresca, pane tipo “biove”
Storia e curiosità
Si consuma fresca o lievemente stagionata, eventualmente aromatizzata, com’è d’uso per alcuni
formaggi piemontesi, con piccoli pezzi di tartufo nero.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
PAGLIERINA APPASSITA
PAGLIERINA APPASSITA
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino-ovino-caprino, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo venti giorni
Produzione: annuale
Grassi: 45% MGSS
Peso: 200-300 g
Dimensioni: diametro 10-15 cm, h 2
Produttori: caseifici del torinese e del
cuneese
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
morbida, talvolta fondente, crosta fiorita
Sapore: dolce, latteo, con le note del latte
ovino e caprino e dei lieviti nobili della
crosta fiorita
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi
fruttati, birre chiare. Marmellata di
arancia, confettura di sambuco.Frutta
fresca. Pane alle noci o all’uva
Storia e curiosità
Classica formaggella piemontese di latte misto, stagionata per tradizione su graticci di paglia:
è tra i pochi formaggi italiani “a crosta fiorita”, ricoperta cioè da muffe e lieviti bianchi che
insaporiscono il formaggio e vanno consumati insieme alla pasta. Si segnala per la cura
impiegata nella scelta della materia prima e nella produzione.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TUMÌN DEL MELLO
TUMÌN DEL MELLO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 5 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 0,1 kg
Dimensioni: diametro 10-12 cm, h 1-2
Produttori: casari del Piemonte
occidentale
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina,
compatta, molto morbida, con rada
occhiatura. Crosta fiorita bianca
Sapore: dolce, latteo, intenso
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi e
birre. Confettura di pomodori rossi.
Grissini piemontesi
Storia e curiosità
Il classico Tomino artigianale piemontese, da non confondersi con le versioni industriali oggi
molto più note e diffuse. L’affinatura in grotta e il latte crudo lo portano a un particolare livello di
sapore.natura le forme vengono lavate quotidianamente con acqua
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
MURAZZANO DOP
MURAZZANO DOP
Caratteristiche tecniche
Latte: ovino-vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo dieci giorni
Produzione: annuale
Grassi: 50% MGSS
Peso: 300-400 g
Dimensioni: diametro 10-15 cm, h 3-4
Produttori: piccoli allevatori-casari della
zona tipica di produzione
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta avoriopaglierina,
morbida ma abbastanza
consistente
Sapore: leggermente acidulo negli
esemplari freschi, con note ovine
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi
fruttati, birre chiare. “Cugnà” (mostarda
piemontese a base di succo d’uva e
verdure). Frutta fresca, pane alle noci o
all’uva
Storia e curiositàSi produce in una trentina di Comuni del basso Piemonte, un territorio al centro del quale si trova il
Comune di Murazzano. Il latte vaccino nella sua produzione non può essere superiore a una
percentuale del 40%. Durante la stagio
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
ROBIOLA DELLE LANGHE UNO, DUE E TRE LATTI
ROBIOLA DELLE LANGHE UNO, DUE E TRE LATTI
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, ovino-vaccino, ovinovaccino-
caprino, crudo o pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo tre giorni
Produzione: annuale
Grassi: 45% MGSS
Peso: 100-300 g
Dimensioni: variabili
Produttori: caseifici della zona delle
Langhe
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta avorio
morbida, talvolta fondente, con crosta
fiorita
Sapore: dolce, latteo, con note persistenti
dovute ai lieviti della crosta; negli
esemplari a latte misto emergono note di
latte ovino e caprino
Abbinamenti suggeriti: Vini bianchi
fruttati, birre chiare. Marmellata di
arancia, confettura di zucca e zenzero.
Frutta fresca. Pane alle noci o all’uva
Storia e curiosità
Si tratta di una famiglia di piccole robiole prodotte nei caseifici delle Langhe, accomunate dalla
breve stagionatura e dalla fioritura della crosta, edibile con il formaggio poiché derivata dall’azione
di lieviti nobili: alcuni produzioni sono tuttavia di solo latte vaccino, altre misto a due o a tre latti.
Anche i formati e le dimensioni sono abbastanza differenti. La produzione di latte misto è tipica dei
mesi primaverili ed estivi, quando le capre e le pecore entrano nel periodo di produzione del latte.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA OVICAPRINA
TOMA OVICAPRINA
Caratteristiche tecniche
Latte: ovino, caprino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno (tranne inverno)
Grassi: 40% Mgss
Peso: 0,3-0,4 kg
Dimensioni: diametro 15 cm, h. 10
Produttori: casari delle valli cuneesi
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina,
compatta, con finissima occhiatura
Sapore: intenso, con note del latte ovino e
caprino
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi.
Miele aromatico. Frutta fresca (Pera
Passacrassana, ciliege…). Pane nero di
segale, polenta
Storia e curiosità
La percentuale di latte caprino si aggira intorno al 10-15%.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA OSSOLANA AL PRUNENT
TOMA OSSOLANA AL PRUNENT
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo o
pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco e in salamoia
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: autunno-invernale
Grassi: 45% MGSS
Peso: 5-7 kg
Dimensioni: diametro 30-40 cm, h. 10-15
Produttori: casari dell’Ossola
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color
paglierino intenso, compatta, con fitta
occhiatura ad occhio di pernice, crosta
viola scuro, tendente a schiarirsi con
l’affinamento
Sapore: intenso, piccante, con note di
frutta e di vino
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e aromatici. Gelatina al Recioto. Mostarda
piccante di zucca. Pane nero di segale,
polenta
Storia e curiosità
Si tratta di tome ossolane “di casa”, ossia di fondovalle, prodotte da un piccolo caseificio ossolano,
immerse per un breve periodo nel mosto del vitigno tipico dell’Ossola, il “Prunent” (varietà di
Nebbiolo), che non penetra nella forma – si limita a colorarne la crosta - ma la insaporisce. Si tratta
di una lavorazione recente, che però coniuga due prodotti con secoli di storia alle spalle, la Toma
Ossolana e il “Prunent”, che è anche il nome del principale vino che si produce in Ossola. La
stagionatura ottimale è di 4-5 mesi. Per l’affinamento della Toma Ossolana al Prunent Guffanti ha
recuperato nel piccolo paese montano di Oira, non lontano da Domodossola, una cantina
seicentesca annessa alla locale latteria turnaria.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA OSSOLANA STRAVECCHIA
TOMA OSSOLANA STRAVECCHIA
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo o pastorizz.
Lavorazione: artigianale e industriale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco e in salamoia
Stagionatura: minimo 7-8 mesi
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 5-7 kg
Dimensioni: diametro 30-40 cm, h. 10-15
Produttori: casari dell’Ossola
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color
paglierino intenso o scuro, molto
compatta, con fitta occhiatura ad occhio di
pernice
Sapore: intenso, con note di fieno, di fiori
secchi e di stalla, lievemente piccante
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati. Miele aromatico. Mostarda
piccante di frutta. Pane nero di segale,
polenta
Storia e curiositàLa stagionatura della Toma ossolana, sia d’alpeggio sia di casa, può anche raggiungere e superare
l’anno: in questo caso si parla di tome stravecchie, con caratteristiche molto particolari che le
rendono un vero e proprio formaggio “da meditazione”, per intenditori, da assaporare a piccole
scaglie, magari con un calice di un grande vino rosso invecchiato.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA OSSOLANA DI CASA
TOMA OSSOLANA DI CASA
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo o pastorizz.
Lavorazione: artigianale e industriale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco e in salamoia
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 5-7 kg
Dimensioni: diametro 30-40 cm, h. 10-15
Produttori: casari dell’Ossola
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta color giallo
paglierino, compatta, con fitta occhiatura
ad occhio di pernice
Sapore: intenso, con note di erba o fieno e
di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi.
Miele aromatico. Frutta fresca (Pera
Passacrassana, ciliege…). Pane nero di
segale, polenta
Storia e curiosità
Per “casa” in Ossola si intende il caseificio di fondovalle, contrapposto all’alpeggio d’alta
montagna. Guffanti impiega particolare attenzione della selezione dei produttori con elevati
standard qualitativi: spesso si tratta degli stessi alpigiani che nei mesi dell’anno in cui restano a
fondovalle si dedicano alle tome “di casa” con la stessa abilità dimostrata in alpeggio, anche se la
materia prima (cioè il latte) è diversa, priva dei sapori trasmessi dalla flora di alta montagna.
Importante la produzione della Valle Antigorio, una delle vallate dell’Ossola, dove è stata ripresa
la lavorazione tradizionale a latte crudo.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOME OSSOLANE DI ALPEGGIO
TOME OSSOLANE DI ALPEGGIO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco e in salamoia
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: estiva
Grassi: 45% MGSS
Peso: 5-7 kg
Dimensioni: diametro 30-40 cm, h. 10-15
Produttori: casari alpigiani dell’alta Val
d’Ossola
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color
paglierino intenso, compatta, con fitta
occhiatura ad occhio di pernice o più
grande
Sapore: molto intenso, saporito, con note
di erbe alpine e di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi.
Miele aromatico. Frutta fresca (pera
Passacrassana). Pane nero di segale,
polenta
Storia e curiosità
La storia dello sfruttamento degli alpeggi in Val d’Ossola è documentata fin da prima dell’anno
Mille. La montagna ossolana offre, anche ad alta quota, distese ampie e ben riparate dai venti per il
pascolo degli animali, e da queste caratteristiche gli alpigiani locali attraverso i secoli hanno saputo
trarre formaggi di grandissimo pregio. Il più celebre alpeggio ossolano è quello di Bettelmatt, in
alta Val Formazza, ma non meno importanti sono quelli di Toggia, Kastel, Sangiatto, Lago
Vannino e altri ancora, per esempio nelle vicine Val Bognanco e Val Divedro. Produzioni
limitatissime, di poche centinaia di forme all’anno ciascuna, lavorate nei mesi di luglio e agosto e
fatte ridiscendere a valle a dorso di mulo o, negli ultimi anni, in elicottero.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA VALSESIA
TOMA VALSESIA
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo o pastorizz.
Lavorazione: artigianale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 30 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 2 kg
Dimensioni: diametro 20-22 cm, h 10
Produttori: casari della Valsesia
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color avorio o
paglierino più o meno intenso a seconda
della stagionatura, compatta, con
occhiatura piccola
Sapore: dolce, intenso, con sentori lattei
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi e
bianchi. Frutta fresca. Mostarda di zucca.
Pane nero di segale, polenta
Storia e curiosità
Tipica toma piemontese grassa particolarmente adatta a un consumo dopo una stagionatura non
troppo lunga.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
SORA
SORA
Caratteristiche tecnicheLatte: vaccino-ovino-caprino, intero,
crudo o pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 20 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 3-4 kg
Dimensioni: base 15-20x15-20 cm, h. 6-7
Produttori: caseifici della provincia di
Cuneo e aree limitrofe
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta avorio o
paglierina compatta, elastica, con piccola
o media occhiatura
Sapore: intenso, con le note del latte
ovino e caprino: “pizzica” in bocca
quando è lungamente stagionata
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi, birre
scure. Confettura di uva e di pomodoro
verde. Pane integrale
Storia e curiosità“Sora” in dialetto piemontese è la suola delle scarpe, cui questo formaggio squadrato, dallo scalzo
basso, veniva scherzosamente comparato, soprattutto dopo una lunga stagionatura. Molto celebre la
produzione dell’alta valle del Tanaro, ai confini con la Liguria, benché la Sora venga prodotta un
po’ in tutto il cuneese e in alcune aree del torinese e dell’alessandrino. Imparentata con la
Raschera, anche per il “marchio” costituito dal segno della strizzatura su una faccia della forma, ne
differisce per le dimensioni più piccole e per l’uso del latte intero al posto di quello scremato.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA DELLA SERRA
TOMA DELLA SERRA
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 5-6 kg
Dimensioni: diametro 20-25 cm, h 10-15
Produttori: casari del biellese
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color giallo
paglierino più o meno intenso a seconda
della stagionatura, compatta, con
occhiatura piccola diffusa
Sapore: intenso, caratteristico, con note di
erba o fieno, e animali
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi.
Confettura piccante di pomodoro verde.
Pane nero di segale, polenta
Storia e curiosità
Classica “toma grassa” del biellese, di area prealpina (comprensorio della Serra), pastosa e
morbida: si produce soltanto con il latte di animali alimentati al pascolo o con fieno.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TESTÙN
TESTÙN
Caratteristiche tecniche
Latte: ovino-caprino, scremato, crudo o
pastorizzato
Lavorazione: artigianale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 35-40% MGSS
Peso: 5-8 kg
Dimensioni: diametro 30-35 cm, h. 10
Produttori: caseifici e casari delle vallate
cuneesi
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
dura, con occhiatura finissima o assente
Sapore: intenso, piccante, asciutto, con le
note del latte ovino e caprino
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati. Miele di castagno, mostarda
piccante di frutta. Pane di segale
Storia e curiosità
“Testùn” è il nome che nelle vallate occitaniche piemontesi viene dato al gregge misto di pecore e
di capre, col cui latte si produce questa toma, dove a prevalere quantitativamente è comunque il
latte ovino. Il Testùn, come il Bra, si consuma anche poco stagionato, ma generalmente viene
avviato a stagionature medio-lunghe, che possono raggiungere l’anno.
Una lavorazione particolare è il “Testùn barricato”, che viene affinato sotto vinacce di vino rosso
nel periodo autunnale.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA OVICAPRINA
TOMA OVICAPRINA
Caratteristiche tecniche
Latte: ovino, caprino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno (tranne inverno)
Grassi: 40% Mgss
Peso: 0,3-0,4 kg
Dimensioni: diametro 15 cm, h. 10
Produttori: casari delle valli cuneesi
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina,
compatta, con finissima occhiatura
Sapore: intenso, con note del latte ovino e
caprino
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi.
Miele aromatico. Frutta fresca (Pera
Passacrassana, ciliege…). Pane nero di
segale, polenta
Storia e curiosità
La percentuale di latte caprino si aggira intorno al 10-15%.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMETTA VALLE ELVO
TOMETTA VALLE ELVO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 15 giorni
Produzione: tutto l’anno (alpeggio estiva)
Grassi: 45% MGSS
Peso: 0,4-0,5 kg
Dimensioni: diametro 8-10 cm cm, h 5-8
Produttori: casari del biellese
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color
paglierino più o meno intenso a seconda
della stagionatura, compatta, con
occhiatura rada, crosta arancio
Sapore: intenso, dolce
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi. Frutta
fresca. Mostarda di zucca. Pane nero di
segale
Storia e curiosità
Di piccole dimensioni, ha la crosta colorata con zafferano: ne esiste anche una versione insaporita
al peperoncino e una all’erba cipollina.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA VALLE PELLICE
TOMA VALLE PELLICE
Caratteristiche tecnicheLatte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale, d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno (alpeggio estiva)
Grassi: 45% MGSS
Peso: 4-5 kg
Dimensioni: diametro 15-25 cm, h 10-12
Produttori: casari della Valle Pellice
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color giallo
paglierino più o meno intenso a seconda
della stagionatura, compatta, con
occhiatura piccola e diffusa
Sapore: intenso, dolce, con note di erba o
fieno e di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi. Frutta
fresca (pera Passacrassana). Mostarda di
zucca. Pane nero di segale, polenta
Storia e curiosità
Toma di montagna tipica della Valle Pellice, nel torinese, la stessa area dove si produce anche il
Seirass del fieno.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA DEL MACCAGNO
TOMA DEL MACCAGNO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale, d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 20 giorni
Produzione: tutto l’anno (alpeggio estiva)
Grassi: 45% MGSS
Peso: 3-4 kg
Dimensioni: diametro 15-25 cm, h 8-10
Produttori: casari del biellese
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color avorio o
giallo paglierino più o meno intenso a
seconda della stagionatura, compatta, con
occhiatura rada
Sapore: intenso, dolce, con note di erba o
fieno e sentori di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi. Frutta
fresca (pera Passacrassana). Mostarda di
zucca. Pane nero di segale, polenta
Storia e curiosità
“Maccagno” è il nome di un celebre alpeggio del biellese, alle cui produzioni si sono ispirate anche
le tome della pianura sottostante, riconoscibili per la crosta, trattata con zafferano, dal vistoso
colore arancione (che tende a farsi grigio con l’inoltrarsi della stagionatura).
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA PIEMONTESE DOP
TOMA PIEMONTESE DOP
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero o scremato, crudo o
pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco e in salamoia
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno (alpeggio estiva)
Grassi: 20-40% MGSS
Peso: 1,8-8 kg
Dimensioni: variabili
Produttori: casari piemontesi
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina,
compatta, con fitta occhiatura ad occhio di
pernice, o talvolta più grande
Sapore: intenso, con note di fieno e di
stalla, in qualche caso leggermente
amarognolo
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi.
Miele aromatico. Frutta fresca. Pane nero
di segale, polenta
Storia e curiosità
La denominazione di origine “Toma piemontese” è stata ufficialmente creata nel 1993,
raggruppando diverse produzioni di Tome del Piemonte in precedenza note col nome dell’area di
provenienza (alcune Tome tuttavia hanno mantenuto la propria specificità e la propria
denominazione). Per questo motivo, più che un formaggio dalla fisionomia precisa, la Toma
piemontese rappresenta semmai una famiglia di prodotti dalle caratteristiche abbastanza varie,
contemplando innanzi tutto la possibilità che il latte di base sia intero o scremato (e si distinguerà
allora fra tome grasse o semigrasse), e poi una libertà abbastanza ampia nelle dimensioni e
nell’aspetto esteriore. Il latte comunque è sempre ed esclusivamente vaccino.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA VAL DI LANZO
TOMA VAL DI LANZO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale, d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 90 giorni
Produzione: tutto l’anno (alpeggio estiva)
Grassi: 45% MGSS
Peso: 4-5 kg
Dimensioni: diametro 30-35 cm, h 8-10
Produttori: casari del Val di Lanzo
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta color giallo
paglierino più o meno intenso a seconda
della stagionatura, compatta, con
occhiatura scarsa
Sapore: intenso, con note di erba o fieno e
di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi. Frutta
fresca (pera Passacrassana). Miele
aromatico. Mostarda di zucca. Pane nero
di segale, polenta
Storia e curiositàVarietà di Toma tipica della Val di Lanzo, sopra Torino: particolarmente adatta a un affinamento
anche di lunga durata.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
TOMA BRUSCA
TOMA BRUSCA
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, scremato, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 90 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 30% MGSS
Peso: 4-7 kg
Dimensioni: variabili
Produttori: casari del biellese
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta color giallo
paglierino più o meno intenso a seconda
della stagionatura, dura e friabile, con
occhiatura rada
Sapore: intenso, deciso, con note di fieno
e lievi sentori di stalla
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi.
Mostarda di mele cotogne. Pane nero di
segale, polenta
Storia e curiositàIl latte con cui è prodotta viene lasciato leggermente inacidire prima della caseificazione: da questa
particolarità deriva il suo nome e il suo particolare sapore. Trattandosi di un formaggio di latte
scremato è particolarmente adatta alle lunghe stagionature, perfino oltre l’anno.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
RASCHERA (DOP)
RASCHERA (DOP)
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino-ovino-caprino, scremato,
crudo o pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale,
d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 30 giorni
Produzione: tutto l’anno, alpeggio estiva
Grassi: 32% MGSS
Peso: 7-10 kg
Dimensioni: base 40x40 cm, h. 12-15
Produttori: caseifici e casari del cuneese
aderenti al Consorzio di produzione e
tutela della Raschera
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta avorio o
paglierina compatta, elastica, con diffusa
occhiatura piccola
Sapore: intenso, con le note del latte
ovino e caprino: “pizzica” in bocca
quando è stagionata
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi, birre
scure. Confettura di uva e di pomodoro
verde. Pane integrale
Storia e curiositàRaschera è il nome di un alpeggio situato nel Comune di Magliano Alpi, in provincia di Cuneo. La
Raschera (il nome è femminile) è normalmente quadrata perché un tempo grazie a questa forma
poteva essere più facilmente sistemata sul basto dei muli che la conducevano dagli alpeggi a valle.
Come avviene per un altro formaggio piemontese, la Sora, una faccia della forma conserva il segno
del telo in cui è stata strizzata subito dopo la cagliatura. Le forme di alpeggio sono riconoscibili
dalla lettera “a” inserita nella “r” del marchio.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
NOSTRALE COL DI MACRA
NOSTRALE COL DI MACRA
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino-ovino-caprino, scremato,
crudo o pastorizzato
Lavorazione: artigianale e d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo tre mesi
Produzione: tutto l’anno, alpeggio estiva
Grassi: 32% MGSS
Peso: 6-8 kg
Dimensioni: diametro 30-40 cm, h. 7-9
Produttori: caseifici e alpigiani delle valli
cuneesi
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
semidura, con occhiatura finissima.
Sapore: intenso, piccante, con le note del
latte ovino e caprino
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati. Miele di castagno, mostarda
piccante di frutta. Pane di segale
Storia e curiosità
Dalla stessa area in cui si produce il Bra e la Raschera di Alpeggio: una produzione limitata, specie
nel cru d’alpeggio, ma assolutamente tipica e “nostrana”.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
FURMAI MARÇÈT
FURMAI MARÇÈT
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino-ovino-caprino, scremato,
crudo o pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale,
d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo sei mesi
Produzione: estiva
Grassi: 32% MGSS
Peso: 6-8 kg
Dimensioni: diametro 30-40 cm, h. 7-9
Produttori: casari della provincia di
Cuneo
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta paglierina
dura, con infiltrazioni di colore bruno o
grigiastro.
Sapore: molto intenso, forte, piccante,
ricorda i formaggi erborinati
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati, distillati alcolici. Miele di
castagno, mostarda piccante di frutta. Pane
di segale, pane di mais
Storia e curiositàSi tratta di forme di Bra del tipo Duro sottoposte a una particolare lavorazione nel periodo estivo:
dapprima vengono forate con una piccola piccozza, poi nei buchi ottenuti viene fatto colare del
latte crudo e si procede a una rifermentazione che sviluppa sapori molto forti e maturi, riservati ai
veri intenditori. Il nome significa letteralmente “formaggio marcio”.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
BRA DURO DOP
BRA DURO DOP
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino-ovino-caprino, scremato,
crudo o pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale,
d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo sei mesi
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 32% MGSS
Peso: 6-8 kg
Dimensioni: diametro 30-40 cm, h. 7-9
Produttori: caseifici aderenti al Consorzio
di produzione e tutela del Bra
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
dura, con occhiatura finissima
Sapore: intenso, piccante, asciutto, con le
note del latte ovino e caprino
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati. Miele di castagno, mostarda
piccante di frutta. Pane di segale
Storia e curiosità
La città di Bra era in passato il mercato dove questo formaggio, prodotto sulle montagne del
cuneese, veniva messo in commercio: oggi si produce in tutto il territorio provinciale. Il Bra nelle
sue due versioni ha ottenuto la Doc nel 1982. Talvolta si denomina “mezzano” il Bra Duro
stagionato per il periodo minimo, che può essere allungato fino a un anno e oltre con ottimi
risultati. Le aggiunte di latte ovino e caprino sono piccole rispetto al quantitativo di latte vaccino,
ma riescono a dare al formaggio un’impronta organolettica decisa.
Una lavorazione particolare del periodo autunnale è il Bra ciuck, affinato sotto vinaccia rossa.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
BRA TENERO DOP
BRA TENERO DOP
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino-ovino-caprino, scremato,
crudo o pastorizzato
Lavorazione: artigianale e industriale,
d’alpeggio
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 45 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 32% MGSS
Peso: 6-8 kg
Dimensioni: diametro 30-40 cm, h. 7-9
Produttori: caseifici aderenti al Consorzio
di produzione e tutela del Bra
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
compatta, elastica, con media occhiatura.
Sapore: intenso, fresco, con le note del
latte ovino e caprino
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi, birre
scure. Confettura di uva, confettura di
pomodoro verde. Pane integrale
Storia e curiosità
La città di Bra era in passato il mercato dove questo formaggio, prodotto sulle montagne del
cuneese, veniva messo in commercio: oggi si produce in tutto il territorio provinciale. Il Bra nelle
sue due versioni ha ottenuto la Doc nel 1982. L’uso del latte misto vaccino, ovino e caprino è
tipico della zona. Come per altri formaggi, questa versione più giovane rispetto alla tradizionale
più stagionata è un’innovazione relativamente recente, in ottemperanza all’aumento della richiesta
di formaggi freschi.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
ERBORINATO DI PECORA DELLE ALPI COZIE
ERBORINATO DI PECORA DELLE ALPI COZIE
Caratteristiche tecniche
Latte: ovino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 45% MGSS
Peso: 4-5 kg
Dimensioni: diametro 20 cm, h. 15
Produttori: casari delle Alpi Cozie
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina e
compatta, con diffusa erborinatura
bluastra Sapore: forte, intenso, con note
ovine e di penicillo
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati, vini dolci e liquorosi.
Mostarda piccante di frutta, confettura di
cipolle rosse. Pane di segale
Storia e curiositàUna toma di latte ovino, prodotto tipico delle vallate cuneesi, con in più un’intensa erborinatura:
prodotto di spiccata personalità e sapore.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
GORGONZOLA PICCANTE DOP 300 GIORNI
GORGONZOLA PICCANTE DOP 300 GIORNI
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: 200 o 300 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 48% Mgss
Peso: 10-12 kg
Dimensioni: diametro 25-30 cm, h. 30-35
Produttori: caseifici aderenti al Consorzio
di produzione e tutela del Gorgonzola
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
scura e compatta, con ricca erborinatura
blu-verdastra. La crosta è di colore
rossiccio scuro
Sapore: molto forte, lievemente piccante,
dominato dalle note robuste del penicillo
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati, vini dolci e liquorosi, rhum.
Mostarda piccante di frutta, confettura di
cipolle rosse, gelatina di vino al Vin Santo
o al Marsala.
Storia e curiosità
Il Gorgonzola piccante affinato per un periodo doppio (200 giorni) o triplo rispetto alla norma, con
una più ricca erborinatura e un bouquet di aromi molto più intenso. Un affinamento protratto (che
in passato era più in uso che non oggi) rende più scura e compatta la pasta, e fa evolvere
notevolmente i sapori e gli aromi dovuti al penicillo, sviluppando aromi di liquirizia, di sottobosco
e in particolare di fungo porcino. Per amatori di grandi formaggi.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
GORGONZOLA PICCANTE DOP 200 O 300 GIORNI
GORGONZOLA PICCANTE DOP 200 O 300 GIORNI
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: 200 o 300 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 48% Mgss
Peso: 10-12 kg
Dimensioni: diametro 25-30 cm, h. 30-35
Produttori: caseifici aderenti al Consorzio
di produzione e tutela del Gorgonzola
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
scura e compatta, con ricca erborinatura
blu-verdastra. La crosta è di colore
rossiccio scuro
Sapore: molto forte, lievemente piccante,
dominato dalle note robuste del penicillo
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati, vini dolci e liquorosi, rhum.
Mostarda piccante di frutta, confettura di
cipolle rosse, gelatina di vino al Vin Santo
o al Marsala.
Storia e curiosità
Il Gorgonzola piccante affinato per un periodo doppio (200 giorni) o triplo rispetto alla norma, con
una più ricca erborinatura e un bouquet di aromi molto più intenso. Un affinamento protratto (che
in passato era più in uso che non oggi) rende più scura e compatta la pasta, e fa evolvere
notevolmente i sapori e gli aromi dovuti al penicillo, sviluppando aromi di liquirizia, di sottobosco
e in particolare di fungo porcino. Per amatori di grandi formaggi.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
GORGONZOLA PICCANTE GUFFANTI DOP
GORGONZOLA PICCANTE GUFFANTI DOP
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 90 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 48% MGSS
Peso: 10-12 kg
Dimensioni: diametro 25-30 cm, h. 30-35
Produttori: caseifici aderenti al Consorzio
di produzione e tutela del Gorgonzola
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina e
compatta, con ricca erborinatura bluverdastra.
La crosta è di colore rossiccio
chiaro, di norma protetta con carta
stagnola
Sapore: forte, dominato dalle note robuste
del penicillo
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati, vini dolci e liquorosi, rhum.
Mostarda piccante di frutta, confettura di
cipolle rosse, gelatina di vino al Vin Santo
o al Marsala. Gambi di sedano bianco.
Pane di segale, polenta
Storia e curiositàSecondo una leggenda a inventare il Gorgonzola sarebbe stato un casaro innamorato, che per
correre a un appuntamento con l’amata “dimenticò” per tutta una notte una cagliata nella caldaia,
mescolandola poi alla lavorazione del mattino successivo: le forme così ottenute, dato che la pasta
della sera prima, più acida, non si amalgamava perfettamente con la pasta del mattino, risultarono
ricche di pieghe e interstizi, che durante la stagionatura favorirono lo sviluppo di muffe all’interno
del formaggio, il quale però fu ritenuto una piacevole novità e quindi replicato a bella posta. In
effetti nella produzione del Gorgonzola si è seguito a lungo il metodo della lavorazione “a doppia
pasta”, unendo insieme la cagliata della sera con quella del mattino. Caratteristiche tipiche della
lavorazione del Gorgonzola, formaggio a denominazione di origine dal 1955, sono la “stufatura”,
ossia la permanenza delle forme fresche in un locale riscaldato per la sgrondatura del siero, e la
foratura con aghi per favorire lo sviluppo del penicillo. Bisogna comunque distinguere il più noto
Gorgonzola Dolce, a pasta morbida e cremosa, da quello Piccante, più tradizionale, dalla pasta più
consistente per il minor contenuto di siero a seguito di una “stufatura” più lunga.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
GORGONZOLA E MASCARPONE
GORGONZOLA E MASCARPONE
Caratteristiche tecnicheLatte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: 60 giorni (gorgonzola)
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 55% MGSS
Peso: 1 kg
Dimensioni: base 10x20 cm, h. 10
Produttori: caseifici del novarese del
milanese
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: strati di
Gorgonzola dolce alternati a strati di
mascarpone freschi, avvolti nella carta
stagnola protettiva
Sapore: dolce, con le note della panna e
del formaggio erborinato
Abbinamenti suggeriti: Vini dolci e
liquorosi. Mostarda piccante di frutta.
Frutta fresca (pere William) e secca
(noci). Pane tipo michetta, cracker
Storia e curiosità
Un modo particolare, in origine casalingo, di consumare il gorgonzola dolce, rendendolo di gusto
ancora più dolce e morbido con l’aggiunta del Mascarpone (prodotto ottenuto cagliando la panna
con aceto bianco o acido citrico). Il Mascarpone è altamente deperibile e nelle versioni artigianali
(senza conservanti) utilizzate da Guffanti la produzione è sospesa durante i mesi più caldi
dell’anno.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
GORGONZOLA DOLCE DOP
GORGONZOLA DOLCE DOP
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, pastorizzato
Lavorazione: artigianale
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: 60 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 48% MGSS
Peso: 10-12 kg
Dimensioni: diametro 25-30 cm, h. 30-35
Produttori: caseifici aderenti al Consorzio
di produzione e tutela del Gorgonzola
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
chiara, morbida e cedevole. Erborinatura
celeste-verde chiaro. La crosta è di colore
rossiccio chiaro, di norma protetta con
carta stagnola
Sapore: intenso, ma più delicato del
Gorgonzola piccante
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi e invecchiati, vini dolci e liquorosi.
Mostarda piccante di frutta, confettura di
fichi. Frutta fresca (pere William). Pane di
segale, polenta
Storia e curiosità
Fratello minore del Gorgonzola tradizionale, oggi denominato Piccante, il Gorgonzola Dolce è nato
verso la metà del XX secolo, diventando ben presto la versione più conosciuta dai consumatori.
Tecnicamente la differenza principale rispetto al Piccante consiste nel maggior contenuto di siero,
che rende la pasta più morbida, perfino spalmabile, e il gusto più delicato. Per questa stessa
caratteristica non è in grado di sopportare lunghe stagionature, caratterizzandosi come un
formaggio semifresco. Esistono produzione industriali e produzioni artigianali: in queste ultime la
lavorazione è eseguita interamente a mano invece che da macchinari, con un prodotto finale più
morbido e cremoso, definito “scappante” dagli intenditori.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
CASTELMAGNO (DOP)
CASTELMAGNO (DOP)
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, scremato, crudo
Lavorazione: artigianale e di alpeggio
Pasta: pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno (alpeggio estiva)
Grassi: 34% MGSS
Peso: 2-7 kg
Dimensioni: diametro 15-25 cm, h. 12-20
Produttori: casari dell’area tipica di produzione
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
compatta e granulosa, negli esemplari
stagionati con erborinatura blu-verdastra a
chiazze
Sapore: forte, intenso, con leggere note di
stalle e forti sentori di penicillo se
stagionato a dovere
Abbinamenti suggeriti:
Vini rossi corposi
e invecchiati, vini dolci e liquorosi.
Mostarda di anguria bianca, confettura di
mirtilli. Pane di segale, polenta
Storia e curiosità
Si produce solamente in un ristretto territorio della Val Grana, coincidente con i tre Comuni di
Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana. La DOC risale al 1982. La produzione di alpeggio di
fatto è limitata a un solo casaro. I tentativi di imitazione nei paesi e nelle vallate circostanti sono
innumerevoli, spesso con nomi che in un modo o nell’altro ricordano quello di “Castelmagno”. La
tendenza oggi è purtroppo di metterlo in commercio molto giovane e non erborinato, ma è solo con
un giusto affinamento di almeno sei mesi che questo grande formaggio mette in luce a pieno le sue
caratteristiche.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
Magnùn
MAGNÙN
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, scremato, crudo
Lavorazione: artigianale
Pasta: cotta, pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: tutto l’anno
Grassi: 34% MGSS
Peso: 2-7 kg
Dimensioni: diametro 15-25 cm, h. 12-20
Produttori: casaro della valle Grana
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
molto compatta e granulosa, negli
esemplari stagionati con erborinatura bluverdastra.
Sapore: forte, intenso, con leggere note di
stalle e di penicillo se stagionato
Abbinamenti suggeriti:
Vini rossi corposi
e invecchiati, vini dolci e liquorosi.
Mostarda di anguria bianca, confettura di
mirtilli. Pane di segale, polenta
Storia e curiosità
Fra le numerose, e fantasiosamente denominate imitazioni del Castelmagno, il Magnùn spicca
come prodotto di un casaro che d’estate produce in alpeggio il Castelmagno Dop, mentre d’inverno
porta la sua mandria in un paese al di fuori del piccolo territorio delimitato dal disciplinare, per cui
è costretto a chiamare la sua produzione di quei mesi con un altro nome (per l’esattezza il
soprannome dialettale di suo nonno Magno). Non “vero” Castelmagno, dunque, ma sicuramente un
formaggio di alto profilo.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
Murianengo
MURIANENGO
Caratteristiche tecnicheLatte: vaccino, caprino, scremato, crudo
Lavorazione: d’alpeggio
Pasta: pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 60 giorni
Produzione: estiva
Grassi: 40% MGSS
Peso: 8-10 kg
Dimensioni: diametro 30 cm, h. 10
Produttori: alpigiani della Val di Susa
Caratteristiche organolettiche
Aspetto e consistenza: pasta paglierina
granulosa e compatta, con erborinatura
bluastra “a chiazze”
Sapore: forte, intenso, con note di stalla e
di penicillo
Abbinamenti suggeriti:
Vini rossi corposi e invecchiati, vini dolci e liquorosi
Mostarda piccante di frutta, confettura di
cipolle rosse. Pane di segale, polenta
Storia e curiosità
Grande e raro formaggio erborinato di alpeggio, nasce al confine con la Francia ed è strettamente
imparentato con alcuni formaggi della Savoia prodotti subito al di là del versante delle Alpi: la
lavorazione ricorda quella del Castelmagno, ma nel Murianengo la pasta è più grassa e il sapore più
rotondo.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
Blu del Moncenisio d'Alpeggio
BLU DEL MONCENISIO D’ALPEGGIO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale e d’alpeggio
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 90 giorni
Produzione: tutto l’anno, alpeggio estiva
Grassi: 45% MGSS
Peso: 2-3 kg
Dimensioni: diametro 20 cm, h. 15
Produttori: casari della Val di Susa
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta paglierina e
compatta, con erborinatura bluastra
moderatamente diffusa
Sapore: forte, intenso, con note leggere di
stalla e marcate di penicillo
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati, vini dolci e liquorosi
Mostarda piccante di frutta, confettura di
cipolle rosse. Pane di segale, polenta
Storia e curiosità
Nasce al confine con la Francia, nell’alta Val di Susa: ne esiste anche una versione di alpeggio
prodotta in quantità molto limitata. L’influenza francese si avverte anche nel nome “blu”, che
ricorda i “bleu” d’oltralpe. Nella stessa zona vede la luce un altro raro erborinato di alpeggio, il
Murianengo.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
Blu del Moncenisio
BLU DEL MONCENISIO
Caratteristiche tecniche
Latte: vaccino, intero, crudo
Lavorazione: artigianale e d’alpeggio
Pasta: cruda, non pressata
Salatura: a secco
Stagionatura: minimo 90 giorni
Produzione: tutto l’anno, alpeggio estiva
Grassi: 45% MGSS
Peso: 2-3 kg
Dimensioni: diametro 20 cm, h. 15
Produttori: casari della Val di Susa
Caratteristiche organoletticheAspetto e consistenza: pasta paglierina e
compatta, con erborinatura bluastra
moderatamente diffusa
Sapore: forte, intenso, con note leggere di
stalla e marcate di penicillo
Abbinamenti suggeriti: Vini rossi corposi
e invecchiati, vini dolci e liquorosi
Mostarda piccante di frutta, confettura di
cipolle rosse. Pane di segale, polenta
Storia e curiosità
Nasce al confine con la Francia, nell’alta Val di Susa: ne esiste anche una versione di alpeggio
prodotta in quantità molto limitata. L’influenza francese si avverte anche nel nome “blu”, che
ricorda i “bleu” d’oltralpe. Nella stessa zona vede la luce un altro raro erborinato di alpeggio, il
Murianengo.
Categoria, formaggi, ristorazione, news, lavoro, turismo, cultura, vacanze
Sagre e feste in Basilicata in maggio
Da Domenica, 11 Maggio 2008 a Giovedì, 29 Maggio 2008
Sfilata dei Turchi a Potenza il 29 maggio 2008
La sfilata si svolge la sera del 29 maggio parte dalla Cattedrale e dietro araldi e bambini vestiti da angeli, ci sono gli schiavi turchi che trainano la galea sulla quale ci sono tre bambini, uno dei quali rappresenta il Santo. Il giorno 30, si svolge la processione in onore di S. Gerardo tra le vie del centro storico. Completano la festa altri spettacoli e gli stand gastronomici.
Lo sposalizio degli alberi ad Accettura (Matera) il 11 maggio 2008
Nel giorno di Pentecoste vengono uniti in "matrimonio", attraverso uno spettacolare innesto, il "maggio"(leccio) e la "cima"(agrifoglio),tagliati da boschi diversi e trasportati in paese. Concerti bandistici,offerta di vino e prodotti tipici del luogo (ricotte, caciocavallo e salsicce) precedono il momento serale della scalata del maggio.
Fonte Il Mondo sel Gusto
Cibus 2008 a Parma
Da Lunedì, 05 Maggio 2008 a Giovedì, 08 Maggio 2008
Cibus 2008 non è una semplice fiera, ma un vero e proprio evento mediatico, che ha dato e darà al mondo intero la possibilità di conoscere le migliori aziende italiane e, nello specifico, i loro prodotti agroalimentari.
Quattro giorni davvero importanti, completi e “saporiti”, l’occasione giusta per promuovere al meglio l’incontro dell’industria agroalimentare italiana con lo spirito commerciale estero.
A Cibus saranno presenti oltre un centinaio di operatori stranieri e ventotto nuovi Paesi hanno già fatto richiesta di partecipazione per la prima volta, suggellando la fama internazionale di questo evento ricco di appuntamenti, durante il quale non mancheranno i convegni tematici sul commercio internazionale e la grande distribuzione.
Fonte Il Mondo sel Gusto
Sagre e feste in Sardegna in aprile e maggio
Da Lunedì, 28 Aprile 2008 a Domenica, 18 Maggio 2008
Sa Die de Sa Sardigna a Cagliari il 28 aprile 2008
Il 28 aprile di ogni anno, a partire dalla prima edizione che si è svolta nel 1993, a Cagliari si festeggia Sa Die de Sa Sardigna, conosciuta anche come la festa del popolo sardo.
"Sa die de sa Sardigna" è stata istituita Il 14 settembre 1993 dal Consiglio Regionale della Sardegna. Le manifestazioni legate a questo evento si svolgono in tutta l’isola il 28 aprile di ogni anno per ricordare i cosiddetti "Vespri sardi", cioè l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794, quando vennero allontanati da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano.
Sagra di Sant’Efisio a Cagliari il 1 Maggio 2008
E’ la più importante festa religiosa di Cagliari e di tutta la Sardegna, per le strade del centro sfila una maestosa e colorata processione. Di sera in città vengono organizzati spettacoli folkloristici.
Festa di Santa Giusta (Oristano) il 13 e il 14 Maggio 2008
Nella piazza antistante la Cattedrale di Santa Giusta si conclude la grande processione in costume sardo e con Traccas addobbate e si iniziano i balli sardi, a cui seguono spettacoli, giochi e altre manifestazioni. La serata termina con i fuochi d’artificio.
Cavalcata Sarda a Sassari il 18 maggio 2008
La Cavalcata Sarda, la più grande rappresentazione del folklore e del costume sardo, si festeggia nella città di Sassari ogni anno la penultima domenica di maggio.
Fonte Il Mondo sel Gusto
Sagre e feste in Sicilia in maggio
Da Giovedì, 01 Maggio 2008 a Domenica, 25 Maggio 2008
Sagra del pomodoro a Sampieri (Rg) il 1 maggio 2008
la Sagra del pomodoro, detta anche festa del grappolino, prevede la presenza di numerosi cuochi che sfrutteranno questo prodotto dell’agricoltura locale per creare varie pietanze, dalla pizza alla pasta condita. La sagra che dura tutto il giorno prevede anche spettacoli serali.
Sagra della seppia a Donnalucata (Rg) dal 2 al 4 maggio 2008
Il centro storico ove si svolgerà la Sagra, sarà reso interamente area pedonale, la via principale della cittadina si riempie di stand e bancarelle. Lungo via Pirandello vengono offerti piatti a base di seppia cucinati secondo la tradizione locale. Si svolgeranno inoltre conferenze, mostre di quadri, spettacoli musicali e pirotecnici
Primavera Barocca a Noto (Sr) dal 4 al 18 maggio 2008
La “Primavera Barocca” di Noto, che si apre il 4 maggio, è ricca di avvenimenti culturali di ogni genere e l’“Infiorata” di via Nicolaci concluderà questa rassegna di manifestazioni. Cortili, chiostri e vie cittadine sono abbelliti con quadri preparati con i petali di innumerevoli fiori il tema dei disegni di quest’anno saranno i personaggi di Walt Disney.
Sagra dell’arancia a Gualtieri Sicaminò (Me) il 18 maggio 2008
Il programma della Sagra propone, oltre alla tradizionale degustazione di dolci a base di arancia, spettacoli musicali e folkloristici. Si svolge la terza domenica di maggio
Corteo storico di Santa Rita a Castelvetrano (Tp) il 18 maggio 2008
Il Corteo Storico attraverso i quadri, vuole far conoscere la vita di Santa Rita. La manifestazione è gemellata con l’analogo corteo che si svolge a Cascia.
Il corteo dei quadri della Santa è preceduto dal gruppo degli sbandieratori mentre il ritmo dei loro esercizi viene modulato da tamburi, alfieri e musici.
Sagra del "Tataratà" a Casteltermini (Ag) dal 23 al 25 maggio 2008
La sagra del "tataratà" è un’antica festa musulmana che si è inserita nella festa cristiana della Santa Croce. Il gruppo folkloristico del Tataratà con i suoi costumi arabi e le sue danze caratteristiche eseguite al ritmo scandito da grossi tamburi chiude il corteo che si tiene la quarta domenica di maggio
Fonte Il Mondo sel Gusto
Sagre e feste in Molise in aprile e maggio
Da Mercoledì, 30 Aprile 2008 a Giovedì, 08 Maggio 2008
La Carrese a San Martino in Pensilis (CB) dal 30 aprile al 2 maggio 2008
Il 2 maggio si festeggia San Leo santo protettore di San Martino mentre il 30 aprile si tiene la tipica corsa dei carri, spettacolare per il fatto che ci si trova di fronte a carri trainati da buoi.
La Pagliara Maje Maje a Fossalto (Cb) il 1 maggio 2008
Viene chiamata anche Festa delle Primavera, ha come protagonista un pagliaio (La Pagliara, simbolo del maggio e della primavera) a forma di cono. Il cono è costituito da rami, è rivestito di erbe e sulla sua sommità è collocata una croce, realizzata con i fiori. Animato da un uomo al suo interno percorre le strade del paese e delle contrade preceduto da suonatori di zampogne.
I fuochi di San Michele a Agnone (Isernia) l’8 maggio 2008
Per celebrare il ritorno della bella stagione e per scacciare gli spiriti maligni si accendono grandi falò di sterpaglie che ardono tutta la notte, dinanzi alle quali si radunano i paesani.
Fonte Il Mondo sel Gusto
Sagre e feste in Calabria in maggio
Da Venerdì, 02 Maggio 2008 a Martedì, 20 Maggio 2008
Festa del Patrono a Paola (Cs) dal 2 al 4 maggio 2008
Quest’anno, così come gli altri anni, nel corso dei festeggiamenti, ci saranno: l’accensione della lampada, l’illuminazione delle strade, la Banda musicale che suonerà per le Vie della Città, le processioni, il luna park, i fuochi d’artificio
Festa delle “Tre Cruci” a Tropea (VV) il 4 maggio 2008
Lo spettacolo prevede fuochi di artificio e una rappresentazione che mette in atto tre cavalieri e un cammello che vengono fatti esplodere nel tripudio dei presenti. La festa ricorda un attacco sventato da parte dei Saraceni.
Festa della Bandiera a Morano Calabro (Cs) il 19 e 20 maggio 2008
Questa rievocazione storica ricorda la vittoria della popolazione di Morano sui Saraceni, avvenuta del IX secolo, oltre alla sfilata in costumi d’epoca si tiene anche una gara ad ostacoli a cavallo a cui partecipano i tre rioni del paese.
Fonte Il Mondo sel Gusto
SALUSERBE a Saludecio (Rimini)
Da Venerdì, 25 Aprile 2008 a Domenica, 27 Aprile 2008
La manifestazione delle colline riminesi dedicata al naturale, all’erboristeria e all’ambiente
SALUSERBE rappresenta ormai un punto di riferimento tra gli appuntamenti della primavera delle colline riminesi. Dall’aprile 1988 infatti la manifestazione si è ritagliata una sua precisa connotazione nel panorama regionale degli eventi dedicati all’erboristeria, alle piante, all’agricoltura, all’alimentazione naturale, alle medicine alternative, alla bioarchitettura, alla sostenibilità, all’ambiente in generale e al recupero della tradizione.
La XXI edizione di Saluserbe, che si svolgerà quest’anno dal 25 al 27 aprile nel centro storico del suggestivo borgo di Saludecio, sarà dedicata al paesaggio, ai sentieri naturalistici ed alle zone protette del territorio. con particolare riferimento agli alberi ed alle piante della tradizione spesso a rischio d’estinzione: tematiche da sviluppare in modo trasversale nei quattro settori che caratterizzano la manifestazione.
Saludecio, nelle tre giornate di Saluserbe, offrirà ai suoi visitatori un programma diversificato e adatto a un vasto pubblico, rivolto sia agli specialisti e agli appassionati, sia ai neofiti del naturale o ai semplici curiosi.
Accanto ai convegni e agli incontri, di carattere più specialistico, si potranno trovare dislocate in diversi palazzi storici del centro, fra cui ricordiamo Palazzo Albini-Della Rovere, mostre d’arte e dimostrazioni di lavori artigiani.
Per tutti gli amanti del naturale, per coloro che vanno alla ricerca di cibi coltivati secondo tecniche tradizionali, per chi desidera prendersi cura del proprio corpo ricorrendo a rimedi antichi e sempre efficaci, non mancherà il Mercatino di Primavera, che si snoda lungo le vie e le piazze del borgo rinominandole per l’occasione via della Salute e delle Piante, piazza delle Erbe o strada delle Officine. Per deliziare occhi e palato non potevano mancare i classici punti ristoro che offriranno menù unici e strettamente a tema dedicati a Cibi e Delizie Verdi. Tanti anche gli spettacoli: dai classici interventi di “teatro di strada” a momenti di intrattenimento per grandi e piccini..
Fonte Il Mondo sel Gusto
Entroterra riminese - Montefiore
Montefiore si nasconde dietro una lunga serie di tornanti, ma è il più “cinematografico” dei castelli della zona. La Rocca Malatestiana, eretta per guardare dall’alto al basso l’intera vallata del Conca, è un monumento di incredibile bellezza risalente al 1300, e in questi anni è oggetto di un restauro efficace.Tanto che Montefiore si è trasformato in un borgo molto chic.Tra gli altri monumenti da non perdere, ci sono le due chiese, dell’Ospiedale e di San Paolo. Ma l’atmosfera che si respira in tutto il centro è speciale, arricchita anche dalle molte manifestazioni che animano Montefiore, soprattutto durante la stagione estiva.
Per i palati fini, da non perdere è l’Enoteca Belfiore, un’antico palazzo (con magnifica cantina sottostante) che offre una selezione di leccornie da provare. No, non del luogo. Qui si può gustare la cucina slovena, con formaggi, salumi e altre specialità provenienti dai Balcani e dalle zone adiacenti. Eccellenti anche i vini sloveni, con alcuni bordolesi davvero interessanti. Al primo piano, anche un locale che può essere “affittato” per la serata. Se si è a caccia di delizie, il periodo buono è l’autunno. Perché qui la regina è la castagna, proveniente dai boschi di Faggeto e Monte Auro. Per chi capita in altre stagioni, ricotta e squaquerone, formaggi molli dal gusto delicato, non possono essere lasciati sui banconi delle botteghe.
In primavera, non si può lasciare a casa la mountain bike. I sentieri per la valle del Ventena e per Gemmano sono piacevolissimi.
Ma c’è un altro fantastico prodotto, quasi dimenticato, che a Montefiore viene ancora alla luce. Si chiama “Gobbo”, termine che in Romagna sostituisce cardo. E’ un formaggio, nonostante si possa pensare subito a un alimento vegetale. Il Gobbo è un pecorino realizzato con il latte degli ovini locali, ma cagliato con il cardo appunto. Un’usanza nata dalla povertà, come spesso accade. Quando non c’era disponibilità del siero d’agnello, si usava l’erba de ches, ovvero i cardi. E il Gobbo era pronto. Come adesso accade all’azienda biologica “Il Buon Pastore” di Andrea Preci, a Montefiore. Qui vengono rispettati i tempi della natura, e il formaggio di latte di pecora di razza sarda stagiona 70 giorni. Preci lavora il latte anche per realizzare un altro prodotto caseario eccezionale e antico, il raviggiolo. Quasi scomparso per anni, questo formaggio molle e delicato è stato recuperato soprattutto nel nord della Romagna, di conseguenza anche da altri casari illuminati.
Fonte Il Mondo sel Gusto
Entroterra riminese - Montegridolfo
Se Montefiore è chic, Montegridolfo è radical chic.Tanto da essere diventato luogo di villeggiatura vip – la stilista Alberta Ferretti, ad esempio, ne ha fatto la sua roccaforte. Il toponimo del luogo proviene probabilmente da un’antica famiglia romagnola, ma c’è traccia di questa località già nelle cronache del ‘500, quando nella zona imperversava la guerra gotica, tra Ostrogoti e Bizantini. E sulla linea gotica rimase anche durante la seconda Guerra Mondiale, baluardo dello sfondamento degli Alleati in terra di Romagna. Anche la strada per Montegridolfo, è tortuosa, ma alla fine ci si trova di fronte ad un paesaggio etereo, in cui la bellezza naturale della collina diventa tutt’uno, in armonia, con le “narrow streets of cobblestone”, per citare Paul Simon, del piccolo centro. Perdersi per i vicoli, per poi andare a gustare la cucina creativa di Palazzo Viviani, ristoro e hotel antica dimora nobiliare già nel ‘300. Per chi è alla ricerca di pasti più informali, l’Osteria dell’Accademia è il posto giusto: piadina, paste fatte a mano e la vista sul mare, lontano, laggiù.
Una curiosità per gli appassionati d’arte. La chiesa di San Rocco offre al visitatore una curiosa opera giovanile di Guido Cagnacci, grande pennello seicentesco. Nella tela “Madonna col bambino adorata dai Santi Rocco, Giacinto e Sebastiano”, quest’ultimo è raffigurato con fattezze femminili. Uno scherzo, forse. Neanche troppo strano, se si considera che siamo nel cuore della goliardica Romagna. Attorno al colle, decine di frantoi. E qui, in effetti, l’olio extravergine non sbaglia mai. Che provenga dall’oleificio Renzi, da Beligotti o da qualche altro, l’acquisto è assicurato. Per chi viaggia in camper, c’è una simpatica area di sosta a due passi dal borgo.
Fonte Il Mondo sel Gusto
Entroterra riminese - Montescudo
A Montescudo la regina, invece, è la patata. Viene raccolta ad agosto, ma rimane intatta per 12 mesi, se conservata a dovere. Cioè al buio e a contatto con la sabbia. E’ diversa dai consueti tuberi, perché ha la buccia rossa, e una consistenza molto decisa. Difficile, infatti, che gli gnocchi fatti con queste patate risultino “mosci”. In ogni caso, la raccolta è seguita, a metà agosto, dalla relativa sagra. In cui il prezioso tubero viene preparato nei più svariati modi: dallo gnocco al gelato. Ma Montescudo non è solo agricoltura. Il piccolo centro abbarbicato sul colle è a sua volta una località amena.Tanta pietra e una lunga serie di osterie, enoteche, ristorantini d’atmosfera. Il posto ideale per una fuga romantica. In un’antica cantina, annessa ad alcune grotte di malatestiana memoria, è stata ricavata La Cantinaccia. Piccola ma gradevolissima osteria, propone i piatti semplici e poveri della cucina romagnola, con una sessantine di etichette, dedicate soprattutto ai vitigni locali (sangiovese, trebbiano, pagadebit e pignoletto…). Sempre nel territorio di Montescudo, ma in solitaria opposizione ai venti che d’inverno si scatenano, gli innamorati possono recarsi al Castello di Albereto. Ambiente spettacolare, soprattutto nei mesi più caldi, grazie alla terrazza immersa in una cascata di stelle, ma anche all’arredamento minimal che non cozza con l’antica dimora. Il Castello offre una cucina ricca, di terra e di mare, con interessanti escursioni nel fusion e un’ottima base in piatti come il risotto di porcini e anatra e il tonno in porchetta.Anche la carta dei vini è ben fornita.
Le colline del Riminese sono ottime per chi è alla ricerca di giacimenti “carnosi”. Maiali e bovini, in particolare, e delle antiche razze autoctone letteralmente rinate negli ultimi anni.
Fonte Il Mondo sel Gusto
Enogastronomia: le prelibatezze di San Patrignano
Una visita, se si va a caccia di prelibatezze made in Romagna, non può mancare a San Patrignano. La comunità di recupero dalla tossicodipendenza più grande del mondo è abbarbicata tra Rimini e Coriano, a pochi chilometri da Montescudo. Dunque, sulla strada giusta. Da qualche anno San Patrignano si è impegnata a lavorare nel settore gastronomico per recuperare le tradizioni del territorio, in virtù di una filosofia del lavoro e dell’eccellenza.
Le persone che entrano in comunità ritrovano, grazie a questo semplice principio, la dignità persa. E i risultati, i prodotti, sono straordinari. Dal ’96 è nato il progetto vinicolo, dedicato in gran parte al sangiovese. Che viene commercializzato in purezza (Avi) o in abbinamento ai tagli bordolesi (Montepirolo, Noi). Queste sono le bottiglie più importanti, perché la cantina comunitaria propone anche altre etichette.
Come si diceva prima, un altro grande lavoro è stato fatto sulla Mora romagnola, di cui si possono trovare il culatello, lo strolghino, la spalla e tutti gli altri gustosissimi tagli. Insaccati o da cuocere. Olio e miele sono eccellenti, ma forse il lavoro più interessante, attualmente viene fatto con i formaggi. Grazie alla consulenza di Vittorio Beltrami, maitre fromager marchigiano pecorini, caprini e vaccini vengono stagionati nel migliore dei modi.I formaggi freschi, squacquerone e ricotta, sono a lora volta eccezionali, grazie alla qualità del latte, perfetta per i processi caseari. La marcia in più? I pecorini di fossa, che vengono interrati a Cartoceto Serrungarina dallo stesso Beltrami. E solo i migliori riposano nel terreno, fino al 25 novembre, quando vengono portati alla luce per deliziare il palato. Al momento a San Patrignano vengono effettuati anche esperimenti che, in futuro, si potranno trovare sulle tavole dei gourmet. Pecorini stagionati in miniera, formaggi che hanno riposato fra le foglie di tabacco Kentucky e ancora cioccolatini ripieni di fossa, lardo e sangiovese Avi. Già, i vini.
La produzione alimentare della comunità è nata soprattutto per via dell’amore per il vino. Sangiovese, come vuole la tradizione, in purezza o in un matrimonio - d’amore – con i tagli bordolesi. Avi è l’ammiraglio della prima categoria, Montepirolo della seconda. Ma in zona si possono avvicinare anche altre cantine di ottimo livello, come San Valentino, Santini o Vecciano. Pare proprio che i romagnoli abbiano finalmente smesso di vendere il sangiovese in Toscana…
Fonte Il Mondo sel Gusto
Entroterra riminese - Enogastronomia: altre delizie
Esiste anche una strada ideale tra i colli riminesi che congiunge i grandi ristoranti. Sì, è così, non ci sono solo posti dove epifanizzare la temuta “magneda” (a parte che dai produttori di Alka-seltzer), ovvero la mangiata ad alti contenuti calorici, tutta tagliatelle e salsicce ai ferri, in cui le chiacchiere e il vino fanno dimenticare la scarsa qualità delle pietanze e la superficialità con cui vengono proposte le “tradizioni”. Non si può mancare la locanda “I Tre re”, a Poggio Berni, due passi da Santarcangelo dove lo sguardo sfugge dalla terrazza panoramica di erba e nuvole sull’Adriatico. Vale la pena trascorrere una notte in questa locanda rustica ma elegante, una torre d’avvistamento trecentesca. E ancora più assaggiare i due menu degustazione, di terra e di mare, così come la frutta (pesche, albicocche e prugne come ce ne sono poche lungo lo Stivale) o i formaggi, ricotta dolce e fossa in primis. O le carni, il galletto e il coniglio, e naturalmente la piadina, di teglia, come nelle migliori famiglie.
Torriana, pochi chilometri più in là, il colle vicino. Qui Riccardo Agostini cucina davvero a grandi livelli, anche se qualcuno si dimentica di gettare una manciata di stelle nel curriculum del ristorante “Il povero diavolo”. Agostini è un vero demonio della cucina creativa basata sui prodotti del territorio. Non si possono dimenticare i cappelletti asciutti al fossa, ma neppure la scottona del Montefeltro o lo gnocco di ricotta e nocciole su zoccolo di porri, guanciale caramellato e tartufi neri.
E ancora, a Misano Monte, non si può ignorare la locanda “I Girasoli”, con Antonio Palmisani ai fornelli. Fantasia, un amore per il gioco dei sapori e degli accostamenti azzardati, un amore per la Romagna attovagliata tutto acquisito – lo chef in realtà è pugliese. E così si può scegliere tra menu di carne, pesce e verdure, e collinare fra gallinelle di mare in brodo di vongole e lombatine di mora romagnola, agnello e tagliatelle al ragout da sogno. Come sorpresa, lasciamo i dessert. Un velo di mistero per i veri golosi.
E’ quasi ora, si può partire. Ascoltare questi consiglio o andare a ricercare altre leccornie ancora. La piadina più sottile di Romagna, fra le arzdore di Coriano, o il salame al vino Montepirolo alla “Vecchia Fonte” di Sant’Andrea in Besenigo, o ancora la colatura di alici o i mieli che nascono all’ombra del Titano. Basta mettere il disco giusto, on the road, e munirsi di un buon navigatore. Il rischio di perdersi, e non voler ripartire mai più, è da considerare…
Fonte Il Mondo sel Gusto
Masi del Gallo Rosso per soggiorni a tema in Alto Adige
Gli agriturismi del Gallo Rosso punteggiano l’Alto Adige e offrono vacanze diverse per tutti i gusti
I masi dell’Alto Adige da sempre evocano un mix di elementi: delizie per il palato e attività da svolgere con ritmi rilassati, respirando aria pura e frizzante, per svelare la montagna nella sua vera essenza, scoprendone ritmi e colori, sapori e bellezza. Lo spirito che anima le vacanze nei masi del Gallo Rosso, unito alle “specializzazioni” di categoria soddisfa le richieste anche dei turisti più esigenti.
Ecco i masi per famiglie, dove genitori e bimbi possono trovare la dimensione ideale per la propria vacanza in montagna, vere fattorie alpine dove ci si diverte e si impara ad amare la natura.
Ci sono poi i masi per appassionati di cavalli, dove è possibile sellare il “proprio” destriero, salirvi in groppa e attraversare prati verdi, pittoreschi paesini e strade sterrate come veri cavalieri. Negli agriturismi specializzati si possono trovare diverse razze di cavalli: Avelignesi, Arabi, Camargue, Connemara, Islandesi, Shetland Pony, Welsh Pony… ad ognuno il suo, tra natura e divertimento.
Nei masi per escursionisti i fanatici dell’ alta montagna e chi vuole rilassarsi con piacevoli camminate, trovano pane (genuino) per i propri denti! Tra il Brennero e la Chiusa di Salorno, si apre un vero Eden di sentieri e passeggiate partendo direttamente dai masi, tutti dotati di comfort e servizi di ottima qualità.
Per gli appassionati di leggende e cultura ci sono poi i masi storici, bellissime strutture conservate secondo i crismi della tradizione, che rappresentano un’ambita meta vacanziera per chi desidera conoscere il passato di un territorio così bello da essere capace di incantare anche chi vi abita da sempre.
Sono sempre più numerosi i turisti che, per le loro vacanze, scelgono luoghi che offrono prodotti biologici: nei masi con coltivazione biologica, si può gustare ottimo cibo, in tutta sicurezza ed in modo consapevole. All’interno di questi masi, si effettua un programma rivolto a famiglie con bambini e a gruppi di ospiti particolarmente attenti all’ambiente che li circonda.
Esistono masi dove l’acqua potabile è ancora più pura e gli ambienti sono favorevoli alla salute: questi sono i masi per persone allergiche, dove gli ospiti possono respirare a pieni polmoni, rigenerandosi e rilassandosi in tutta tranquillità.
I masi per portatori di handicap invece, rispettano appieno i principi edilizi basilari per una vacanza “senza limiti”: un’entrata accessibile a tutti e stanze che permettono di muoversi in completa autonomia, per riposarsi e divertirsi nella natura in completa libertà.
Dulcis in fundo, ecco i masi del benessere, per fare il pieno di energia, coccolandosi e viziando il proprio corpo con qualcosa di veramente speciale, dai tradizionali bagni di fieno altoatesini ai “moderni” massaggi dal mondo, e i masi vinicoli, per degustare tra splendidi panorami i pregi e le qualità dei vini della zona: che si tratti di Traminer Aromatico, Lagrein o Schiava poco conta, l’importante è che il gusto trionfi! E per finire ecco i masi di alta montagna, dove l’aria è più pura e le vette così vicine che sembra di poterle toccare con un dito. Il Gallo Rosso vanta un maso che si trova a ben 1700 metri sul livello del mare, per un soggiorno di “altissimo livello”!
I masi del Gallo Rosso sono più di mille: scopriteli tutti con la nuova Guida 2007, che si può richiedere gratuitamente al telefono, e sul sito internet.
Fonte Il Mondo sel Gusto
MedOliva: Fiera dell'olivo mediterraneo ad Arezzo
Da Sabato, 17 Maggio 2008 a Lunedì, 19 Maggio 2008
Tra i preziosi tesori del Mediterraneo, con i suoi secoli di storia, spicca, l’olivo per cultura e tradizione.
MedOliva nasce dalla volontà di presentare al pubblico dei consumatori e degli addetti ai lavori il meglio della produzione di questa vasta area e, al tempo stesso, un percorso di filiera che va dai territori ai macchinari, dalle innovazioni tecnologiche alla ricerca scientifica, fino ad arrivare all’alta cucina, della quale l’extravergine rappresenta una delle espressioni più elevate.
MedOliva nasce dalla volontà di offrire una vetrina esclusiva alle aziende che operano nel bacino del Mediterraneo e che hanno fatto della loro qualità produttiva un vero e proprio biglietto da visita.
Si tratta spesso di piccole realtà che vivono di tradizione, cultura e passione. Ognuna con il proprio stile ma tutte con il comune denominatore dell’altissima qualità, elemento che le unisce in una sorta di club che MedOliva ha voluto creare per l’occasione e che vedrà la partecipazione di realtà provenienti da Italia, Spagna, Grecia, Francia, Croazia, Palestina, Isreale e altri Paesi ancora.
Da sempre la Toscana, nell’immaginario collettivo, rappresenta il luogo dove olivo, uomo e tempo vivono in perfetta armonia.
Anche per questo Arezzo è la sede ideale per presentare un evento di questo genere e ospitare tante altre realtà internazionali tra le quali spiccano la Regione Andalusia con la Provincia di Jaén e la Francia con le sue più alte espressioni nel settore della cosmesi.
Fonte Il Mondo sel Gusto
Più prodotti apuo-lunigianesi nei menù dei ristoranti
Più prodotti apuo-lunigianesi nei menù dei ristoranti e sugli scaffali della piccola distribuzione per spingere i prodotti a km zero nel piatto del consumatore finale. Tagliare voci come “trasporto”, “logistica” e “imballaggi” che hanno contribuito a far aumentare i prezzi (fino al 30% in più) e a ridurre il consumo di pane, latte, riso, frutta e vino tirando verso la crisi anche i ristoranti, è possibile mettendo insieme i due anelli fondamentali della filiera: quello dei produttori e dei commercianti.
Da tempo si sta cercando la “via” che permetta al consumatore di trovare il binomio qualità-prezzo, all’agricoltura di vendere i suoi prodotti in loco, e al piccolo commercio di offrire prodotti agroalimentari del territorio a prezzi “giusti” eliminando tutti quegli step che fanno lievitare scontrini e ricevute.
Gaps che vanno ad aggiungersi alla difficoltà, più volte manifestata da parte dei turisti, di trovare il vino di Candia o dei Colli di Luni nelle carte dei vini o nelle enoteche tanto per citare l’esempio forse più eclatante. Si trovano Brunelli e Chianti, uvage spagnoli e australiani, ma non il Candia. E’ come giocare una partita di calcio in casa senza i propri tifosi. Paradossale!
Ora, finalmente, questi “passaggi” sembrano possibili grazie ad un accordo storico tra Coldiretti e Confcommercio.
L’accordo è stato firmato dal Presidente dell’associazione agricola, Vincenzo Tongiani e dal Presidente di Confcommercio, Norberto Ricci, mercoledì 4 aprile, al Ristorante “Cima”, nelle Colline del Candia (il Doc), davanti ad alcuni dei piatti tipici della provincia apuana.
Le due associazioni attraverso questo accordo si impegnano ad attivare, da subito, una collaborazione che porti, nel più breve tempo possibile, ad un utilizzo massiccio delle produzioni locali incentivando e promuovendo nei ristoratori l’adozione di menù a “Km 0″ a base di prodotti tipici e di stagione.
L’obiettivo di fondo, assieme a quello di tutelare il consumatore da speculazioni e da rincari imputabili anche a ragioni di macro-economia (petrolio, crisi internazionale etc), è ridurre i costi dei troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per tutti valorizzando la qualità, l’identità, la sicurezza e la salute.
“Questo accordo - spiegano Tongiani e Ricci - mette nero su bianco la comune convinzione che il rilancio dell’economia locale passa attraverso la valorizzazione del territorio e delle opportunità turistiche esaltabili nella ristorazione locale. Fino ad oggi è mancato lo scatto finale. Quello scatto è stato fatto con questa firma. E’ solo il primo passo. Siamo in attesa di una risposta da parte della Regione Toscana per un progetto di filiera che va proprio in questa direzione. La strada è stata aperta”.
E di prodotti da inserire in menù e negli scaffali la “Terra Apuana” ne ha una sessantina, alcuni dei quali come il miele Dop, i vini di Candia e dei Colli di Luni, o ancora formaggi, oli, pasta e prodotti da forno, carni, pesci, bevande.
Ci sono altri due aspetti da considerare trainati da questo protocollo: quello ambientale e turistico. “Accorciare la filiera - concludono Tongiani e Ricci - significa inquinare di meno per effetto della riduzione drastica degli spostamenti dei prodotti che per muoversi hanno bisogno di mezzi e quindi, di carburante che immette nell’atmosfera CO2. Ma accorciare la filiera significa anche accrescere l’incidenza turistica attraverso una presenza importante delle produzioni agroalimentari nei piatti della ristorazione. Ci sono molti modi per far scoprire un territorio: uno di questi passa proprio attraverso il palato.
La Ristorazione Fuori Casa a Cibus 2008
Parma - Il tema della ristorazione fuori casa sarà al centro di un convegno che si terrà a Parma nell’ambito di «Cibus 2008», il Salone internazionale dell’alimentazione, lunedì 5 maggio alle 14,30 (Cibus apre il 5 per chiudersi l’8 maggio).
Il settore è in crescita da anni, anche se è netta la tendenza di uno spostamento dei consumi verso la fascia bassa dell’offerta. I consumi alimentari degli italiani avvengono per il 31% fuori casa (nei bar, ristoranti, pizzerie, fast food, etc.) e il 2007 fa già registrare un aumento dell’1,3% nei primi due mesi dell’anno.
Il convegno sui pasti fuori casa è organizzato a Cibus dalla Fipe/Confcommercio (Federazione italiana dei pubblici esercizi) all’interno di una manifestazione chiamata «Giornata della Ristorazione Fuoricasa». Per l’occasione la Fipe porterà a Parma oltre 500 tra ristoratori e baristi. All’interno della postazione Fipe, ospitata nel padiglione 7, verranno organizzate, per tutti e quattro i giorni della fiera, le iniziative Risto-Show e Risto-Vip che ospiteranno ogni giorno le performances di grandi Chef e permetteranno scambi «culturali» con i ristoratori della Germania Meridionale, nel quadro di «Germania Paese Focus».
Ospiti d’onore» della «Giornata della Ristorazione Fuoricasa» i buyer delle grandi catene di ristorazione, che potranno ricevere, in un’area dedicata, le richieste di contatto da parte degli espositori. Verranno anche presentati i ristoranti del circuito «Bollino Blu» della provincia di Parma: proporranno menù speciali per gli operatori professionali di Cibus che potranno essere tele-prenotati direttamente in Fiera nella postazione Fipe.
Fonte Il Mondo sel Gusto

